Spam, sono le banche a inviarne di più

Secondo una ricerca di Kaspersky Lab sono le banche a guidare la classifica, per il quarto anno consecutivo, del maggior invio di spam, le mail indesiderate che riceviamo in modo frequente, anche se si sta registrando una diminuzione del fenomeno negli ultimi anni.

Arrivano dalle banche le principali email di spam

Consultare la casella di posta elettronica è un’azione che compiamo quotidianamente più volte al giorno, ma spesso dobbiamo gestire anche i messaggi di spam, ovvero quelli indesiderati, pubblicitari e offensivi, che finiscono in mezzo al resto delle nostre email.

Un’indagine effettuata da Kaspersky Lab, società che si occupa di sicurezza, ha analizzato il flusso di spam nell’anno da poco concluso e ha messo in evidenza dati da non sottovalutare. La percentuale di spam nel2014, infatti, è risultata essere pari al 66,8%, il 2,8% in meno rispetto all’anno precedente, un comportamento giustificato dal fatto che la pubblicità di beni e servizi sta migrando verso piattaforme autorizzate più efficienti. L’indagine permette anche di conoscere la nazionalità delle vittime di phishing: i più numerosi sono gli americani (9,8%), seguiti dagli inglesi (9,6%) e dai tedeschi (9,2%).

Spam da dispositivi mobile

Le offerte di internet mobile sono sempre più utilizzate, ma allo stesso tempo questo rende più facile ricevere spam. Diverse missive di posta indesiderata, infatti, imitano quelle che vengono inviate dai dispositivi mobili, una situazione che accade frequentemente e in diverse lingue. Non c’è distinzione di sistema operativo: questo si verifica con iPad, iPhone e Samsung Galaxy, ma in tutti i casi ci sono testi brevi, o addirittura assenti, con la firma “Inviato dal mio iPhone” e contenenti link che portano ad allegati nocivi.

Spesso le mail di spam di massa imitano le notifiche di applicazioni molto utilizzate come WhatsApp e Viber e questo aumenta l’inganno nei confronti dell’utente che è abituato a effettuare la sincronizzazione dei contatti, ma si tratta di messaggi che non sono connessi all’account.

Da dove arriva lo spam

Sono stati identificati anche i Paesi che producono il maggior numero di spam: in testa ci sono gli Stati Uniti (16,7%), seguiti dalla Russia (5,9%) e la Cina (5,5%). Tra i più comuni attacchi di phishing e spam ci sono le false notifiche inviate dalle banche che spesso possono ingannare l’utente che può pensare di avere ricevuto una reale comunicazione in merito al proprio conto corrente. Gli aggressori pensano inoltre di riuscire nel loro intento con alcuni link legittimi che possono aiutare a superare i filtri antispam.

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