Superbonus 110% per ristrutturazione: come funziona e domanda all’Agenzia delle Entrate

La nuova detrazione per chi esegue lavori per aumentare l’efficienza energetica e sismica o per chi installi pannelli fotovoltaici per alimentare la propria abitazione è stata fissata al 110% dal Decreto Rilancio. Ecco come funzionerà il Superbonus ristrutturazioni e cosa sarà richiesto per presentare la domanda per ottenere la detrazione

Come richiedere il Superbonus ristrutturazioni

Nel Decreto Legge n.34 del 19 Maggio 2020 sono state annunciate una serie di misure a sostegno di famiglie e imprese per un valore di circa 55 miliardi di euro. Uno dei provvedimenti che ha da subito attirato l’attenzione dei cittadini è il cosiddetto Superbonus ristrutturazioni. L’incentivo in sé e per sé non è una novità, sono già una decina d’anni infatti che il Governo concede un bonus a coloro che rendono più ecologiche e sicure le proprie case.

Il nuovo bonus però garantisce una detrazione del 110% delle spese per l’efficientamento energetico o sismico delle abitazioni o dei condomini ed è anche stata proposto di estenderne la validità anche per i lavori di installazione degli impianti fotovoltaici. L’Ecobonus classico per la ristrutturazione di casa e l’acquisto di mobili è rimasto ed è stato confermato al 50% per un tetto massimo di spesa di 96 mila euro e i due incentivi non vanno confusi.

Cosa prevede il Superbonus

Il Superbonus è destinato a chi  eseguirà dei lavori che permetteranno di aumentare la classe energetica dell’abitazione almeno di due posizioni (lo si dovrà dimostrare con apposito certificato APE, che vedremo tra poco cos’è) e a chi metta in sicurezza e riduca il rischio sismico dei propri palazzi o abitazioni unifamiliari. In un primo momento non erano previsto che l’incentivo fosse riconosciuto anche per i pannelli solari e soprattutto era stato deciso di concederlo solo per le prime case. Questi due limiti sono potrebbero essere superati da un emendamento proposto, ma per esserne sicuri si dovrà attendere la conversione del decreto in legge.  Dalle ultime informazioni le intenzioni sono di rendere il bonus accessibile per le seconde case se fanno parte di un condominio.

Per chi dovesse rientrare tra i beneficiari sarà possibile ottenere o uno sconto in fattura o una detrazione IRPEF. Nel Decreto è infatti stata prevista la possibilità che i destinatari della misura possano cedere il credito di imposta alle ditte che hanno eseguito i lavori o alle banche che hanno concesso il prestito per sostenere la spesa. Questo meccanismo permetterebbe quindi di effettuare i lavori senza dover anticipare le somme necessarie per vedersele poi restituire con sconti sulle tasse negli anni successivi.

Se per i normali bonus la restituzione dei crediti ai contribuenti avviene in 10 anni, in questo caso è stato deciso di dimezzare i tempi. Chi deciderà di richiedere il bonus del 110% con le normali detrazioni IRPEF potrà ottenere i rimborsi previsti dilazionati in 5 rate, anziché 10. Le spese che saranno coperte da questa misura sono quelle che saranno sostenute per i lavori compiuti tra il 1° Luglio 2020 e il 31 Dicembre 2020.

L’obiettivo principale che il Governo si pone di raggiungere con questo provvedimento è di ridare slancio al settore edilizio, un mercato che ha subito una brusca stoppata con l’emergenza coronavirus e con il prolungato lockdown. Inoltre il mattone è uno dei settori che rischia di subire un pesante contraccolpo per la crisi economica che dovrebbe colpire il nostro paese nei mesi post Covid-19.

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I requisiti per ottenere i rimborsi del 110% per lavori energetici e antisismici

Dati i vantaggi economici collegati al Superbonus per le ristrutturazioni sono previsti dei requisiti molto specifici per poter ottenere la detrazione e anche le sanzioni per chi dovesse presentare false dichiarazioni non sono di poco conto.

I contribuenti che effettueranno dei lavori che miglioreranno almeno di 2 classi energetiche le prestazioni energetiche della propria abitazione o dei condomini avranno diritto al bonus. Per dimostrare che questa condizione è stata rispettata si dovrà produrre come prova l’APE, cioè l’Attestato di prestazione energetica. L’APE è un documento che riporta le qualità energetiche di un appartamento, di un condominio. Avrete notato magari comprando il simbolo colorato in cui sono riportate delle lettere in una sorta di scala di colori, le lettere vanno dalla G alla A4 e sono le classi energetiche.

La G è la classe energetica meno performante e più dispendiosa, sia in termini di costi che per per i consumi, la classe A4. L’APE deve essere compilato da un tecnico specializzato che dovrà poi provvedere a presentare una copia del documento alla Regione in cui si trova l’immobile. Il certificato di prestazione energetica non è gratuito, per un appartamento può avere un costo compreso tra i 150 euro e i 250 euro. I fattori che influenzano la classificazione del dispendio energetico di una casa sono:

  • dimensione ed esposizione dell’immobile
  • impianti per il riscaldamento
  • condizionatori
  • impianti per il riscaldamento dell’acqua sanitaria
  • condizioni e tipologia di muratura e di infissi
  • impianti di ventilazione meccanica
  • sistemi di produzione di energia rinnovabile (pannelli solari o eolici, ad esempio)

Per quello che riguarda i lavori antisismici il bonus permette di accedere alle detrazioni anche chi abita nelle zone a rischio 1, 2 e 3, le prime due sono le aree classificate come a più alta pericolosità in Italia. Oltre alla detrazione del 110%, il provvedimento del Decreto Rilancio permette che si possa anche ottenere un rimborso del 90% sull’acquisto di una polizza anti calamità naturali.

Gli interventi che danno diritto allo sgravio

Ma quali sono i lavori che permettono ai cittadini di accedere a questi Superbonus? La domanda è lecita e i dubbi sono tanti. Ad esempio, c’è chi si è chiesto se cambiare gli infissi delle finestre sia o meno un intervento incluso tra quelli del bonus oppure se cambiare la caldaia possa essere un lavoro che possa migliorare la classe energetica dell’abitazione. In entrambi i casi la risposta sarà affermativa, i due interventi sono compatibili con la maxi detrazione del Decreto di Maggio.

Vediamo secondo il Decreto del Governo quali sono i lavori che sono effettivamente ritenuti validi per ottenere il rimborso IRPEF:

  • sostituire il cappotto termico dell’edificio, la condizione da rispettare sarà che l’intervento dovrà essere effettuato su più del 25% della superficie che disperde energia e calore. La soglia massima detraibile sarà di 60 mila euro per ogni unità abitativa
  • sostituzione della caldaia o degli impianti di raffreddamento o riscaldamento indipendenti per sistemi centralizzati, con pompe di calore o impianti geotermici. Vale anche per gli impianti di fornitura di acqua calda a condensazione. Il tetto massimo di spesa sarà di 30 mila euro per ogni abitazione, la detrazione interesserà anche le spese per lo smaltimento e la bonifica dei precedenti impianti
  • interventi sugli edifici unifamiliari per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti per il riscaldamento, i condizionatori o la fornitura di acqua calda sanitaria a pompa di calore. Sono compresi anche gli impianti ibridi o geotermici.  La soglia massima di spesa rimborsata è di 30 mila euro e sarà riconosciuta anche per le spese di smaltimento e bonifica

Oltre a questi interventi principali si potranno anche ottenere detrazioni per l’installazione dei pannelli solari (per una spesa massima di 48 mila euro e nel limite di spesa di 2.400 euro per ogni kWh di potenza nominale) o per i lavori di manutenzione dei vostri immobili, sono anche stati inclusi nel Superbonus i lavori per la realizzazione delle colonnine per ricaricare le auto elettriche.

Chi può fare domanda per il Superbonus

Ci sono due diverse procedure da seguire per il sisma bonus e per l’ecobonus. Si potrà inviare le richieste all’Agenzia delle Entrate e si dovrà compilare lo specifico modulo che dovrebbe essere messo a disposizione sul sito dell’ente a metà Luglio quando il decreto sarà ufficialmente convertito in Legge. Per l’ecobonus in genere è possibile fare richiesta anche all’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile). Non è ancora chiaro se anche per il Superbonus sarà mantenuto attivo anche questo canale per le richieste.

Le richieste potranno comunque essere presentate sia in formato digitale che consegnando di persona presso gli sportelli i moduli richiesti:

  • attestato di prestazione energetica, attraverso l’allegato A al “decreto edifici” (D.M. 19 febbraio 2007)
  • la scheda informativa, relativa agli interventi realizzati

Le domande della detrazione del 110% per lavori di efficientamento energetico o di messa in sicurezza antisismica potranno essere presentate da:

  • amministratori per i condomini
  • le persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, su unità immobiliari
  • gli Istituti autonomi case popolari (IACP), comunque denominati, nonché dagli enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti Istituti, istituiti nella forma di società che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di “in house providing” per interventi realizzati su immobili, di loro proprietà ovvero gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica
  • dalle cooperative di abitazione a proprietà indivisa, per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci

Come ottenere i migliori prestiti per i lavori di ristrutturazione

Come spiegato il Superbonus permetterà di ottenere un rimborso sotto forma di detrazione fiscale delle spese sostenute per gli interventi (descritti in questo articolo) o di cedere il vostro credito alla banca o alle ditte che sosteranno i costi e si rifaranno poi sulle somme messe a disposizione per questa misura dallo Stato. Per molti contribuenti questo significherà però dover richiedere un finanziamento per far fronte alle spese che gli saranno poi restituite come sconti sulle tasse.

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