Etichetta energetica, manca trasparenza in Italia

Una recente indagine, condotta da Legambiente e Movimento Difesa del Cittadino, ha rivelato che in Italia un elettrodomestico su quattro è venduto senza etichetta energetica o con l’etichetta scorretta. Lo studio, intitolato “Etichetta furbetta“, punta a verificare la corretta applicazione delle etichette energetiche e ha dimostrato che il maggior numero di etichette non conformi o mancanti si trovano nei condizionatori, forni e aspirapolvere.

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La maggior parte dei negozi in Italia non rispettano le normative

Legambiente e il MDC hanno analizzato la presenza e correttezza dell’etichetta energetica in tv, frigoriferi, forni elettrici, condizionatori, aspirapolvere e cantinette per il vino, commercializzati in 14 negozi fisici (3.150 prodotti) in Campania, Lazio, Emilia Romagna e Veneto, così come in 11 piattaforme online (1.452).

I risultati dell’indagine hanno evidenziato che, su 4.602 prodotti controllati, il 74% è risultato etichettato correttamente, con l’82% dei prodotti nei negozi fisici in regola ma solo il 23% nelle piattaforme di e-commerce. Un elettrodomestico su 4 è risultato, quindi, venduto senza etichetta o con l’etichetta scorretta. Continua a essere una cifra troppo elevata, spiegano gli autori dello studio, ma comunque è un dato positivo rispetto all’anno scorso, in cui  le etichette scorrette o assenti riguardavano un elettrodomestico su 3.
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L’indagine si è svolta nell’ambito del progetto pilota Marketwatch, finanziato dall’UE e che riguarda sedici realtà della società civile che affiancano le istituzioni nel settore del controllo di mercato europeo nel settore delle etichette energetiche. Lo scopo è quello di controllare l’adeguata applicazione dell’etichetta energetica nei negozi online e fisici, nonché le dichiarazioni dei produttori e la veridicità delle etichette degli apparecchi.

I negozi di arredo hanno registrato il più alto grado di non conformità (53%), mentre uno dei due supermercati inclusi nell’indagine presenta la più elevata percentuale di mancata etichettatura (77%). Gli elettrodomestici con un maggior quantità di etichette energetiche non adeguate sono i condizionatori d’aria (49%) e i forni (61%); l’etichetta mancava nei 32% degli aspirapolvere, il 28% dei condizionatori e il 16% delle cantinette per il vino.

In nessun negozio fisico era a disposizione la scheda tecnica informativa che la direttiva europea impone, e che fornisce informazioni aggiuntive rispetto all’etichetta.

77% dei negozi online non sono in regola

Peggiore ancora la performance delle piattaforme e-commerce, con una non conformità del 77%, malgrado l’entrata in vigore a gennaio 2015 di una specifica normativa che impone la presenza dell’etichetta energetica in evidenza insieme alla foto del prodotto. Nei negozi online, oltre agli elettrodomestici già menzionati, sono stati controllati anche lavastoviglie, asciugatrici e lavasciuga. Continuano ad essere i condizionatori i prodotti meno virtuosi (81% non correttamente etichettato), i forni (77%) e i televisori (77%).

Sul web è possibile ancora trovare prodotti energivori, che consumano troppa energia elettrica e perciò sono stati ritirati dal mercato dopo l’introduzione della direttiva Ecodesign, che mette al bando frigoriferi, lavatrici e lavastoviglie al di sotto della classe A+ e aspirapolvere con potenza superiore ai 1800W.

Nei negozi fisici visitati questi prodotti fuori regola sono stati tolti dagli scaffali, mentre nelle piattaforme e-commerce ancora si possono trovare 27 lavatrici al di sotto della classe A+ (su un totale di 1082 controllati), 38 lavastoviglie su 380 e 59 aspirapolvere su 460.

Etichetta energetica: un risparmio di 400 euro a famiglia

Le direttive Ecodesign ed Etichetta Energetica – spiega Davide Sabbadin, responsabile efficienza energetica di Legambiente – sono di notevole importanza per il clima e l’ambiente. Se venissero correttamente applicate, il taglio annuale alle emissioni di CO2 sarebbe di circa 500 milioni di tonnellate, cioè l’1,5% delle emissioni mondiali, pari a quelle del parco auto circolante in Europa”.

“Inoltre – continua Legambiente – la loro applicazione potrebbe far risparmiare quasi 400 euro a famiglia. Purtroppo, però, queste direttive non sempre vengono applicate e i consumatori spesso non sono in condizione di scegliere correttamente i prodotti in vendita: alcuni prodotti sono meno efficienti di quanto dichiarato sull’etichetta, altri sono privi delle indicazioni energetiche che dovrebbero essere fornite al consumatore”.

Emerge un grave problema – denuncia Antonio Longo, Presidente Movimento Difesa del Cittadino – riguardante le vendite online che sono destinate ad aumentare in maniera esponenziale nei prossimi anni. Gli organi di vigilanza, primi fra tutti il MISE, l’Autorità Antitrust e la Polizia postale devono vigilare e intervenire tempestivamente. Da parte nostra continueremo a monitorare anche attraverso questo progetto le proposte di commercio elettronico”.

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