Come accorgersi di essere smartphone – dipendenti

La dipendenza dagli smartphone e dagli altri dispositivi di tecnologia mobile sta assumendo proporzioni di rilevante interesse anche nel nostro Paese. Ne è facile dimostrazione il moltiplicarsi di studi e osservazioni in materia e, in fin dei conti, l’evidenza degli incontri quotidiani con persone più o meno assorte nei propri cellulari.

Cresce il numero di persone affette da una vera smartphone - dipendenza
Cresce il numero di persone affette da una vera smartphone - dipendenza

Ma in che modo rendersi conto di essere diventati “smartphonedipendenti”? Anzitutto, secondo quanto osservava la dottoressa Michela Romano, psicologa e psicoterapeuta del Centro Medico Santagostino di Milano, sulle pagine de Il Sole 24 Ore, le forme di dipendenza sono molteplici.

Vi sono infatti i c.d. “dipendenti da SMS”, che avvertono il continuo bisogno di inviare e di ricevere messaggi di testo, e il cui umore giornaliero dipende dal numero di messaggi inviati e ricevuti. Ad essi si possono accompagnare i “dipendenti del nuovo modello”, che tendono ad acquistare continuamente nuovi modelli di cellulare (spesso, spendendo grandi somme), e gli “esibizionisti”, che prestano molta attenzione al colore e al design, e tengono il device di telefonia mobile in mano, mostrando agli altri le funzioni del loro apparecchio.

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Si annoverano altresì i “game players”, che annoverano eccessivi interessi per i giochi, e gli affetti da “sindrome da cellulare acceso”, che hanno talmente il terrore di avere il cellulare spento, che portano sempre con sé una batteria carica di scorta, per evitare di rimanere all’improvviso senza telefonino.

Le conseguenze di una simile dipendenza sono varie e gravi: spesso le persone affette da un uso smoderato dello smartphone si “ritirano” dal mondo, preferiscono rimanere sempre più sole e si rifugiano nelle relazioni digitali, rischiando di “disimparare” a trasmettere le proprie emozioni in modo adeguato”.

Intervenire per “correggere” il fenomeno non è sempre facile, anche considerando che non è sempre adeguata la predisposizione delle strutture mediche. L’obiettivo dovrebbe essere quello di ridurre l’uso dei dispositivi elettronici partendo da poche ore al giorno, riducendo pertanto la tolleranza all’ansia dell’attesa.

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