Conto Corrente Aziendale: confronta le migliori soluzioni per il Business

Si definiscono conti correnti business o conti correnti aziendali quelli che sono riservati alle aziende, alle piccole imprese, ai professionisti, e in genere a tutti coloro che utilizzano il conto per lavoro e non per le necessità personali. In quanto tali, i conti correnti business devono offrire particolari funzionalità pensate apposta per il mondo imprenditoriale, che ovviamente ha esigenze ben diverse rispetto alla semplice amministrazione del proprio patrimonio.

Senza un conto corrente business, per una ditta diventa impossibile gestire al meglio le proprie operazioni finanziarie, i pagamenti ai fornitori e, viceversa, la ricezione dei pagamenti da parte dei clienti. Per questo la legge impone alle società che hanno personalità giuridica la creazione di un conto corrente aziendale, che comunque è buona norma avere anche qualora fossimo semplici partite IVA, in modo da tenere separati i propri conti personali da quelli legati all'attività lavorativa. Questo comparatore che vi aiuterà a scegliere la soluzione più in linea con le vostre necessità.

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Dati aggiornati al 21/10/2019
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Le caratteristiche di un conto corrente business

Quando i flussi di denaro in entrata e in uscita superano i volumi abituali di un conto corrente personale, il conto corrente business assicura il supporto necessario, con soluzioni avanzate pensate per il settore specifico in cui la ditta opera; ad esempio, per gli esercenti che praticano il commercio al dettaglio è necessario avere un adeguato supporto tecnico per l’abbinamento di un POS, così da poter accettare anche il pagamento da parte dei clienti delle transazioni con strumenti come le carte di debito o di credito.

Tra i servizi integrati indispensabili in un buon conto corrente business ci sono alcune funzionalità già familiari a chi possiede un conto corrente personale. In primo luogo, la possibilità di ricevere e inviare bonifici SEPA (ovvero Single Euro Payments Area) senza commissioni, in modo da poter gestire i flussi senza doversi trovare a pagare un sovrapprezzo che diventa particolarmente elevato, in particolare quando le transazioni sono tante e di piccola entità; la carta di credito, in diversi casi anche con un alto numero di esemplari, qualora fosse necessario ai dipendenti o rappresentanti della ditta effettuare spese in nome e per conto dell’attività; il POS, per le categorie che sono costrette ad accettare pagamenti con le carte elettroniche (o, anche se non sono obbligate, vogliono offrire questa possibilità ai propri clienti); i pagamenti degli F24 per le tasse e i vari adempimenti burocratici, anch’essi, se possibile, a costo zero e con accesso facilitato. Un’altra funzionalità molto apprezzata per le ditte e per le partite IVA che operano anche all’estero al di fuori dell’area dell’euro è la possibilità di effettuare bonifici extra-SEPA a costi ragionevoli, sia in entrata che in uscita.

I conti correnti business oggi, infine, devono essere multicanale, e cioè assicurare una piena operatività anche senza recarsi di persona – a meno che non sia strettamente necessario, come quando sono coinvolte cifre particolarmente ingenti – presso gli sportelli nelle filiali delle banche, gestendo invece tutto via Internet dal PC o dallo smartphone e tablet, con le app sviluppate appositamente.

 

Quanto costano i conti correnti business

Rispetto a un conto corrente personale, di solito il conto corrente aziendale presenta costi superiori, a volte anche in modo significativo. Nel primo caso, infatti, sono ormai molto diffusi i conti a costo zero, che non richiedono il pagamento di un canone periodico; la situazione è molto più rara per quanto riguarda i conti correnti business, che invece di norma richiedono un canone commisurato al numero di operazioni che vengono effettuate in media, alla tipologia dei volumi e così via.

Inoltre, accade abbastanza spesso che oltre alle spese periodiche per la tenuta del conto i conti correnti aziendali richiedano anche il pagamento di una certa somma per le singole operazioni.

Per questo l’analisi del conto corrente business più adeguato a una ditta o a una partita IVA non può prescindere da un’accurata analisi dei vari costi di gestione e del tasso di interesse applicato dalla banca per le somme eventualmente in giacenza, il quale può consentire di coprire almeno parzialmente le minute spese. Conoscendo i flussi standard della propria attività fino al momento di apertura del nuovo conto si può poi scegliere se optare per un conto tutto compreso a canone fisso, che prevede un costo globale per le diverse operazioni effettuate, e uno a canone variabile, ricordando appunto che sono frequenti le formule miste.

Da non sottovalutare sono anche quelle piccole spese di gestione che oggi un conto corrente online, oggi, permette di eliminare rispetto a un conto corrente tradizionale, come ad esempio l’invio cartaceo di rapporti e comunicazioni, come l’estratto conto, le eventuali notifiche via SMS, gli interessi per gli eventuali scoperti e così via: solo un’analisi approfondita dei termini del contratto mette al riparo da brutte sorprese il professionista alla ricerca dello strumento migliore per supportare la sua attività.

 

Le altre caratteristiche importanti

Le altre caratteristiche da analizzare attentamente per quanto riguarda la scelta del miglior conto corrente business sono la presenza sul territorio delle filiali della banca (di tanto in tanto, anche per quanto riguarda le banche che operano con ottica multicanale può essere necessario recarsi di persona allo sportello, ad esempio per la firma di moduli o per dei versamenti di contanti in mancanza di un ATM avanzato, e più la filiale è vicina meno tempo si perde).

Una notevole importanza possono avere anche i servizi accessori, per questo sono ben considerate anche le banche che offrono una rosa di funzionalità poi eventualmente integrabili in futuro quando le esigenze della ditta cambiano, ad esempio per il crescere dei volumi dei pagamenti oppure per l’adozione progressiva di più avanzati strumenti di pagamento, come quelli NFC.

Può anche essere utile non avere solo un conto corrente aziendale ma più di uno, considerando che anche i conti correnti business, così come quelli privati, sono coperti fino a 100.000 dal Fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd), ma per le somme superiori a 100.000 euro, teoricamente, non si è tutelati (per quanto sia estremamente difficile che una banca in Italia fallisca).

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