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Banda ultralarga Enel. La rete si aggroviglia nei tatticismi delle Regioni.

Le Regioni non hanno ancora firmato l’accordo proposto dal Ministero dello Sviluppo Economico e il progetto per la banda ultralarga Enel rischia di slittare a data da destinarsi. Lo stesso gruppo elettrico inizia ad avere dubbi sulla convenienza di questa proposta. Intanto, il futuro delle connessioni ultraveloci in Italia e di tutti i servizi a loro connessi resta incerto.

Banda ultralarga Enel. La rete si aggroviglia nei tatticismi delle Regioni.

La società elettrica Enel Energia sta cercando di entrare nel mercato delle infrastrutture e servizi per le telecomunicazioni attraverso la posa di fibra ottica insieme a 33 milioni di nuovi contatori. Purtroppo, il cammino per la diffusione della banda ultralarga Enel non è iniziato con il piede giusto.

Le Regioni frenano la banda ultralarga Enel

Giovedì 4 febbraio le Regioni avrebbero dovuto firmare un accordo, o position paper, redatto dal Ministero dello Sviluppo Economico, sotto la firma del sottosegretario con delega alle comunicazioni Antonello Giacomelli. La proposta, finalizzata alla diffusione della banda ultralarga nelle zone più difficili d’Italia dove non è presente ancora questo tipo di servizio e finanziata da fondi nazionali ed europei non è stata accolta da tutte le Regioni. Sembra che la voce fuori dal coro, sia stata quella della Campania.
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Nel testo di Giacomelli era prevista una gestione centralizzata della banda ultraveloce, attraverso una società pubblica che avrebbe gestito tutti i fondi – statali ed europei – e avrebbe detenuto la proprietà della struttura. Era stato fatto il nome di Infratel, la società che oggi gestisce per conto dello Stato la diffusione della banda larga e ultralarga in Italia, ma avrebbe potuto essere qualsiasi altro soggetto. Il gestore avrebbe poi distribuito i fondi alle diverse Regioni in maniera proporzionale, rispetto alla percentuale di aree non ancora coperte dal servizio, ma, comunque, seguendo un progetto con direttive nazionali.

La proposta del sottosegretario del Miur non ha ottenuto però il consenso di tutti, facendo slittare la decisione di una settimana.

La reazione di Enel: investire nelle aree bianche

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Il progetto per la banda ultralarga Enel è stato quindi frenato ancora prima di partire, ma l’amministratore delegato Francesco Starace non si è scomposto e ha annunciato un primo test per dimostrare l’efficacia dei servizi in fibra ottica offerti dall’azienda elettrica. I test verranno svolti su una città campione appartenente alle cosiddette aree bianche, ovvero quelle zone escluse dalle sovvenzioni statali, in quanto prive di rete ultraveloce e nelle quali non si prevedono investimenti privati nei prossimi 3 anni. Non si esclude che ai test potrebbero partecipare anche i più importanti operatori italiani, quali Telecom, Vodafone, Wind e Fastweb.
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Gli accordi precedenti tra Stato ed Enel

Nella primavera 2015 il premier Matteo Renzi ha coinvolto Enel per diventare partner unico di Infratel, la società di gestione della banda larga in Italia. Il progetto su cui avrebbero dovuto lavorare era la posa, manutenzione e gestione di fibra ottica Enel in aree non interessate a Telecom per ridotta domanda di servizio.

L’ultima settimana del 2015, tra Natale e Capodanno, il Governo ha cambiato idea e ha deciso che Enel avrebbe dovuto occuparsi solo della posa e gestione della rete, la quale sarebbe rimasta però di proprietà dello Stato.
Questa offerta non è risultata più conveniente per il gruppo elettrico, che si sarebbe ritrovato a dover sostenere dei costi di gestione di una rete dalla quale non avrebbe potuto ricavare nessun guadagno. Se ad Enel fosse rimasta la proprietà dell’infrastruttura, avrebbe potuto invece affittarla ad altri operatori per coprire i costi.

L’improvviso dietro front del Governo a fine 2015 e il mancato accordo tra le Regioni di giovedì scorso, affondano così il progetto della banda ultralarga Enel in un mare di incertezza. In mancanza di una situazione stabile e di procedure di gara ben definite, Enel non potrà ancora prendere decisioni importanti in merito ad investimenti in un settore nuovo per l’azienda.

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