Da che anno si paga il canone RAI in bolletta?


Il canone RAI è un'imposta che deve essere pagata per la detenzione di apparecchi televisivi in base alla legge n. 880 del 4 giugno 1983 che si occupa della Disciplina degli abbonamenti alle radioaudizioni.

Nel corso degli anni sono state introdotte alcune modifiche, per esempio quella relativa all'addebito della quota del canone RAI direttamente sulla bolletta della luce. Ma quando è avvenuto questo passaggio? E come funziona, dunque, il pagamento del canone RAI?

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Inoltre, cosa succede nel caso in cui non si possedesse un apparecchio televisivo in casa? Sono infatti sempre di più gli utenti che preferiscono le TV a pagamento o si affidano alle piattaforme di streaming on demand rinunciando alla tradizionale programmazione televisiva. In questi casi, sono previsti dei rimborsi o degli esoneri? Vediamo nel dettaglio quali sono le condizioni in vigore.

Da quando il canone RAI è in bolletta

Probabilmente vi sarete accorti, qualche anno fa, che sulla bolletta dell'energia elettrica è apparsa la voce del canone RAI, che prima doveva essere pagato tramite modello F24. La novità è stata introdotta dalla Legge di Stabilità del 2016, a partire dalla quale il canone RAI è stato addebitato direttamente sulla bolletta dell'energia elettrica.

La tassazione è stata applicata a tutte le utenze domestiche di tipo residenziale per le quali si dispone di un contatore luce, indipendentemente dal fatto che gli intestatari della bolletta siano effettivamente in possesso di un televisore in casa.

La Legge di Stabilità del 2016 ha previsto che il canone debba essere pagato per il possesso dell'apparecchio televisivo, anche se nella pratica poi si prediligono altri canali o si utilizza pochissimo l'apparecchio. L'importo da pagare non varia, invece, in base al numero di televisori presenti nella propria abitazione: ciò significa che qualora si possedessero diversi apparecchi, si pagherebbe comunque un unico canone RAI per nucleo familiare.

Canone RAI in bolletta: come funziona

In base a quanto detto finora, chiunque attivi una nuova fornitura di luce, si ritroverà l'importo del canone direttamente sulla bolletta. Il canone, che per il 2019 era pari a 90 euro, non viene addebitato in un'unica soluzione, altrimenti la cifra della bolletta salirebbe in modo esorbitante, ma viene suddiviso in rate di pari importo da pagare nel corso dell'anno.

Chi paga il canone in bolletta? Ai sensi delle disposizioni contenute nella Legge di Stabilità 2016, il canone deve essere pagato da:

  • gli utenti domestici residenti;

  • affittuari che hanno al residenza nella casa in affitto, mentre i proprietari di seconde case avrebbero il diritto all'esonero dal pagamento del Canone RAI se titolari di un contratto di utenza domestica non residente;

  • anche gli utenti che hanno la residenza all'estero, ma sono proprietari di una casa in Italia, dovrebbero poter ottenere l'esonero dal pagamento del Canone RAI, in quanto non sono titolari di un contratto luce per residenti.

Come funziona dunque l'esenzione dal canone RAI? Chi sono tutti i soggetti che possono evitare di pagare l'importo dovuto? Ecco a chi spetta e come si invia l'autocertificazione di esonero all'Agenzia delle Entrate.

Quando non si paga il canone?

La normativa in vigore prevede che il canone RAI debba essere pagato una sola volta all'anno per il possesso di un apparecchio televisivo nei luoghi che costituiscano la residenza o la dimora dei soggetti che fanno parte della stessa famiglia anagrafica.

Chi non possiede un televisore non dovrebbe pagare il canone RAI, ma riceve comunque l'addebito sulla bolletta della luce. Qual è la procedura da mettere in pratica per ottenere l'esonero, che spetta di diritto in questa evenienza? Sarà sufficiente inviare un'autodichiarazione nella quale si certifica di non essere in possesso di televisori di alcun tipo in casa.

La stessa procedura potrà essere applicata anche:

  • dagli eredi, in caso di morte del titolare dell'utenza;

  • dai proprietari di secondi case, in quanto il canone RAI deve essere pagato per legge solo per la prima casa posseduta. Nel caso di addebito in bolletta per la seconda casa, non si è pertanto tenuti a pagarlo.

Nel caso in cui si pagasse la bolletta tramite domiciliazione bancaria, si dovrà inviare comunicazione al proprio fornitore, in modo tale che l'importo del canone non venga addebitato. Si dovranno inoltre indicare eventuali cambi di residenza in quanto il canone RAI deve essere pagato sulla fornitura relativa all'abitazione nella quale si ha la residenza anagrafica.

Chi non deve pagare il canone

Tra i soggetti che sono esentati dal pagamento del canone RAI ci sono:

  • gli over 75 che hanno un reddito inferiore a 8.000 euro, compreso quello del coniuge;

  • invalidi che vivono in case di riposo;

  • utenti per i quali il canone è già stato pagato dal coniuge o dal convivente;

  • Militari delle Forze Amate o militari stranieri della Nato;

  • diplomatici e agenti consolati stranieri;

  • rivenditori di TV;

  • tecnici che si occupano della riparazione di televisori;

  • proprietari di imbarcazioni, ma solo nel caso in cui non fossero utilizzate come attività di tipo commerciale.

Come non pagare il canone RAI

Questi soggetti potranno inviare una raccomandata A/R per indicare di rientrare tra le categorie che per legge possono evitare di pagare il canone RAI. Nel caso in cui fossero stati già pagati degli importi, sarà possibile fare richiesta di rimborso, scaricando l'apposito modulo disponibile sul sito dell'Agenzia delle Entrate.

Tale modulo di rimborso potrà potrà essere presentato:

  • online, direttamente sul sito dell'Agenzia delle Entrate, utilizzando le proprie credenziali di accesso;

  • inviato tramite raccomandata A/R, allegando anche il proprio documento di identità;

  • rivolgendosi a un CAF o a commercialisti di fiducia abilitati.

Quando costa il canone RAI

Nel 2016, prima dell'introduzione delle varie modifiche contenute nella Legge di Bilancio 2016, il canone RAI aveva un costo di circa 113 euro. L'obiettivo del Governo è stato quello di ridurre tale cifra, che nel canone nella bolletta del 2016 era già stata portata a 100 euro. Questo abbassamento è stato possibile grazie alla buona riuscita dell'iniziativa di inserire il costo del canone direttamente in bolletta.

In precedenza, erano tantissimi gli utenti che sceglievano di non pagare il canone RAI: con l'addebito sulla fornitura di luce, la gestione dei pagamenti è stata di gran lunga semplificata, permettendo controlli diretti, anche a favore di quelle persone che non sono tenute a pagarlo in base alle disposizioni in vigore.

L'importo del canone RAI ha subito un ulteriore riduzione nel 2017, giungendo a quota 90 euro annui, che vengono addebitati in 10 rate mensili, da 9 euro ciascuna: per chi ricevesse la bolletta della luce su base bimestrale si tratta, quindi, di 18 euro ogni due mesi. La quota del canone RAI si è attestata sui 90 euro anche per i due anni successivi, ovvero per il 2018 e il 2019.

Situazioni particolari riguardanti il canone RAI

Cosa succede agli utenti che non hanno una fornitura di luce presso la loro residenza? Si tratta di una situazione poco plausibile, ma nell'ipotesi in cui dovesse verificarsi, il canone RAI da pagare sarà comunque inviato al singolo nucleo famigliare tramite una fattura quadrimestrale. In questa circostanza particolare, il canone RAI dovrà essere pagato tramite modello F24, alla fine di ogni anno.

Per i titolari di pensione il cui reddito sia inferiore a 18.000 euro, è anche possibile addebitare la quota del canone RAI direttamente sulla propria pensione: per farlo, dovrà essere inviata una richiesta all'ente pensionistico entro il 15 novembre dell'anno precedente a quello in cui si dovrà sostenere il versamento del canone. L'ente dovrà comunicare al richiedente l'esito della sua domanda: in caso affermativo, sarà tenuto a inviare anche una certificazione relativa all'avvenuto pagamento del canone RAI.

Quali sono, invece, le conseguenze nel caso di bolletta della luce non pagata, nella quale rientrano anche gli importi del canone RAI? In questo caso, sarà il gestore della fornitura a occuparsi di inviare in un primo momento i solleciti di pagamento al cliente, per un intero anno solare. In seguito, la pratica passerà in gestione all'Agenzia delle Entrate: la conseguenza finale potrebbe essere quella dell'interruzione della fornitura.

Cosa succede ai possessori di seconde case? Abbiamo detto che il canone RAI va pagato per l'abitazione nella quale si ha la residenza. Nel caso in cui la seconda casa fosse stata affittata e gli inquilini in affitto vi avessero stabilito la loro residenza, allora dovranno sostenere il pagamento del canone. Altrimenti, l'importo relativo alla seconda casa non dovrà essere versato in quanto si paga già quello relativo alla prima casa, ovvero alla residenza ufficiale.

Quando si presentano le domande di esenzione

Dopo aver elencato quali sono le categorie di soggetti che non sono obbligati per legge a pagare il canone RAI, è bene ribadire anche che l'esonero non viene applicato in automatico, ma deve essere presentata una domanda apposita.

La richiesta di esenzione, che può essere fatta dagli anziani con un reddito basso, da chi non possiede apparecchi televisivi, dai titolari di seconde case che non sono in affitto e dagli altri soggetti sopra citati, deve essere inoltrata nel rispetto di alcune scadenze specifiche.

Generalmente si tratta del 31 gennaio dell'anno di riferimento: in questo modo si avrà diritto all'esonero per tutto l'anno. Nel caso in cui non si riuscisse a rispettare tale data, si avrà comunque la possibilità di presentare la domanda entro il 30 giugno dell'anno: in questo caso di sarà invece esonerati dal pagamento del canone RAI nel secondo semestre dell'anno, quindi nel periodo compreso fra luglio e dicembre.

La dichiarazione con la quale si dimostra di non essere in possesso di un televisore deve essere presentata ogni anno fino a quando tale condizione rimarrà in vigore. La domanda – che consiste nella compilazione del quadro A del modulo scaricabile dal sito dell'Agenzia delle Entrate – dovrà essere compilata in ogni sua parte dall'intestatario dell'utenza elettrica.

In seguito, la si potrà inviare:

  • tramite procedura online, accedendo al sito dell'Agenzia delle Entrate utilizzando le credenziali FiscoOnline;

  • tramite PEC all'indirizzo cp11.sat@postacertificata.rai.it;

  • tramite raccomandata A/R, all'indirizzo Agenzia delle Entrate, ufficio di Torino 1, S.A.T., Sportello Abbonamenti TV, Casella Postale 22, 10121, Torino.

Canone RAI e attivazione nuova utenza

Infine, una situazione che si potrebbe verificare è relativa all'attivazione di un nuovo contratto per la fornitura di energia elettrica: cosa succede nel caso in cui non si possedesse un televisore? È possibile fare richiesta di esonero fin da subito?

La risposta è affermativa: si potrà infatti inviare la domanda di esenzione a partire dalla fine del mese successivo a quello in cui è stata attivata la fornitura. In questo modo, il canone RAI non sarà presente in bolletta fin dal primo momento e non sarà necessario fare richiesta di rimborso.

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