Finanziamenti e incentivi imprenditoria femminile: i più importanti del 2020


Avete una nuova idea di business o volete far fare un salto alla vostra impresa, ecco quali sono i principali finanziamenti riservati all’imprenditoria femminile. La guida mostra a quali fondi ed enti rivolgersi e quali sono i requisiti per rientrare tra le società femminili che possono ottenere prestiti agevolati

finanziamenti attività femminili

Nel 2019 ancora in Italia solo un’impresa su cinque risultava essere guidata da una donna ed erano ancora meno le società che si potevano definire femminili. Il World Economic Forum nel suo rapporto sul Gender Gap 2018 ha stimato che per riuscire a raggiungere la parità di genere nel mondo sui posti di lavoro ci vorranno 200 anni.

Ci sono dei criteri piuttosto precisi per identificare un’impresa femminile almeno per quel che riguarda i finanziamenti e i bandi per accedere ai fondi per l’imprenditoria rosa. Se pensate che sia sufficiente che il Ceo dell’attività sia una donna o che se il 50% dei dipendenti siano donne, vi sbagliate.

Quali sono le imprese femminili

Ecco quali sono i requisiti per accedere alle sovvenzioni per le attività femminili e quali sono i migliori finanziamenti per l’imprenditoria femminile nel 2020. Gli incentivi per questo tipo di imprese possono essere a fondo perduto o possono essere erogati come dei normali prestiti. Per conoscere le condizioni più vantaggiose per i prestiti alle imprese rosa proposti dagli istituti di credito alle imprenditrici potete utilizzare il comparatore di SosTariffe.it.

La differenza tra queste tipologie di supporto sta nel fatto che i finanziamenti a fondo perduto garantiscono incentivi senza obbligo di restituzione del prestito. Gli altri invece possono essere prestiti a tasso zero o comuni prestiti per cui sarà previsto un tasso di interesse mensile e un piano di rientro degli importi ricevuti.

A Febbraio 2020 il ministro della Famiglia e delle pari opportunità, Elena Bonetti, ha annunciato che il Governo Conte Bis vuole stanziare 2 milioni per le micro imprese rosa. In questo caso i fondi saranno destinati alle donne vittime di violenza che vogliano mettersi in gioco e tentare di ricostruirsi una vita e di aprire una loro attività.

In genere i prestiti e i contributi a fondo perduto per attività del genere sono regolati dalla Legge 215/92, denominata Azioni positive per l’imprenditoria femminile. Gli obiettivi che si pone questa norma sono di incentivare le società rosa, ma anche di formare nuove lavoratrici e di agevolare l’accesso delle donne al mondo del lavoro anche in settori innovativi.

A chi spettano i finanziamenti per l’imprenditoria rosa

Ecco chi può chiedere gli incentivi rosa e quali sono i principali prestiti del 2020.

Innanzitutto, la norma prevede che i finanziamenti possano essere richiesti da micro, piccole e medie imprese siano essere startup o aziende già attive. Per accedere agli incentivi per l’imprenditoria femminile la società deve:

  • essere una ditta individuale gestita da una donna

  • essere una spa in cui almeno 2/3 delle quote siano in mano ad imprenditrici e che nel consiglio di amministrazione sia rispettata la proporzione di 1/3 di donne

  • per le cooperative o le società di persone è necessario che siano esserci almeno il 60% di donne

Per le imprese preesistenti sono posti anche altri due vincoli:

  • un fatturato inferiore ai 7 milioni di euro

  • devono essere impiegate 50 persone o più

  • i finanziamenti non possono essere chiesti in contemporanea da società partecipate o dipendenti da altre attività che partecipano al bando

Le agevolazioni 2020 per le imprese rosa

Le principali forme di finanziamento riservate all’imprenditoria femminile provengono da fondi statali o europei e sono accessibili tramite bandi o richieste di prestiti presso enti regionali o nazionali ed europei.

Le Regioni sono gli enti che in genere si occupano di erogare i finanziamenti a fondo perduto per le imprese femminili. Questa tipologia di incentivo mette a disposizione della società tra il 50% e l’80% del capitale senza richiedere il rimborso dell’importo. La restante percentuale può essere restituita a tassi agevolati.

Per queste loro caratteristiche i finanziamenti a fondo perduto sono i più ambiti, soprattutto se si vuole avviare un’attività. Per conoscere in tempo reale quali siano gli incentivi a fondo perduto a cui si può accedere si devono consultare il sito del Mise (Ministero dello Sviluppo economico) e quello della propria Regione.

Il Fondo del Mise e i finanziamenti per le donne

C’è anche uno specifico ente nato per supportare lo sviluppo e per attrarre investimenti sulle imprese italiane, si tratta dell’Agenzia nazionale Invitalia (fa capo al Ministero dell’Economia). I suoi bandi non sono specifici o riservati all’imprenditoria femminile ma mirano ad aiutare tutte le nuove imprese ed erogano contributi sia a fondo perduto che a tassi agevolati.

Invitalia ha un progetto dedicato all’imprenditoria femminile, si tratta di Nuove imprese a tasso zero. Questo prestito è aperto ai giovani under 35 e alle donne che avviino un’impresa e garantisce fino al 75% del capitale a benefico con interessi a tasso zero. Il finanziamento massimo può arrivare fino a 1 milione e mezzo di euro e dovrà essere restituito in 8 anni con rate di 6 mesi.

Non è un finanziamento accessibile a tutti i progetti, tra i requisiti da rispettare è specificato che si rivolge alle società di persone, quindi non vale per le ditte individuali. Viene posta anche un’altra condizione per ottenere l’incentivo: tra il momento in cui la vostra domanda viene accettata e la costituzione della società non devono trascorrere più di 45 giorni.

Incentivi per le imprese giù attive: il microcredito

Ci sono poi i progetti legati al microcredito. Si tratta di prestiti per imprese già avviate e che consentono di accedere ai finanziamenti bancari anche senza garanzie accessorie. Le imprenditrici che vogliano conoscere nel dettaglio queste soluzioni o che abbiano bisogno di supporto per compilare le richieste possono fare affidamento sull’Ente nazionale per il microcredito (ENM).

Lo strumento finanziario è nato per supportare coloro che in genere faticano ad ottenere l’accesso al credito ordinario. Il microcredito può essere richiesto da:

  • liberi professionisti con P. IVA aperta da meno di 5 anni e che abbiano al massimo 5 dipendenti

  • ditte guidate da un titolare con P. IVA aperta da meno di 5 anni (vale anche in questo caso il limite dei 5 impiegati)

  • società di persone o srl o cooperative con al massimo 10 dipendenti e il cui titolare abbia una P. IVA da meno di 5 anni

Per ottenere il credito ci si dovrà rivolgere alle banche convenzionate con l’ENM presentando il business plan e compilando la domanda per il finanziamento. Si sarà assistiti da un consulente specializzato che valuterà anche la fattibilità del progetto. I fondi che si possono ricevere fino ad un massimo di 25/35 mila euro e possono essere spesi per:

  • pagare contributi dei dipendenti

  • acquistare beni o servizi

  • formare i dipendenti

  • operazioni di liquidità

Un garante per le imprese femminili

Il microcredito è un mutuo a tutti gli effetti, vi verrà proposto un tasso fisso per la restituzione e avrà una durata compresa tra i 2 anni e i 60 mesi. A fare da garante per il prestito che riceverà l’attività sarà il Fondo di garanzia per le PMI per l’80% dell’importo che si sarà concesso, per la restante parte del credito la banca vi potrà chiedere garanzie. Alcuni istituti si riservano di trattenere l’1% del prestito, leggete con attenzioni le condizioni proposte dal contratto della banca a cui vi rivolgete.

Il Fondo di Garanzia riserva delle agevolazioni speciali per le imprese femminili. Le professioniste e le imprenditrici che opteranno per questa soluzione e che chiederanno un prestito con garanzia del Fondo per le PMI avranno una priorità nel disbrigo delle pratiche, una prenotazione diretta e l’esenzione dal pagamento del ticket per accedere al fondo.

Il lato negativo in questo caso è che per ottenere il credito con questo sistema si dovranno presentare due bilanci dell’azienda, sono quindi escluse le attività appena nate o i progetti in fase di avvio.

Condizioni a cui prestare attenzione

Dato che i bandi e i contratti per ricevere questi contributi possono essere abbastanza ostici, soprattutto se si è alle prime armi ecco a quali elementi prestare maggiore attenzione leggendo le condizioni:

  • tassi reali per la restituzione del finanziamento

  • piano di rientro

  • garanzie richieste

  • forma dell’agevolazione (a fondo perduto, prestito finalizzato o non finalizzato)

  • costi della pratica

  • tempi di erogazione del credito

  • vincoli per il beneficiario

  • condizioni di accesso

Qualsiasi sia la forma di incentivo che proverete a chiedere ciò che farà realmente la differenza sarà il modo in cui stilerete e presenterete il business plan dell’attività. Anche se si tratta di prestiti agevolati per l’imprenditoria femminile vi troverete a dover convincere un ente o un istituto bancario della bontà e del potenziale della vostra idea di attività o della validità di un progetto di ampliamento dell’impresa.

Dovrete quindi redigere il piano nel modo più chiaro, dettagliato e semplice possibile. Saranno necessario in particolare degli studi dei costi, del break even point, l’analisi dei competitor e un piano di sviluppo.

 

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