Youth Guarantee, a che punto siamo?

Anche il nuovo Presidente del Consiglio Matteo Renzi è stato chiaro: priorità assoluta il lavoro, soprattutto per far fronte alla paurosa disoccupazione giovanile. Youth Guarantee è il programma promosso dall’Europa che prevede che i giovani ricevano un’offerta di lavoro oppure di prosecuzione negli studi, o ancora di apprendistato o di tirocinio, entro i quattro mesi successivi dal momento in cui hanno conseguito il loro titolo di studio oppure dall’inizio del loro periodo di disoccupazione.

Youth-Guarantee
Presentato il volume di Gi Group: occorre accelerare

Ma l’Italia è un ritardo: si doveva partire a gennaio e siamo già a marzo. Secondo le direttive del governo Letta, Garanzia Giovani riguarderà ragazzi e ragazze tra i 14 e i 24 anni, con la possibilità di allargasi alla fascia 25-29 anni a sei mesi dall’inizio del programma. L’obiettivo è occuparsi della cosiddetta fascia “Neet“, i giovani che non lavorano né studiano, oltre due milioni in Italia.

Anche per fare il punto della situazione Gi Group, la prima multinazionale italiana del mercato del lavoro, ha pubblicato il volume «Garanzia Giovani. Politiche attive per l’occupazione giovanile». Nelle parole del CEO di Gi Group Stefano Colli-Lanzi, Youth Guarantee è «un’occasione preziosa che non possiamo sprecare, da un lato per ridurre il tasso di disoccupazione giovanile ma dall’altro anche e soprattutto per dare finalmente inizio allo sviluppo delle politiche attive del lavoro nel nostro Paese». Dai dati del libro si evince che finora i fondi investiti sono stati davvero pochi per le politiche attive rispetto alle passive: è necessaria un’accelerazione per non rimanere, ancora una volta, troppo indietro.

 

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