{"id":363460,"date":"2023-03-31T13:22:32","date_gmt":"2023-03-31T11:22:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.sostariffe.it\/news\/?p=363460"},"modified":"2024-08-05T15:51:03","modified_gmt":"2024-08-05T13:51:03","slug":"banda-ultralarga-e-fair-share-ci-sara-davvero-una-tassa-ue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sostariffe.it\/news\/banda-ultralarga-e-fair-share-ci-sara-davvero-una-tassa-ue-363460\/","title":{"rendered":"Banda Ultralarga e fair share: ci sar\u00e0 davvero una tassa UE?"},"content":{"rendered":"<p>Le <strong>telco europee<\/strong> vorrebbero tassare i colossi di Internet per finanziare l&#8217;espansione della <strong>banda Ultralarga, 5G <\/strong>e<strong> cloud<\/strong>. La proposta \u00e8 sostenuta dal commissario al Mercato Interno ma le <strong>big tech<\/strong> non ci stanno<!--more--><\/p>\n<p>Da anni gli operatori delle telecomunicazioni a partire da <strong>Deutsche Telekom, Orange, Telefonica<\/strong> e <a href=\"https:\/\/www.sostariffe.it\/internet-casa\/offerte-adsl-fibra-tim\/\"><strong>TIM<\/strong><\/a> chiedono ai creatori di contenuti come <strong>Google, Facebook, Netflix, Apple, Amazon<\/strong> e <strong>Microsoft\u00a0<\/strong>di contribuire al sostentamento delle infrastrutture in quanto affermano che da sole le prime sei <strong>Big Tech<\/strong>\u00a0rappresentano poco pi\u00f9 della met\u00e0 del traffico di dati su Internet sulle reti europee.<\/p>\n<p>Da qui nasce la proposta del fair share o equo compenso, ma conosciuto anche come telco tax o pedaggio di rete, ovvero un contributo obbligatorio nei confronti delle industrie tecnologiche per finanziare l&#8217;espansione della<strong> banda Ultralarga<\/strong>, <a href=\"https:\/\/www.sostariffe.it\/tariffe-cellulari\/5g\/\"><strong>5G<\/strong><\/a> e <strong>cloud<\/strong> nel vecchio continente.<\/p>\n<p>Da un report di <strong>Analisys Mason<\/strong> del 2021 emerge infatti come per fruire un <strong>video in definizione standard<\/strong> sia sufficiente una connessione di pochi Mbps. Per guardare contenuti in <strong>4K<\/strong> si passa <strong>20-30 Mbps<\/strong> ma se si parla di tecnologie come la <strong>realt\u00e0 aumentata<\/strong> (AR) o la <strong>realt\u00e0 virtuale<\/strong> (VR) si pu\u00f2 arrivare fino a <strong>200 Mbps<\/strong>. Inoltre, pi\u00f9 del 70% del traffico dati a livello globale \u00e8 da imputare a contenuti come video, social e gaming.<\/p>\n<p>Dal canto loro i colossi di Internet si difendono affermando che gi\u00e0 investono ingenti risorse nelle infrastrutture e che il <strong>fair share<\/strong> potrebbe mettere a rischio la <strong>neutralit\u00e0 della rete<\/strong>, ovvero il concetto secondo cui tutti gli utenti devono avere la possibilit\u00e0 di accedere a Internet alle stesse condizioni.<\/p>\n<p>Il progetto della tassa UE non coinvolge gli utenti che non dovranno pagare costi aggiuntivi per l&#8217;accesso ad Internet. In questo momento, inoltre, <strong>accedere alla banda ultra-larga diventa sempre pi\u00f9 vantaggioso<\/strong> con la possibilit\u00e0 di attivare offerte Internet casa <strong>da 16 euro al mese<\/strong> per una connessione senza limiti. Per saperne di pi\u00f9 \u00e8 possibile consultare il <strong>comparatore di SOStariffe.it<\/strong>:<\/p>\n<p><a class=\"green-cta\" href=\"https:\/\/www.sostariffe.it\/internet-casa\/offerte-adsl\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Scopri le migliori offerte Internet casa da 16\u20ac\/mese <span style=\"text-align: right;\">\u00bb<\/span><\/a><\/p>\n<h2>Banda Ultralarga e fair share: la consultazione Ue<\/h2>\n<p>Nonostante tutti i dubbi anche all&#8217;interno dell&#8217;Ue, la <strong>Commissione<\/strong> a met\u00e0 gennaio ha avviato una <strong>consultazione pubblica<\/strong> che durer\u00e0 circa 12 settimane. Alle big tech e telco \u00e8 stato chiesto in cosa stanno investendo, come si evolveranno i finanziamenti e se c&#8217;\u00e8 un divario tra le risorse messe a disposizione per la <strong>banda Ultralarga<\/strong>.<\/p>\n<p>Inoltre, la Commissione vuole sapere il rapporto tra gli operatori di telecomunicazioni e i creatori di contenuti e il loro punto di vista sul passaggio verso l&#8217;infrastruttura cloud e sugli investimenti necessari per completarla. I regolatori, infatti, non vogliono limitare la consultazione solo alle infrastrutture tradizionali come cavi sottomarini e terresti o torri.<\/p>\n<p>Ai partecipanti alla consultazione \u00e8 stato anche chiesto come vengono regolate le tariffe di rete dal punto di vista normativo in altre parti del mondo come Australia e Corea del Sud e come le aziende tecnologiche si sono adeguate a queste regole. Nel Paese asiatico, ad esempio, <strong>Facebook<\/strong> aveva temporaneamente sospeso il suo servizio. Dalle risposte ottenute dal questionario verr\u00e0 elaborata una proposta di legge che gli Stati membri e i parlamentari Ue dovranno poi elaborare prima che venga convertita in una legge comunitaria.<\/p>\n<h2>Banda Ultralarga e faire share: non c&#8217;\u00e8 ancora un fronte comune per il s\u00ec<\/h2>\n<table style=\"border-collapse: collapse; width: 100%; height: 192px;\">\n<tbody>\n<tr style=\"height: 24px;\">\n<td style=\"width: 50%; height: 24px; text-align: center;\"><strong>Tutte le domande su banda Ultralarga e fair share<\/strong><\/td>\n<td style=\"width: 50%; height: 24px; text-align: center;\"><strong>Risposte<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr style=\"height: 72px;\">\n<td style=\"width: 50%; height: 72px;\"><strong>Cos&#8217;\u00e8 il fair share?<\/strong><\/td>\n<td style=\"width: 50%; height: 72px;\">Una tassa nei confronti delle big tech (Amazon, Google, Netflix, Facebook e altre) per finanziare la banda Ultralarga, 5G e cloud in Europa<\/td>\n<\/tr>\n<tr style=\"height: 24px;\">\n<td style=\"width: 50%; height: 24px;\"><strong>Chi sostiene il fair share?<\/strong><\/td>\n<td style=\"width: 50%; height: 24px;\">telco (in particolare Deutsche Telekom, Orange, Telefonica e TIM), il commissario Ue al Mercato Interno, Thierry Breton, e alcuni stati come Francia e Spagna<\/td>\n<\/tr>\n<tr style=\"height: 24px;\">\n<td style=\"width: 50%; height: 24px;\"><strong>Chi \u00e8 contrario al fair share?<\/strong><\/td>\n<td style=\"width: 50%; height: 24px;\">tutte le big tech ma anche Germania, Austria e Olanda<\/td>\n<\/tr>\n<tr style=\"height: 48px;\">\n<td style=\"width: 50%; height: 48px;\"><strong>L&#8217;Italia da che parte sta?<\/strong><\/td>\n<td style=\"width: 50%; height: 48px;\">la posizione italiana prima favorevole ora si \u00e8 ammorbidita e spinge per accordi commerciali ad hoc con i creatori di contenuti<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Sebbene sia stata avviata la consultazione sul <strong>fair share<\/strong> da parte dell&#8217;<strong>Unione Europea<\/strong>, non c&#8217;\u00e8 un fronte unanime a favore dell&#8217;<strong>equo contributo<\/strong>. <strong>Spagna<\/strong> e <strong>Francia<\/strong> ad esempio sono favorevoli ma uno dei maggiori fautori di un cambio di paradigma nel mercato delle telecomunicazione \u00e8 proprio il commissario al Mercato Interno Ue, <strong>Thierry Breton<\/strong>, che nel suo intervento al<strong> Mobile World Congress<\/strong> di Barcellona a febbraio sottolineava come l&#8217;avvento del <strong>web 4.0<\/strong> e del <strong>supercomputing<\/strong>, oltre a un rapporto sempre pi\u00f9 stretto e quasi simbiotico tra gli esseri umani e gli oggetti, richieda una <strong>banda Ultralarga<\/strong> con performance in grado di sostenere questo enorme balzo tecnologico.<\/p>\n<p>&#8220;<em>In poche parole, stiamo assistendo a operatori di telecomunicazioni che trasformano la loro attivit\u00e0 da semplici fornitori di connettivit\u00e0 a fornitori di network-as-a-service o addirittura fornitori di software innovativi.<\/em> &#8211; ha detto Breton &#8211; <em>La consultazione \u00e8 ovviamente solo una parte del puzzle che abbiamo messo insieme negli ultimi anni. Il mio messaggio per voi \u00e8: potete contare sulla mia determinazione per raggiungere insieme i nostri obiettivi per il 2030<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Sulla stessa lunghezza d&#8217;onda anche l&#8217;intervento al MWC 2023 anche di <strong>Pietro Labriola<\/strong>, AD di <strong>TIM<\/strong>, che ha sottolineato come serva &#8220;<em>un cambio del contesto regolatorio<\/em>&#8220;. &#8220;<em>\u00c8 necessario consentire il consolidamento del settore, incentivare il salto verso le nuove tecnologie e introdurre meccanismi per una redistribuzione pi\u00f9 equa dei costi legati alla crescita del traffico, attraverso il cosiddetto &#8216;<strong>fair share<\/strong>&#8216; <\/em>&#8211; ha aggiunto &#8211;<em> Il rinnovo della cornice politica e regolatoria per le tlc \u00e8 un pezzo fondamentale del puzzle da comporre per arrivare a un ecosistema digitale pi\u00f9 bilanciato<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>L&#8217;obiettivo del <strong>fair share<\/strong>, afferma <strong>TIM<\/strong> in un paper disponibile su suo sito dal titolo &#8216;<strong>Si scrive Fair Share, si legge Fair Play<\/strong>&#8216; \u00e8 &#8220;<em>ottenere un pi\u00f9 efficiente impiego della capacit\u00e0 trasmissiva e, al tempo stesso, rafforzare gli investimenti in reti di telecomunicazioni, necessari per far fronte ai crescenti volumi di traffico. Ci\u00f2 senza che questo comporti un aumento dei prezzi a discapito dei consumatori<\/em>&#8220;.<\/p>\n<h2>Banda Ultralarga e fair share, Meta si difende: &#8220;Il metaverso non metter\u00e0 in crisi le reti&#8221;<\/h2>\n<p>Come prevedibile le <strong>Big Tech<\/strong> a partire da <strong>Google<\/strong> e <strong>Netflix<\/strong> non hanno alcun&#8217;intenzione di finanziare il miglioramento della banda <strong>Ultralarga europea<\/strong>. La posizione dei colossi della tecnologia \u00e8 ben spiegata in un post di <strong>Meta<\/strong>, che raccoglie tra le altre <strong>Facebook, WhatsApp <\/strong>e<strong> Instagram<\/strong>, a firma del vicepresidente per la rete, <strong>Kevin Salvadori<\/strong>, e il direttore dei laboratori di realt\u00e0 wireless, <strong>Bruno Cendon Martin<\/strong>.<\/p>\n<p><em>&#8220;Riconosciamo le sfide finanziarie che gli operatori di telecomunicazioni europei devono ora affrontare dopo decenni di ottime prestazioni<\/em> &#8211; si legge nel post &#8211;\u00a0<em>Tuttavia, le proposte di alcuni operatori di telecomunicazioni europei di imporre tariffe di rete ai fornitori di applicazioni di contenuto (CAP) come Meta non sono la soluzione&#8221;. &#8220;<\/em><em>Le proposte sulle commissioni di rete sono costruite su una falsa premessa &#8211; <\/em>continuano Salvadori e Cendon Martin<em> &#8211; perch\u00e9 non riconoscono il valore che i CAP creano per l\u2019ecosistema digitale, n\u00e9 gli investimenti che facciamo nell\u2019infrastruttura che lo sostiene&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>I due funzionari di <strong>Meta<\/strong> poi citano le decine di miliardi di euro che l&#8217;azienda investe nelle sue app e piattaforme, che a loro volta generano una domanda che permette alle telco di far pagare l&#8217;accesso a Internet agli utenti. Meta dispone di oltre 880 miliardi di dollari in infrastrutture digitali in tutto il mondo. Nel computo sono inclusi anche i 120 miliardi di dollari sono stati spesi tra il 2018 e il 2021 da tutte le aziende tecnologiche nel loro insieme che avrebbero fatto risparmiare agli operatori di telecomunicazioni circa 6 miliardi di dollari all&#8217;anno.<\/p>\n<p><strong>Meta<\/strong> poi respinge la tesi secondo cui l&#8217;espansione del <strong>metaverso<\/strong>, ovvero il mondo virtuale condiviso e accessibile tramite Internet, potrebbe creare un sovraccarico delle infrastrutture del web:\u00a0<em>&#8220;Ma questa \u00e8 una sciocchezza. Lo sviluppo del metaverso non richieder\u00e0 agli operatori di telecomunicazioni di aumentare le spese in conto capitale per maggiori investimenti di rete&#8221;<\/em>, concludono Salvadori e Cendon Martin.<\/p>\n<h2>Banda Ultralarga e fair share: il fronte del no<\/h2>\n<p>Non tutti i Paesi Ue sono comunque favorevoli al <strong>fair share<\/strong>. In <strong>Germania<\/strong> la <strong>Bundesnetzagentur<\/strong>, ovvero l&#8217;autorit\u00e0 che regola le telecomunicazioni (il corrispettivo del nostro AGCOM), avrebbe espresso dubbi sull&#8217;utilit\u00e0 di tassare i fornitori di contenuti. Questa \u00e8 la posizione che emerge dalle registrazioni di una riunione a porte chiuse ottenute dal <em>Politico.eu <\/em>tenutasi venerd\u00ec scorso a cui hanno partecipato i rappresentanti del regolatore, telco, content provider e societ\u00e0 civile su invito del Ministro tedesco del Digitale e dei Trasporti.<\/p>\n<p>&#8220;<em>In un certo senso, sarebbe come mettere il bastone fra le ruote dell\u2019ingranaggio centrale che sostiene il sistema Internet<\/em>&#8220;, ha dichiarato il funzionario della Bundesnetzagentur\u00a0 &#8211; <em>Esiste una relazione reciproca tra fornitori di contenuti e fornitori di accesso. Uno \u00e8 interessato ad avere buone reti; l\u2019altro \u00e8 interessato ad avere buoni contenut<\/em>i&#8221;. L&#8217;AGCOM tedesco prevede poi un rialzo dei prezzi per i consumatori e la possibilit\u00e0 di una &#8220;<em>violazione della neutralit\u00e0 della rete<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>La posizione tedesca sembrava comunque chiara fin dall&#8217;inizio di marzo quando il segretario di stato del Ministero del Digitale, <strong>Stefan Schnorr<\/strong>, aveva descritto il fair share durante un&#8217;udienza al Bundestag come un &#8220;<em>prelievo obbligatorio<\/em>&#8221; ingiustificato. Anche <strong>Olanda<\/strong> e <strong>Austria<\/strong> appartengono al fronte del no al <strong>fair share<\/strong> mentre l&#8217;<strong>Italia<\/strong> avrebbe fatto un passo indietro rispetto alla telco tax proponendo come alternativa la firma di accordi commerciali con i fornitori di contenuti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le telco europee vorrebbero tassare i colossi di Internet per finanziare l&#8217;espansione della banda Ultralarga, 5G e cloud. 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