WiFi pubblico: a che punto siamo in Italia?

Avere il wifi pubblico in tutte le città italiane? Sembra quasi un sogno in un Paese come il nostro, dove i tagli alla spesa pubblica aumentano ad ogni nuova legislatura. Siamo, dunque, ben lontani dall’avere la possibilità di connettersi da ogni angolo della nostra città, ma quali sono gli ostacoli che impediscono questo sviluppo? Per il momento, se l’esigenza è quella di connettersi in mobilità, l’unica soluzione è quella di confrontare le migliori offerte per linternet mobile.

Quando parliamo di WiFI dobbiamo riferirci alla tecnologia a 2 Ghz, la stessa utilizzata nei cellulari e altri dispositivi per connettersi in mobilità. La tecnologia è molto vantaggiosa per chi vuole connettersi fuori casa,ma presenta anche alcuni svantaggi come il fatto che essendo una frequenza libera e quindi soggetta a diverse interferenze o il fatto di essere una tecnologia discontinua e diffusa a macchia di leopardo. La banda fornita, inoltre, è molto limitata.

La diffusione di tale tecnologia a fronte di questi problemi risulta dunque problematica. In Italia, inoltre, esiste anche un limite normativo: gli enti pubblici, infatti, non possono erogare direttamente il servizio ed eventuali finanziamenti pubblici erogati ad un operatore privato devono essere inquadrati come aiuti di Stato. Dunque è ancora molto difficile che venga attuata questa soluzione.

Il 14 febbraio è stato, tuttavia, autorizzato dall’Autorità Garante della protezione dei dati personali il fatto che gli esercenti di attività pubbliche possano mettere a disposizione ai propri clienti connessioni libere in wifi o pc dai quali connettersi.

In attesa che in Italia la situazione possa migliorare le uniche soluzioni per connettersi in mobilità sembrano essere quelle offerte dai principali provider di internet mobile.

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