Wifi: Internet wireless libero a tutti?

Eppur “qualcosa” si muove: dalla politica arriva un segnale di liberazione. L’articolo 7 del Decreto Pisanu, la legge che impone ai servizi pubblici che vogliano offrire accesso internet wifi di identificare gli utenti tramite documento di identità, limita la crescita del sistema Paese e dovrebbe essere abrogato.

Tutta la politica sembra d’accordo per una volta: Pd, Udc, Idv , Pdl e Lega dovrebbero aver trovato un punto di incontro per procedere all’abrogazione della legge varata nel 2005 come misura antiterrorismo dall’allora Ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu. Lo stesso ex Ministro ha di recente ammesso che il decreto, nato come transitorio, va superato.

Ex_ministro_Pisanu

Allo stato attuale delle cose i servizi pubblici risultano disincentivati a creare reti internet wifi nel Paese a causa dei numerosi problemi burocratici dei quali devono farsi carico gli esercenti stessi. Procedure macchinose che poi si riflettono sugli utilizzatori finali: un locale con accesso wi-fi non invoglia i clienti all’utilizzo della rete a causa di tutte le condizioni restrittive imposte. Proprio l’Italia risulta essere agli ultimi posti nelle classifiche per l’offerta e l’uso del wirless.

Dal Pd arriva l’appoggio di Bersani che sottolinea quanto una rete libera sia un bene per la qualità della democrazia e la crescita del Paese. Secondo il segretario Democratico le problematiche legate ad un mancato sviluppo di internet in Italia, soprattutto se relazionato al resto dei Paesi europei, sono dovute anche al freno che il governo sta ponendo agli investimenti sulla banda larga, che rappresenterebbero per Bersani  “un driver fondamentale per lo sviluppo e la modernizzazione”.

Per il Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, l’unico effetto dell’articolo 7 del decreto è stato quello di “acuire il digital divide fra l’Italia e l’Europa”.  Secondo il leader di sinistra ecologia e libertà “non è una novità che la rete in Italia sia sotto attacco: a più riprese il governo ha cercato di imbavagliare internet e i suoi spazi, additandoli come possibili responsabili di episodi di violenza”.

Infine il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro ha dichiarato di aderire appieno all’iniziativa, evidenziando che una norma  così limitativa nei confronti della diffusione della rete wi-fi non esiste in nessun paese occidentale, nemmeno in quelli che hanno “subito pesanti attacchi terroristici”.

parco_wifi_gratis

Resta un dato di fatto che il wirless gratuito all’interno di locali e aree pubbliche permetterebbe di valorizzare luoghi come parchi e biblioteche, garantendo accessibilità a tutti anche a chi non può permettersi di pagare un abbonamento ad internet, oltre a garantire maggiori entrate ai gestori di ristoranti, bar e caffè.

cosa” si muove: dalla politica arriva un segnale di liberazione. L’articolo 7 del Decreto Pisanu, la legge che impone ai servizi pubblici che vogliano offrire accesso internet wifi di identificare gli utenti tramite documento di identità, limita la crescita del sistema Paese e dovrebbe essere abrogato.

Tutta la politica sembra d’accordo per una volta: Pd, Udc, Idv , Pdl e Lega dovrebbero aver trovato un punto di incontro per procedere all’abrogazione della legge varata nel 2005 come misura antiterrorismo dall’allora Ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu. Lo stesso ex Ministro ha di recente ammesso che il decreto, nato come transitorio, va superato.

Ex_ministro_Pisanu

Allo stato attuale delle cose i servizi pubblici risultano disincentivati a creare reti internet wifi nel Paese a causa dei numerosi problemi burocratici dei quali devono farsi carico gli esercenti stessi. Procedure macchinose che poi si riflettono sugli utilizzatori finali: un locale con accesso wi-fi non invoglia i clienti all’utilizzo della rete a causa di tutte le condizioni restrittive imposte. Proprio l’Italia risulta essere agli ultimi posti nelle classifiche per l’offerta e l’uso del wirless.

Dal Pd arriva l’appoggio di Bersani che sottolinea quanto una rete libera sia un bene per la qualità della democrazia e la crescita del Paese. Secondo il segretario Democratico le problematiche legate ad un mancato sviluppo di internet in Italia, soprattutto se relazionato al resto dei Paesi europei, sono dovute anche al freno che il governo sta ponendo agli investimenti sulla banda larga, che rappresenterebbero per Bersani  “un driver fondamentale per lo sviluppo e la modernizzazione”.

Per il Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, l’unico effetto dell’articolo 7 del decreto è stato quello di “acuire il digital divide fra l’Italia e l’Europa”.  Secondo il leader di sinistra ecologia e libertà “non è una novità che la rete in Italia sia sotto attacco: a più riprese il governo ha cercato di imbavagliare internet e i suoi spazi, additandoli come possibili responsabili di episodi di violenza”.

Infine il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro ha dichiarato di aderire appieno all’iniziativa, evidenziando che una norma  così limitativa nei confronti della diffusione della rete wi-fi non esiste in nessun paese occidentale, nemmeno in quelli che hanno “subito pesanti attacchi terroristici”.

parco_wifi_gratis

Resta un dato di fatto che il wirless gratuito all’interno di locali e aree pubbliche permetterebbe di valorizzare luoghi come parchi e biblioteche, garantendo accessibilità a tutti anche a chi non può permettersi di pagare un abbonamento ad internet, oltre a garantire maggiori entrate ai gestori di ristoranti, bar e caffè.

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