Wi-fi libero: in stallo la legge Pisanu

Se nei giorni scorsi le discussioni sulla modifica della Legge Pisanu o, addirittura, sulla sua abrogazione sembravano aver preso la via giusta per un’attuazione concreta e in tempi brevi delle soluzioni che potessero sbloccare definitivamente i limiti sull’uso del Wi-fi libero nei luoghi pubblici (i cosiddetti hot-spot), il Consiglio dei Ministri di venerdi 22 ottobre non ha portato ad alcun risultato.

L’intervento del Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta, che ha posto in primo piano il problema e la necessità di cambiare la regolamentazione sul Wireless, non ha ancora sbloccato la situazione e la Pisanu-Stanca continua ad essere in vigore.

In particolare è l’articolo 7 della norma, relativo alla lotta al terrorismo, il principale limite per l’attuazione di un sistema libero delle reti Wireless sul territorio nazionale, una realtà già consolidata da tempo in molti paesi, come ad esempio gli Stati Uniti.

wifi_libero

Le lungaggini burocratiche, la richiesta di dati sensibili degli utilizzatori della rete e vari obblighi per i gestori delle reti Wi-fi hanno limitato di molto il numero degli hot spot pubblici disponibili in Italia: solo 4 mila rispetto, ad esempio, ai 30 mila presenti in Francia.

Il motivo di una normativa cosi restrittiva e vincolante è motivata dalla necessità di avere delle misure repressive contro il terrorismo e, a quanto pare, il Wi-fi libero viene considerato come un’arma in più per i criminali che intendessero progettare attacchi contro il nostro paese.

La questione, in realtà, è molto più complessa, e anche una possibile abrogazione della Legge Pisanu-Stanca non cancellerà ovviamente l’obbligo di avere delle regole sulla sicurezza. Certo è, però, che allentare l’attuale stato altamente restrittivo previsto dalla norma potrebbe finalmente ampliare le zone in cui gli utenti potranno usufruire della rete senza fili in mobilità senza problemi di autenticazioni multiple, richieste, e diminuire i grattacapi legislativi per i gestori degli hot spot.

ni scorsi le discussioni sulla modifica della Legge Pisanu o, addirittura, sulla sua abrogazione sembravano aver preso la via giusta per un’attuazione concreta e in tempi brevi delle soluzioni che potessero sbloccare definitivamente i limiti sull’uso del Wi-fi libero nei luoghi pubblici (i cosiddetti hot-spot), il Consiglio dei Ministri di venerdi 22 ottobre non ha portato ad alcun risultato.

L’intervento del Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta, che ha posto in primo piano il problema e la necessità di cambiare la regolamentazione sul Wireless, non ha ancora sbloccato la situazione e la Pisanu-Stanca continua ad essere in vigore.

In particolare è l’articolo 7 della norma, relativo alla lotta al terrorismo, il principale limite per l’attuazione di un sistema libero delle reti Wireless sul territorio nazionale, una realtà già consolidata da tempo in molti paesi, come ad esempio gli Stati Uniti.

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Le lungaggini burocratiche, la richiesta di dati sensibili degli utilizzatori della rete e vari obblighi per i gestori delle reti Wi-fi hanno limitato di molto il numero degli hot spot pubblici disponibili in Italia: solo 4 mila rispetto, ad esempio, ai 30 mila presenti in Francia.

Il motivo di una normativa cosi restrittiva e vincolante è motivata dalla necessità di avere delle misure repressive contro il terrorismo e, a quanto pare, il Wi-fi libero viene considerato come un’arma in più per i criminali che intendessero progettare attacchi contro il nostro paese.

La questione, in realtà, è molto più complessa, e anche una possibile abrogazione della Legge Pisanu-Stanca non cancellerà ovviamente l’obbligo di avere delle regole sulla sicurezza. Certo è, però, che allentare l’attuale stato altamente restrittivo previsto dalla norma potrebbe finalmente ampliare le zone in cui gli utenti potranno usufruire della rete senza fili in mobilità senza problemi di autenticazioni multiple, richieste, e diminuire i grattacapi legislativi per i gestori degli hot spot.

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