Wi-fi libero: ancora nessuna soluzione

Il wi-fi libero è ancora bloccato: la liberalizzazione del wi-fi pubblico non è stato ancora un argomento di confronto in Parlamento. Il mese di gennaio, periodo ipotizzato dal Governo per cambiare la norma, è davvero troppo vicino per sperare in un cambiamento nei prossimi mesi.

Diviene quindi sempre più remota l’ipotesi ventilata circa l’abrogazione (o più correttamente la modifica della Legge Pisanu) che potrebbe semplificare e rendere maggiormente libero l’utilizzo della tecnologia wireless nei locali e nei luoghi pubblici per connettersi ad Internet.

Una soluzione che, fino a poche settimane fa, sembrava quasi a portata di mano, con diverse aperture da parte del Governo: le parole dei Ministri Maroni e Brunetta avevano lasciato pensare a tempi brevi per sbloccare la burocrazia e le restrizioni sulla normativa, in particolare sull’articolo 7 del Decreto, forse il punto più controverso dell’intera legge.

Nei giorni scorsi i finiani di FLI hanno pensato ad una proposta di modifica urgente per cambiare almeno l’articolo 7 e rendere liberi gli hot spot pubblici ma sono in pochi a credere in tale possibilità.

L’instabilità del Governo degli ultimi mesi, il caso Wikileaks e i rischi di un ricorso alle elezioni anticipate potrebbero ancora una volta rimandare la discussione e trovare una soluzione definitiva al problema.

wi-fi libero è ancora bloccato: la liberalizzazione del wi-fi pubblico non è stato ancora un argomento di confronto in Parlamento. Il mese di gennaio, periodo ipotizzato dal Governo per cambiare la norma, è davvero troppo vicino per sperare in un cambiamento nei prossimi mesi.

Diviene quindi sempre più remota l’ipotesi ventilata circa l’abrogazione (o più correttamente la modifica della Legge Pisanu) che potrebbe semplificare e rendere maggiormente libero l’utilizzo della tecnologia wireless nei locali e nei luoghi pubblici per connettersi ad Internet.

Una soluzione che, fino a poche settimane fa, sembrava quasi a portata di mano, con diverse aperture da parte del Governo: le parole dei Ministri Maroni e Brunetta avevano lasciato pensare a tempi brevi per sbloccare la burocrazia e le restrizioni sulla normativa, in particolare sull’articolo 7 del Decreto, forse il punto più controverso dell’intera legge.

Nei giorni scorsi i finiani di FLI hanno pensato ad una proposta di modifica urgente per cambiare almeno l’articolo 7 e rendere liberi gli hot spot pubblici ma sono in pochi a credere in tale possibilità.

L’instabilità del Governo degli ultimi mesi, il caso Wikileaks e i rischi di un ricorso alle elezioni anticipate potrebbero ancora una volta rimandare la discussione e trovare una soluzione definitiva al problema.

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