WhatsApp costa 25 miliardi di euro alle compagnie telefoniche

È di ieri la notizia secondo cui Facebook ha offerto 19 miliardi di dollari per l’acquisto di WhatsApp. Un’offerta che molti hanno ritenuto esorbitante e sopravvalutante, e che in realtà cela un valore aggiunto molto interessante per la società di Zuckerberg.

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Quel che tuttavia fa particolare notizia in queste ore è il risultato di una ricerca condotta da Ovum, secondo cui WhatsApp e le società che gestiscono app di messaggistica istantanea costerebbero alle compagnie telefoniche circa 32,5 miliardi di dollari di mancati ricavi, a causa della riduzione dell’invio di sms (cioè, al cambio attuale in euro, circa 24,5 miliardi). Un dato che – proseguiva Ovum – entro il 2016 dovrebbe raggiungere i 54 miliardi di dollari (poco meno di 40 miliardi di euro), per un volume che è superiore – ad esempio – al fatturato di un big nazionale come Telecom.

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Sul perché WhatsApp e soci siano diventati così popolari vi sono pertanto ben pochi dubbi: spedire i messaggi con il software su internet mobile è gratis (lo stesso dicasi per i contenuti multimediali), mentre inviare un sms ha un costo che Oltreoceano, da dove proviene la ricerca, è di 20 – 25 centesimi di dollaro.

Insomma, Facebook è ben consapevole che l’appeal di WhatsApp è ben lungi dal tramontare, e che le stime che parlano di un miliardo di utenti entro pochi anni (il doppio degli attuali) sono tutt’altro che utopistiche…

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