Web Tax e Net-Neutrality in parole semplici

In questi giorni, si è parlato frequentemente di Web Tax e Net Neutrality, due argomenti molto importanti che torneranno, senza dubbio, ad essere protagonisti dei notiziari anche nel corso del 2018. Vediamo cosa sono, in parole semplici, la Web tax e la Net Neutrality.

Web Tax e Net Neutrality, ecco cosa sono

Web Tax

L’argomento Web Tax è, da diversi anni, al centro delle cronache politiche ed economiche italiane. Si tratta di un’imposta sulle transazioni digitali che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2019 senza andare a colpire gli e-commerce e le cessioni dei beni.

Al termine dell’ultimo iter legislativo, la Web Tax viene definita come un’imposta del 3% (la prima bozza prevedeva il 6%) da applicare a tutte le transizioni digitali rese nei confronti di soggetti residenti nel territorio italiano. Tale imposta si applicherà anche alle “stabili organizzazioni” di soggetti non residenti situate nel medesimo territorio.

Come detto in precedenza, la Web Tax non riguarderà e-commerce e cessione di beni ma i servizi dematerializzati offerti da i colossi del web come Facebook e Google. L’imposta in questione si dovrà applicare all’ammontare dei corrispettivi di una transizione, al netto di IVA ed in modo indipendente dal luogo dove questa transizione si è conclusa.Scopri le migliori offerte fibra

Net Neutrality

Il concetto di Net Neutrality, ovvero di “neutralità del web”, è stato, per anni, uno dei punti fermi del mondo di Internet. L’agenzia americana Federal Communications Commission, con l’approvazione di una nuova regolamentazione, ha messo in discussione questo concetto dando il via ad una serie di cambiamenti che potrebbero, progressivamente, modificare gli equilibri della rete. I provider americani non sono più soggetti alla supervisione della FCC ma vengono ora definiti come prodotti di consumo e, quindi, rientrano nel campo della Federal Trade Commission.

Il principio base della Net Neutrality prevede che gli operatori debbano rendere ugualmente accessibili tutti i contenuti web, a prescindere dalla tipologia di collegamento ad Internet utilizzata dall’utente e senza andare a penalizzare un determinato servizio, un sito web o un prodotto digitale.

Con l’eliminazione del concetto di Net Neutrality si vanno a creare scenari inediti. Un provider potrà, infatti, decidere di dare priorità d’accesso ad un determinato fornitore di contenuti video in streaming, penalizzando altre aziende, o ancora un sito e-commerce potrà essere favorito, rispetto ad altri concorrenti, acquistando la possibilità di raggiungere con più semplicità i potenziali clienti.

 

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