Vogliamo abbassare i costi degli sms?

Agcom è da troppo tempo con le mani legate: Mister Prezzi (Sambuco) sta spingendo, da molto tempo, verso una logica comune del prezzo degli sms. Irrealistico infatti pensare, visto i ricavi sms, che i prezzi si abbassino sotto a limite europeo. Ma una logica uniforme tra sms internazionali e italiani ci deve essere.

SosTariffe sta promuovendo uno studio sulla banda larga e sugli sms nel contesto Europeo. A breve saranno esposti i risultati, in alcuni casi, preoccupanti.

L’assurdità italiana è che esiste realmente la paradossale situazione di discriminazione inversa: costa meno un sms all’estero che in Italia.

Asstel, l’associazione che rappresenta le imprese attive nel settore dei servizi di telecomunicazioni, ha espresso in questi giorni la propria contrarietà ‘ad interventi autoritativi sui prezzi al dettaglio in un settore.

Tuttavia non esiste una vera concorrenza tra i gestori e quindi i benefici/vantaggi dell’utente sono irrisori: le offerte in alcuni casi non sono competitive e i prezzi non possono essere definiti propriamente in discesa (ad esempio le carte auguri di Natale hanno subito un peggioramento sostanziale in questi anni).

Nonostante la dichiarazione che il prezzo medio è molto più basso (appena 3,5 centesimi rispetto ai 15 sotto accusa) non bisogna dimenticare che vi sono costi di attivazione, costi mensili che fanno costare gli sms non meno di 5-6 centesimi.

Le giustificazioni dei gestori mobili non hanno (giustamente) convinto non le associazioni dei consumatori: l’ Autorità ha deciso di occuparsi direttamente del problema.

Nella riunione del 12 novembre scorso, infatti, l’organismo guidato da Calabrò ha discusso la possibilità di imporre un prezzo limite, suscitando i timori di Asstel. La battaglia mediatica è solo all’inizio.

troppo tempo con le mani legate: Mister Prezzi (Sambuco) sta spingendo, da molto tempo, verso una logica comune del prezzo degli sms. Irrealistico infatti pensare, visto i ricavi sms, che i prezzi si abbassino sotto a limite europeo. Ma una logica uniforme tra sms internazionali e italiani ci deve essere.

SosTariffe sta promuovendo uno studio sulla banda larga e sugli sms nel contesto Europeo. A breve saranno esposti i risultati, in alcuni casi, preoccupanti.

L’assurdità italiana è che esiste realmente la paradossale situazione di discriminazione inversa: costa meno un sms all’estero che in Italia.

Asstel, l’associazione che rappresenta le imprese attive nel settore dei servizi di telecomunicazioni, ha espresso in questi giorni la propria contrarietà ‘ad interventi autoritativi sui prezzi al dettaglio in un settore.

Tuttavia non esiste una vera concorrenza tra i gestori e quindi i benefici/vantaggi dell’utente sono irrisori: le offerte in alcuni casi non sono competitive e i prezzi non possono essere definiti propriamente in discesa (ad esempio le carte auguri di Natale hanno subito un peggioramento sostanziale in questi anni).

Nonostante la dichiarazione che il prezzo medio è molto più basso (appena 3,5 centesimi rispetto ai 15 sotto accusa) non bisogna dimenticare che vi sono costi di attivazione, costi mensili che fanno costare gli sms non meno di 5-6 centesimi.

Le giustificazioni dei gestori mobili non hanno (giustamente) convinto non le associazioni dei consumatori: l’ Autorità ha deciso di occuparsi direttamente del problema.

Nella riunione del 12 novembre scorso, infatti, l’organismo guidato da Calabrò ha discusso la possibilità di imporre un prezzo limite, suscitando i timori di Asstel. La battaglia mediatica è solo all’inizio.

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