Velocità della banda larga: l’Italia rallenta

Per capire la qualità della banda larga bisogna tenere in considerazione numerosi fattori. Dopo l’analisi sulle velocità adsl di SosTariffe anche la aSaid Business School dell’Università di Oxford e l’Universidad de Oviedo hanno condotto una ricerca formulando un parametro di valutazione per le linee ADSL.

Ecco il Broadband Quality Score(pdf).

Broadband Quality Score (BQS) si intende un algoritmo “dinamico” che tenta di pesare i vari parametri quali la velocità di download, la velocità di upload e la latenza.. Il risultati è che l’impatto della velocità di upload sarà sempre più cruciale per l’interazione con i servizi online:

  • BQS (oggi) = 55% download + 23% upload + 22% latenza
  • BQS (domani) = 45% download + 32% upload + 23% latenza

L’Italia è passata dalla 32esima alla 38esima posizione: una perdita di ben sei posizioni rispetto ad un anno prima che pone il Paese dietro a parecchi paesi tra cui la Spagna, che è 33esima, la Polonia, la Turchia e l’Irlanda.

La rete attuale si dimostra insufficiente per sostenere la crescita del nostro paese: il Piano Romani sembra pertanto avere basi fondate.

L’immagine che segue è chiara: l’Italia è mediocre tanto sia per la BQS, che per la penetrazione del broadband nelle case.

I paesi con un’infrastruttura capace di sostenere e guidare una crescita nei prossimi anni sono Corea, Giappone e Svezia. Lituania, Bulgaria e Lettonia, oltre ad Olanda, Danimarca e Romania non sono da meno: gran parte dell’Europa pone basi importanti per la sostenibilità della rete, a differenza della situazione italiana.

Lo studio ha preso in considerazione l’offerta di servizi ADSL di 66 paesi e 240 città, considerando diversi parametri quali la diffusione della banda larga a livello di domestico, la qualità dei servizi e delle offerte, nonché la qualità delle connessioni.

Per l’Italia è l’ennesima conferma della grave situazione delle infrastrutture inadeguate per la banda larga: Telecom ha chiesto l’intervento statale mentre Confindustria ha invocato maggior partecipazione da parte del Governo perchè le imprese italiane non possono competere ad armi pari senza servizi adeguati.

la qualità della banda larga bisogna tenere in considerazione numerosi fattori. Dopo l’analisi sulle velocità adsl di SosTariffe anche la aSaid Business School dell’Università di Oxford e l’Universidad de Oviedo hanno condotto una ricerca formulando un parametro di valutazione per le linee ADSL.

Ecco il Broadband Quality Score(pdf).

Broadband Quality Score (BQS) si intende un algoritmo “dinamico” che tenta di pesare i vari parametri quali la velocità di download, la velocità di upload e la latenza.. Il risultati è che l’impatto della velocità di upload sarà sempre più cruciale per l’interazione con i servizi online:

  • BQS (oggi) = 55% download + 23% upload + 22% latenza
  • BQS (domani) = 45% download + 32% upload + 23% latenza

L’Italia è passata dalla 32esima alla 38esima posizione: una perdita di ben sei posizioni rispetto ad un anno prima che pone il Paese dietro a parecchi paesi tra cui la Spagna, che è 33esima, la Polonia, la Turchia e l’Irlanda.

La rete attuale si dimostra insufficiente per sostenere la crescita del nostro paese: il Piano Romani sembra pertanto avere basi fondate.

L’immagine che segue è chiara: l’Italia è mediocre tanto sia per la BQS, che per la penetrazione del broadband nelle case.

I paesi con un’infrastruttura capace di sostenere e guidare una crescita nei prossimi anni sono Corea, Giappone e Svezia. Lituania, Bulgaria e Lettonia, oltre ad Olanda, Danimarca e Romania non sono da meno: gran parte dell’Europa pone basi importanti per la sostenibilità della rete, a differenza della situazione italiana.

Lo studio ha preso in considerazione l’offerta di servizi ADSL di 66 paesi e 240 città, considerando diversi parametri quali la diffusione della banda larga a livello di domestico, la qualità dei servizi e delle offerte, nonché la qualità delle connessioni.

Per l’Italia è l’ennesima conferma della grave situazione delle infrastrutture inadeguate per la banda larga: Telecom ha chiesto l’intervento statale mentre Confindustria ha invocato maggior partecipazione da parte del Governo perchè le imprese italiane non possono competere ad armi pari senza servizi adeguati.

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