Veicolo rubato e ritrovato: l’assicurazione mi paga lo stesso?

Oggi le assicurazioni auto permettono di ovviare in gran parte alle ricadute economiche di vari incidenti per il proprio veicolo: i danni a terzi, il furto, l’incendio, più diverse coperture accessorie a seconda della polizza selezionata. Ma che cosa succede se l’auto ci viene rubata e, dopo la denuncia, viene ritrovata con dei danni da condotta dolosa? Su questo punto, la giurisprudenza non è concorde.

I rischi connessi per i danni da condotta dolosa

Il rimborso in caso di auto ritrovata danneggiata

Il furto di un’auto è ovviamente un grosso problema, anche se la copertura furto e incendio della maggior parte delle assicurazioni auto, oggi, permette se non altro di essere risarciti sul fronte economico, anche se permane il disagio dovuto alla non disponibilità del mezzo.

Ci sono però delle fattispecie non troppo rare che possono rendere più complessa la felice risoluzione della vicenda. Paradossalmente, se l’auto ci viene rubata è “meglio” non trovarla più, piuttosto che ritrovarla con dei danni dovuti da condotta dolosa (ad esempio, se è stata utilizzata come ariete contro una vetrina o una saracinesca per un rapina). È infatti possibile che la stessa assicurazione che ci risarcirebbe il danno totale per il furto si opponga al risarcimento – per quanto più contenuto – di questo genere di danni.

Le polizze rc auto, infatti, di solito si fanno carico dei danni dovuti conseguenti alla circolazione del mezzo, e non di quelli che derivano da condotte dolose. La giurisprudenza in passato si è espressa in modo opposto, dando ragione all’assicurazione nel caso del Tribunale di Roma e all’assicurato nel caso del Tribunale di Torino in altrettanti precedenti. Di certo, la situazione è paradossale, perché da parte dell’assicurazione il risarcimento per i danni sarebbe comunque di minore entità rispetto a quello legato al furto.

Naturalmente, la fattispecie si verifica soltanto quando l’assicurazione non ha ancora operato il risarcimento nei nostri confronti; se invece lo abbiamo già ricevuto, l’auto non ancora ritrovata diventa di proprietà della compagnia assicuratrice, anche in caso di ritrovamento dopo anni. È evidente che se non abbiamo una copertura incendio e furto – ad esempio perché il valore dell’auto, con l’uso, è diventato irrisorio – tutto il precedente discorso non ci riguarda: non avremo diritto a nessun tipo di rimborso.

Che cosa fare in caso di furto dell’auto

Ma che cosa si deve fare non appena ci rendiamo conto che la nostra auto è stata rubata (fattispecie meno frequente che in passato, secondo gli ultimi dati, ma con ladri che oggi utilizzano tecniche sempre più sofisticate per farla franca)? La prima cosa è ovviamente la denuncia alla Polizia o ai Carabinieri, che va fatta il prima possibile: questo perché così si può scaricare la responsabilità per eventuali illeciti o danni compiuti del ladro  senza che il proprietario rischi di andarci di mezzo.
Confronta le assicurazioni auto
Per fare la denuncia bisogna specificare anche il numero di targa del veicolo rubato, e attenzione se conservate nel vano portaoggetti dell’auto la carta di circolazione e/o il certificato di proprietà (quest’ultimo peraltro non richiesto): bisogna denunciare anche il loro furto. Solo a questo punto si deve chiamare la propria compagnia assicuratrice, allegando una copia della denuncia presentata alle Forze dell’ordine.

Se dopo 30 giorni l’auto non è stata ritrovata, è necessario recarsi al Pubblico Registro Automobilistico e denunciare la perdita di possesso della vettura, operazione indispensabile anche per non pagare più il bollo. Ci penserà poi lo stesso PRA a rilasciare un nuovo certificato di proprietà o CdP digitale.

Come ottenere il risarcimento

Un’altra cosa da fare è chiedere il rimborso per l’RC Auto già pagata ma non goduta, ad esempio se si paga l’assicurazione in un’unica soluzione (decurtata, però, del 23% di tasse). Per il rimborso, bisogna ricordarsi di consegnare tutte le chiavi della vettura, per evitare che la compagnia rifiuti l’indennizzo sostenendo che le chiavi potevano essere infilate nel cruscotto al momento del furto, quindi con grave negligenza del proprietario.

I tempi della liquidazione del rimborso variano, anche se il risarcimento dovrebbe avvenire entro 30 giorni dalla segnalazione (a meno che, come detto, l’auto non venga ritrovata in questo lasso di tempo).

Gli altri documenti necessari per ottenere il risarcimento, oltre alla copia autenticata della denuncia, sono l’estratto della cronologia del PRA dove si attesta la perdita di possesso della vettura e una copia del certificato di chiusura dell’inchiesta, quello con cui le Forze dell’ordine dichiarano di aver cercato invano l’auto.

Come tornare a circolare con l’auto ritrovata

A questo punto, a prescindere dal fatto che l’assicurazione abbia accettato di fornire il rimborso al cliente o meno, si pone un problema: come fare se si è recuperata l’auto, ma dopo aver fatto la denuncia presso la Polizia e il PRA? Bisogna pagare l’imposta di bollo per effettuare la nuova registrazione al Pubblico Registro Automobilistico, pari a 32 euro. Nel caso in cui l’auto ritrovata sia stata trasportata con un carro attrezzi in un deposito, sarà necessario pagare anche le spese di trasporto, con un ammontare variabile (ma raramente meno di 50 euro), più le spese di custodia.

È importante avere anche il provvedimento emesso dalle Forze dell’ordine con il quale si attesta e si dispone la riconsegna del veicolo ai legittimi proprietari.

Infine, attenzione: anche se a volte, presi dall’euforia per avere ritrovato il veicolo, si rischia di dimenticarlo, è possibile circolare soltanto con una polizza Rca attiva, per cui bisogna riattivarla presso la propria compagnia di assicurazione, facendole avere il verbale di ritrovamento consegnato dalle autorità. In questo caso va da sé che si interrompono anche le pratiche per il rimborso dei mesi di Rca pagati e non goduti. Se invece è passato troppo tempo, sarà necessario stipulare una nuova assicurazione.

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