Utenza business, Apple guadagna terreno grazie ad iPhone

iPhone è la testa d’ariete che permette ad Apple di conquistare il favore dell’utenza business. Entro il 2015, la società di Cupertino occuperà una quota di mercato a livello globale pari a 11 punti percentuali, stando alle stime di Forrester Research

Apple e utenza business. I numeri di Forrester Research. L'analisi del Wall Street Journal
Attraverso iPhone, Apple sfonda presso l'utenza business

Nel 2012, a livello globale, Apple ha raggiunto un market share in ambito business pari all’8%. Nel 2009, la quota di mercato detenuta dalla società di Cupertino si attestava all’1%. Sono i numeri forniti da Forrester Research. Numeri che non contemplano iPhone, evidenzia Daisuke Wakabayashi sulle pagine del Wall Street Journal.

«People start with the iPhone. It’s the tip of the spear», commenta Chip Pearson, CEO di JAMF Software, realtà specializzata nell’assistere le aziende nell’adozione e nella distribuzione di prodotti Apple. «Si inizia con iPhone. È la punta della lancia». In ambito corporate, dunque, iPhone è la porta d’ingresso per accedere all’ecosistema Apple. Ed arrivare così ad iPad e Mac.

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Nel 2009, Cisco Systems ha adottato l’approccio BYOT (Bring Your Own Device), una politica aziendale che permette ai dipendenti di utilizzare per lavoro i loro dispositivi personali. Sono i dipendenti ad acquistare gli stessi, è Cisco a pagare i costi per l’accesso alla Rete correlato all’impiego di soluzioni inerenti al lavoro. A oggi, sono oltre 70.000 i dispositivi soggetti alla policy BYOT in seno a Cisco. E tre quarti degli stessi sono iPhone e iPad. 

Apple ha sfondato anche presso SAP, ove si contato circa 27.000 iPhone e 25.000 iPad utilizzati dai dipendenti. E presso Salesforce.com, ove la maggior parte delle app progettate per l’utenza business risulta scaricata per dispositivi Apple, vale a dire per iPhone e iPad.

Quando le applicazioni business sono proposte anche per l’impiego attraverso smartphone e tablet, gran parte delle stesse sono destinate ad iPhone e iPad, conclude Wakabayashi.

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