Uso contante 1 luglio: arriva il nuovo limite a 2000 euro

Con l’inizio del mese di luglio è in arrivo un’importante novità per quanto riguarda i pagamenti. Dal prossimo mese, infatti, verrà abbassato il limite massimo dei contanti utilizzabili per i pagamenti nell’ottica di un programma più articolato che mira ad incentivare l’utilizzo di sistemi di pagamento tracciabili. Ecco tutto quello che c’è da sapere sul nuovo limite al contante di 2.000 Euro che sarà attivo a partire dal prossimo 1° luglio 2020 e cosa cambia rispetto a quanto accade oggi.

Ecco tutto quello che c'è da sapere sul nuovo limite all'utilizzo del contante
Ecco tutto quello che c'è da sapere sul nuovo limite all'utilizzo del contante

A partire dal 1° luglio 2020 entrano in vigore alcune importante novità normative mirate a ridurre l’utilizzo del contante in favore di strumenti di pagamento tracciabili. Le novità in arrivo sono diverse ma la più importante e significativa è, sicuramente, quella che va ad abbassare il limite massimo di utilizzo del contante, abbassando il limite attualmente fissato a 3 mila Euro.

Da notare, inoltre, che dal 1° luglio è previsto anche il bonus (sotto forma di credito di imposta al 30%) per esercenti, studi professionali e liberi professionisti che accetteranno pagamenti tramite POS, andando ad incentivare l’utilizzo di pagamenti tracciabili. Ricordiamo, inoltre, che sempre dall’inizio del mese di luglio sarà possibile richiedere il Bonus Vacanze 2020.

Ecco tutto quello che c’è da sapere sul nuovo limite per l’utilizzo del contante:

Limite al contante: dal 1° luglio la soglia massima scende a 2.000 Euro

Dal prossimo 1° luglio 2020, come previsto dalla normativa in materia voluta dal Governo, viene abbassato il limite massimo dei contanti che possono essere consegnati ad un’altra persona o ad un’azienda. Dal prossimo mese, infatti, non sarà possibile pagare in contanti un importo pari o superiore a 2.000 Euro. 

I cittadini italiani potranno consegnare ad un soggetto terzo (un’altra persona, un professionista o un’azienda) sino ad un massimo di 1.999,99 Euro in contanti. Nel caso in cui venga superato tale limite, si rischierà di incorrere in una multa che potrà arrivare sino ad un massimo di 50 mila Euro. 

Il nuovo limite all’utilizzo del contante va a sostituire il limite precedente, fissato a 3.000 Euro dal Governo Renzi nel 2016. Questa modifica normativa fa parte di un piano più articolato che mira ad un ulteriore abbassato dell’utilizzo dei contanti. A partire dal prossimo 1° gennaio 2022, infatti, il limite di utilizzo dei contanti sarà portato a 1.000 Euro.

Questo nuovo limite non rappresenta una novità assoluta per lo scambio di denaro in Italia. Già nel 2011, infatti, il Governo Monti aveva fissato il tetto dei contati a 1.000 Euro. Tale tetto venne poi modificato, nel 2016, per essere portato a 3.000 Euro. Negli ultimi quattro anni, quindi, è stato possibile effettuare pagamenti e scambi di denaro in contanti per cifre superiori ai 2.000 Euro ed entro i 3.000 Euro.

Tutto cambierà dal prossimo 1° luglio 2020. Per effettuare trasferimenti di denaro per importi pari o superiori ai 2.000 Euro sarà, quindi, necessario utilizzare strumenti di pagamento tracciabili, come bonifici bancari oppure carte di pagamento (carte di credito, di debito o prepagate).  Non sono previste deroghe e, quindi, qualsiasi importo eccedente la soglia dei 2.000 Euro dovrà essere trasferito con un sistema tracciabile.

E’ importante sottolineare, inoltre, che il nuovo tetto all’utilizzo del contante riguarda anche le donazioni ed i prestiti di denaro (anche se fatti tra familiari). Come detto, la nuova normativa non prevede deroghe e i cittadini dovranno immediatamente adeguarsi ed utilizzare strumenti tracciabili per i pagamenti e i trasferimenti di denaro.

In caso di pagamenti in contanti con importi eccedenti la nuova soglia fissata dalla normativa, è prevista una sanzione. Per trasferimenti superiori ai 2.000 Euro ed inferiori a 250.000 Euro è prevista una sanzione che va da 2.000 a 50.000 Euro per le parti coinvolte più una sanzione aggiuntiva (sino a 15.000 Euro) per i professionisti, che sono obbligati a segnalare il pagamento in contanti.

Credito di imposta per chi accetta pagamenti tramite POS

Sempre dal prossimo 1° luglio 2020, con l’obiettivo di incentivare, ulteriormente, i pagamenti digitali tracciabili viene introdotto un bonus per esercenti, studi professionali e liberi professionisti. Grazie a questo bonus, accettando pagamenti digitali tracciabili queste attività commerciali e professionali potranno ottenere un credito di imposta del 30%.

Tale credito di imposto del 30% riguarda le commissioni addebitate per le transazioni elettroniche e sarà disponibile per tutte le attività caratterizzate da ricavi inferiori a 400 mila Euro. Scegliendo di accettare i pagamenti tramite POS, quindi, esercenti, studi professionali e liberi professionisti potranno ottenere dei vantaggi significativi, rappresentati dal credito di imposta sulle commissioni addebitate per l’utilizzo del POS (ancora molto alte in Italia).

Conti e carte: le migliori soluzioni per i pagamenti digitali

L’abbassamento del limite massimo di utilizzo del contante sarà in vigore da subito. A partire dal prossimo 1° luglio, senza alcun periodo di transizione, non sarà più possibile effettuare trasferimenti di denaro per importi pari o eccedenti il limite di 2.000 Euro. Tutti i cittadini che, normalmente, eseguono trasferimenti di importo superiore dovranno immediatamente adeguarsi.

L’introduzione dei bonus per esercenti, studi professionali e liberi professionisti, che riceveranno credito di imposta sulle commissioni per le transazioni elettroniche, comporterà anche una crescita dell’utilizzo del POS, con l’obiettivo di ridurre l’evasione e il riciclaggio di denaro incentivando i pagamenti tracciabili.

Per tutti i cittadini c’è la necessità, quindi, di poter contare su strumenti di pagamento digitali economici ed efficienti. Una prima soluzione da valutare è quella di attivare un nuovo conto corrente che si caratterizzi per costi di gestione e commissioni per le principali operazioni (ad esempio per i bonifici, sempre più essenziali con l’abbassamento del contante) ridotti al minimo o del tutto assenti.

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