Unione Europea, gli italiani non devono cambiare il televisore entro il 2020

Pochi giorni fa si era diffusa l’idea secondo cui gli italiani sarebbero stati presto costretti a cambiare televisore o decoder entro il 2020 per accedere ai canali del digitale terrestre. Una mossa che avrebbe portato a una spesa tra i 150 e i 350 euro. Ora è l’Unione Europea a smentire questa ipotesi con buona pace dei portafoglio di molte famiglie.

Gli italiani non dovranno cambiare la TV entro il 2020

Gli italiani non dovranno cambiare televisore o decoder per accedere ai canali del digitale terrestre entro il 2020, anno in cui dovranno essere assegnate nuove frequenze basate su un diverso formato.

La Commissione Europea, infatti, ha precisato che gli apparecchi che sono attualmente in vendita sono già in grado di captare le nuove frequenze, anche se lo switch off, il secondo dopo quello che ha portato il passaggio dall’analogico al digitale terrestre, avverrà in modo definitivo solo tra qualche anno. Da qui al 2020, infatti, si prevede una naturale sostituzione dei televisori presenti ora nelle case e quindi, secondo le previsioni di Bruxelles, più della metà sarà in grado di ricevere il segnale.

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Cosa dovranno fare gli italiani

Chi non avrà acquistato un apparecchio entro il 2020 dovrà semplicemente dotarsi di un decoder o di un’antenna, che dovrebbero avere un costo rispettivamente di 100 o 120 euro. Sembra quindi scongiurata l’ipotesi fatta inizialmente dall’Adoc, l’Associazione Difesa Orientamento Consumatori, che parlava di una cifra tra i 150 e i 350 euro necessaria per entrare in possesso di una nuova televisione.

Non è escluso che il governo possa decidere di fornire un sussidio per l’adattamento tecnologico, un’operazione simile a quanto accaduto solo pochi giorni fa in Francia dove è già avvenuta la transizione al nuovo sistema di frequenze. Qui è stato l’Antitrust Ue a muoversi in prima linea per gli aiuti di Stato ai cittadini.

Sapere, su diretta ammissione dell’Unione Europea, che gli italiani non dovranno cambiare televisione entro il 2020 è certamente rassicurante. L’auspicio è che la decisione di liberare la banda da 700 megahertz attualmente utilizzata dai canali in onda sul digitale terrestre per destinarla all’Internet mobile con il 5G possa portare miglioramenti qualitativi nella visione dei propri programmi preferiti.

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