Unicredit, una valanga di licenziamenti

Nel triennio 2011/2013 è prevista una riduzione di 4.700 impiegati presso UniCredit. In questo modo il gruppo bancario conta di risparmiare 770 milioni di euro. Ciò è quanto riferito da Lando Sileoni, segretario generale della Fabi.

Fabio Sileoni ha commentato dicendo: «L’effetto Marchionne-Fiat ha purtroppo contagiato, come un effetto domino, anche il gruppo Unicredit», mentre i sindacati fanno notare come solo pochi giorni prima: «il presidente dell’esecutivo dell’Abi, Francesco Micheli, e il neo presidente dell’Abi, Giuseppe Mussari, prendevano pubblicamente le distanze dal nuovo modello di relazioni sindacali e industriali inaugurato da Marchionne nella Fiat». Chi invece frena sull’accostamento tra UniCredit e Fiat è Giuseppe Gallo, segretario della Fiba-Cisl, che però comunque detta le condizioni del sindacato e rilancia sul contratto nazionale.

E’ Rino Piazzolla, responsabile delle risorse umane di UniCredit, che rileva la presenza di esuberi all’interno del gruppo bancario. Sono previsti 4100 esuberi in 3 anni, nel piano Insieme per i nuovi clienti UniCredit. In questa cifra non sono inclusi i già previsti 600 esuberi dell’attuale personale individuati nel piano di integrazione di Capitalia.

Le trattative con i sindacati, che iniziano a Settembre, si preannunciano difficili. UniCredit riferisce tramite nota che: «All’indomani dell’approvazione da parte del cda del piano Insieme per i clienti, Rino Piazzolla, ha incontrato le rappresentanze sindacali per presentare le prossime iniziative del gruppo da tempo programmate».

Sorpresa è la reazione di Giuseppe Gallo, segretario della Fiba-Cisl, poiché la quantificazione degli esuberi va oltre le attese sindacali. Gallo si sente sicuro che la scelta degli esuberi riguardi i dipendenti che, avendo maturato i criteri Inps, possano andare volontariamente in pensione. Ci sono punti che però il sindacato vuole portare sul tavolo delle trattative. A opera di questa riduzione dei costi, per il sindacato ci devono essere dei bilanciamenti sociali come più occupazione per i giovani, stabilizzazione dei lavoratori a termine e rapporto virtuoso nel turn over oltre che una maggiore equità per quanto riguarda i premi di produttività.

Sulla questione si è pronunciato anche Maurizio Sacconi, ministro del lavoro, «Sarà doveroso un confronto approfondito e sono vietati in tutti i modi atti unilaterali, le parti dovranno entrare nel merito».

o 2011/2013 è prevista una riduzione di 4.700 impiegati presso UniCredit. In questo modo il gruppo bancario conta di risparmiare 770 milioni di euro. Ciò è quanto riferito da Lando Sileoni, segretario generale della Fabi.

Fabio Sileoni ha commentato dicendo: «L’effetto Marchionne-Fiat ha purtroppo contagiato, come un effetto domino, anche il gruppo Unicredit», mentre i sindacati fanno notare come solo pochi giorni prima: «il presidente dell’esecutivo dell’Abi, Francesco Micheli, e il neo presidente dell’Abi, Giuseppe Mussari, prendevano pubblicamente le distanze dal nuovo modello di relazioni sindacali e industriali inaugurato da Marchionne nella Fiat». Chi invece frena sull’accostamento tra UniCredit e Fiat è Giuseppe Gallo, segretario della Fiba-Cisl, che però comunque detta le condizioni del sindacato e rilancia sul contratto nazionale.

E’ Rino Piazzolla, responsabile delle risorse umane di UniCredit, che rileva la presenza di esuberi all’interno del gruppo bancario. Sono previsti 4100 esuberi in 3 anni, nel piano Insieme per i nuovi clienti UniCredit. In questa cifra non sono inclusi i già previsti 600 esuberi dell’attuale personale individuati nel piano di integrazione di Capitalia.

Le trattative con i sindacati, che iniziano a Settembre, si preannunciano difficili. UniCredit riferisce tramite nota che: «All’indomani dell’approvazione da parte del cda del piano Insieme per i clienti, Rino Piazzolla, ha incontrato le rappresentanze sindacali per presentare le prossime iniziative del gruppo da tempo programmate».

Sorpresa è la reazione di Giuseppe Gallo, segretario della Fiba-Cisl, poiché la quantificazione degli esuberi va oltre le attese sindacali. Gallo si sente sicuro che la scelta degli esuberi riguardi i dipendenti che, avendo maturato i criteri Inps, possano andare volontariamente in pensione. Ci sono punti che però il sindacato vuole portare sul tavolo delle trattative. A opera di questa riduzione dei costi, per il sindacato ci devono essere dei bilanciamenti sociali come più occupazione per i giovani, stabilizzazione dei lavoratori a termine e rapporto virtuoso nel turn over oltre che una maggiore equità per quanto riguarda i premi di produttività.

Sulla questione si è pronunciato anche Maurizio Sacconi, ministro del lavoro, «Sarà doveroso un confronto approfondito e sono vietati in tutti i modi atti unilaterali, le parti dovranno entrare nel merito».

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