Umidità in casa: come combatterla

L’umidità è uno dei fattori che più contribuiscono a rendere una casa poco vivibile, facilitando la possibilità di contrarre diverse patologie respiratorie, diminuendo drasticamente il comfort sia d’estate che d’inverno e arrivando anche a causare danni non solo antiestetici ma anche strutturali, per colpa di muffe e macchie d’acqua. Ecco i migliori per rimedi per assicurarsi che possa essere debellata una volta per tutte.

I migliori rimedi per avere una casa confortevole e sana

L’umidità, un nemico per tutto l’anno

Arrivano i mesi più torridi dell’estate, ma il nemico numero uno è l’afa, la combinazione di temperature alte, mancanza di vento e alti tassi di umidità che non dà tregua nemmeno durante la notte. Ma l’umidità è una minaccia costante anche durante la primavera e l’autunno nelle zone caratterizzate da forti precipitazioni: oltre a essere dannosa per la salute, favorisce la proliferazione di microorganismi come funghi e muffe, oltre al danneggiamento dell’intonaco, dei soffitti, dei pavimenti.

Combattere l’umidità significa, in primo luogo, combattere una condizione malsana da più punti di vista: infiltrazioni, muri umidi, condensa, risalita capillare sono infatti fattori che aumentano la probabilità di contrarre diverse patologie, come allergie respiratorie, riniti, congiuntiviti, asma, oltre a portare un aumento della diffusione di acari.

Le cause dell’umidità in casa

Che cos’è che provoca l’umidità all’interno di un’abitazione o di qualsiasi altro edificio? Le cause principali sono il cattivo isolamento dei muri, il contatto senza barriere protettive tra le strutture di casa e l’esterno (o, peggio, il terreno), la mancanza di ricambi d’aria, i ponti termici.

In genere si tollera senza particolari problemi l’umidità fino al 40-50%, anche se naturalmente possono esserci situazioni particolari o fattori aggravanti che abbassano questa soglia, prima fra tutti la temperatura circostante (è più facile sopportare un’elevata umidità quando ci sono relativamente pochi gradi). Sopra la soglia, è necessario intervenire.

Tra gli ambienti di casa che vengono attaccati per primi dalle conseguenze dell’umidità ci sono il bagno e la cucina: l’acqua calda del lavandino, della vasca o della doccia e la cottura dei cibi, infatti, producono vapore acqueo (ed è per questo che possono essere un aiuto efficace le protezioni, come le cera carnauba, pensate proprio per le superfici dei mobili maggiormente a rischio).

Come combattere l’umidità in casa: ridurre la condensazione

La formazione di condensa – nata dall’incontro tra una superficie fredda e l’aria calda, con il vapore acqueo che si trasforma in piccole, minute gocce – è la prima causa dell’umidità in casa e, quindi, il principale nemico da combattere. L’importante è intervenire per tempo,  e al primo avvistamento di efflorescenze o principi di muffe sui muri, o macchie d’acqua, chiamare degli specialisti per risolvere il problema alla radice: tardare ulteriormente (o ricorrere al fai-da-te) potrebbe rendere necessario il ricorso a lungo termine a vari tipi di riparazioni strutturali.

Per evitare di arrivare a questi punti, è fondamentale assicurare una buona ventilazione in casa, anche durante l’inverno, aprendo le finestre per almeno un quarto d’ora ogni giorno in modo da far circolare l’aria. Se poi potete limitare la quantità di vapore acqueo prodotto, fatelo: niente docce troppo lunghe (che tra l’altro aumentano la vostra spesa per il gas) e cotture coperte, se possibile (anche in questo caso se ne ricava una cottura più veloce e un conseguente risparmio in bolletta).
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Anche l’uso della cappa aspirante aiuta a produrre meno vapore, mentre una ventola può migliorare la situazione nel bagno. Infine, se si hanno molte piante in casa è da evitare anche il ristagno dell’acqua nei sottovasi, e anche far asciugare il bucato in casa sullo stenditoio non è una buona idea.

Se pur rispettando tutti questi accorgimenti la condensa continua a formarsi, è probabile che la causa vada ricercata in perdite nelle tubature, ad esempio nei radiatori. Una volta eliminata la causa scatenante dell’umidità, è importante intervenire per eliminare le muffe già create, usando prodotti specifici e sbarazzandosi di oggetti che possono essere stati rovinati in modo irrimediabile (può bastare anche una soluzione a base di mezzo litro di succo di limone e un cucchiaino di sale).

Installare un deumidificatore

L’installazione di un deumidificatore, in una casa che ha una buona coibentazione, è forse il rimedio più efficace per combattere l’umidità in casa. Questo dispositivo in genere va sistemato al centro della stanza, o in caso di punti particolarmente “difficili” con la griglia di uscita dell’aria diretta verso la zona desiderata. Grazie all’umidostato, i deumidificatori sono in grado di interrompere il loro funzionamento una volta che si arriva all’umidità ideale, senza che sia quindi necessario il vostro intervento manuale.

Programmare il deumidificatore nel modo giusto può non essere facile, perché ci sono una serie di fattori da tenere in considerazione: l’umidità e la temperatura sia interne che esterne, l’ampiezza dei locali, le singole esigenze di comfort. Al contrario, un umidificatore può essere utilizzato quando l’aria è troppo secca, per esempio durante l’inverno quando il riscaldamento sempre acceso tende a ridurre il tasso di umidità.

Soluzioni “verdi” per rimediare all’umidità

Non sono per forza necessari interventi strutturali o acquisti (onerosi) di dispositivi come il deumidificatore per assicurare un buon comfort in casa: ci sono infatti alcuni trucchi “green” che possono essere seguiti con poca spesa e con ottimi risultati in casa.

Ad esempio, un ottimo deumidificatore naturale è il sale grosso: basta metterne un paio di etti in una bottiglia di plastica, dopo averli fatti raffreddare in frigorifero per una notte, per assicurare una buona deumidificazione per 3-4 giorni. Passato questo lasso di tempo, però, non è necessario buttare il sale, ma basta seccarlo nuovamente facendolo asciugare in forno a 50 gradi per circa un quarto d’ora. Un’alternativa è costituita dalla calce viva, da mettere in un barattolo con un coperchio forato: attenzione perché si tratta di una sostanza che va maneggiata con molta cautela, evitando a tutti i costi il contatto con la cute o con gli occhi.

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