Tutto quello che c’è da sapere sulla riforma IVA europea

Stop alle regole provvisorie in vigore dagli anni ’90: l’UE si prepara ad attuare la riforma IVA europea e ad introdurre misure antifrode inedite. L’obbiettivo è intervenire sulle imposte applicate al commercio import-export del mercato unico in modo da prevenire a monte i comportamenti illeciti. Ecco tutto quello che c’è da sapere

Niente più illeciti nel commercio europeo. Ecco cosa cambia

Sono troppi gli illeciti perpetrati nell’ambito del commercio europeo, tanto che l’import-export, secondo fonti istituzionali, è diventato il giusto escamotage per evadere le tasse. L’UE non ci sta e decide una volta per tutte di risolvere il problema, che affligge il sistema fin dagli anni ’90. Lo strumento per dare una svolta sarà la riforma IVA europea.

Tutto quello che c’è da sapere è scritto di seguito.
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Riforma IVA Europea

Pochi giorni fa, giovedì 7 aprile, l’Unione Europea a presentato un piano per modificare la disciplina che riguarda l’imposta sul valore aggiunto, comunemente nota come Iva. L’Europa ha bisogno di una normativa stabile e più uniforme, che limiti i fenomeni di frode nel commercio internazionale. La legge attualmente in vigore è stata formulata anni fa e necessita di aggiornamenti consistenti. Perché negli anni ’90 non si è deciso di applicare ovunque la stessa aliquota? Questa secondo il parere di molti sarebbe stata una scelta saggia.
Riforma Iva europea, tutto quello che c'è da sapere
La normativa è quella transitoria scritta nel 1993, che prevede l’applicazione di imposte diverse a seconda che si tratti di importazione o di esportazione di un prodotto. Nel primo caso l’impresa che importa paga l’Iva nel suo paese una volta conclusa la compravendita, nel secondo, l’impresa che esporta la paga a monte ottenendo un rimborso da parte dello Stato in cui ha sede.

Il sistema ha fatto dilagare i casi di frode e, non da meno, ha limitato fino ad oggi la libera circolazione delle merci. Gli imprenditori dalla loro parte, oltre a cercare di risparmiare sulle assicurazioni dei mezzi di trasporto e sui conti correnti business, non possono omettere di pagare l’Iva, ma nemmeno evaderla.

La piaga delle frodi e il nuovo piano

Non tutti versano, per questo la riforma IVA europea è quanto mai urgente. Solo 3 anni fa la differenza fra le entrate previste e quelle raccolte è stata di 168 miliardi di Euro. Quale strategia ha in serbo Bruxelles? Tutto quello che c’è da sapere è che la nuova disciplina sarà più omogenea, comprendente un meccanismo più semplice di versamento. In breve, l’imposta dovrebbe essere raccolta dal paese che esporta ma applicando le aliquote dello Stato che importa.

L’aliquota minima sarà fissata al 15% per ogni Stato ma…chi riceverà il gettito finale? Semplice. Il Paese in cui il prodotto viene consumato. Le Nazioni che più hanno sofferto le frodi secondo i prospetti, potrebbero tornare ad avere un gettito sostanzioso in soli due anni, a partire dal 2016 .

La riforma IVA europea non si esaurisce qui, perché l’UE intende intervenire anche sulle norme che limitano le pubblicazioni online. Per quel che riguarda le aliquote ridotte, si prevede di inserire una lista di prodotti con aliquota ridotta e di dare più libertà agli Stati nei limiti delle leggi sulla concorrenza nel mercato unico del commercio.
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