Tutte le novità della bozza per la riforma della Pubblica Amministrazione

La nuova bozza di riforma della Pubblica Amministrazione circolata ormai una decina di giorni fa e della quale ancora non ci sono novità (adesso sarebbe al vaglio dei tecnici giuristi del Quirinale), è stata elaborata sotto la guida del ministro della Funzione pubblica Marianna Madia e contiene numerose novità per gli statali. Si parla soprattutto di mobilità, norme per il licenziamento, stipendi, prepensionamento e bonus. Sarà davvero una “Repubblica Semplice” come è stato soprannominato questo decreto legge?

Pubblica-Amministrazione
Cambiano le regole su mobilità, prepensionamenti, esuberi

Per prima cosa, la bozza prevede la mobilità obbligatoria entro i limiti chilometrici: in pratica, questo si tradurrebbe con la possibilità di spostare gli impiegati statali anche senza il loro assenso, ovviamente con la garanzia degli stipendi e nel rispetto dei limiti chilometrici (entro i 50 chilometri le diverse sedi vengono considerate la stessa unità produttiva, tra i 50 e i 100 chilometri devono invece esserci esigenze organizzative e produttive).

In caso di esuberi, se non ci saranno criteri e modalità condivise con i sindacati, lo Stato potrà procedere alla risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro per chi è a due anni dalla pensione.

Chi viene posto in esubero perché in eccedenza, inoltre, dovrà accettare una decurtazione del suo stipendio se chiederà di essere reintegrato, accettando una qualifica o una posizione economica inferiore. Infine, dovrebbe venire abolito il trattenimento in servizio (che permette di restare al lavoro due anni dopo la maturazione dei requisiti pensionistici) e i bonus dei dirigenti verranno legati all’andamento del Pil.

Probabile che si riveda anche il turnover, al momento bloccato al 20%. Ai soggetti collocati in quiescenza, cioè in pensione, non potranno infine essere assegnati incarichi dirigenziali o cariche in organi delle amministrazioni.

Per adesso, a una decina di giorni dalla conferenza stampa di presentazione, ancora non si sa nulla riguardo il testo del provvedimento. Si dice che il Quirinale avrebbe contestato decine di articoli e imponga di spacchettarlo in due parti.

Nel frattempo, il tempo stringe e l’impegno che Renzi si era assunto in conferenza stampa il 14 giugno, ovvero che la riforma della sarebbe stata approvata entro giugno, rischia di non mantenersi. Per adesso, la revisione della Pubblica Amministrazione è lontano dall’essere pronta.

 

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