Tutela della privacy: quanto sono sicure le nostre conversazioni su Skype?

Il fornitore di servizi VoIP più usato al mondo, Skype, è nella mira delle organizzazioni internazionali a tutela della privacy e dei diritti digitali, che vogliono sapere quanto sono sicure le conversazioni su Skype. In questa maniera le organizzazioni, insieme a giornalisti, programmatori, attivisti della rete e in genere consumatori preoccupati hanno scritto una lettera aperta per chiedere a Skype, e il suo nuovo proprietario Microsoft, chiarimenti riguardo la confidenzialità delle comunicazioni tramite il software. Ecco cosa gli chiedono.

La lettera aperta è stata scritta da diverse associazioni, tra cui anche l’italiano Hermes –Centro per la Trasparenza e i Diritti Digitali in Rete– e organizzazioni come la Electronic Frontier Foundation, Reporter Senza Frontiere, Open Media, Telecomix e Digital Rights Foundation.

La principale preoccupazione dei firmatari riguarda le dichiarazioni confuse di Microsoft sull’effettiva privacy delle chiamate effettuate tramite Skype, ma non solo: anche il fatto che i governi e altri soggetti potrebbero aver accesso alle comunicazioni e dati degli utenti ha causato non poca polemica.

Così, le organizzazioni hanno chiesto alla compagnia di documentare pubblicamente le sue pratiche di sicurezza e di confidenzialità, attraverso un Rapporto sulla Trasparenza che includa, tra altre informazioni:

  • dati sulla cessione di informazioni sugli utenti Skype a terzi, incluso il numero di richieste inoltrate dai governi;
  • dettagli specifici di tutti i dati utente raccolti da Microsoft e Skype, e delle modalità con cui sono conservati;
  • quali dati altri soggetti possono intercettare o conservare;
  • le politiche legate alla divulgazione dei metadati delle chiamate in risposta a mandati di comparizione e a National Security Letters (NSLs)
  • le politiche e le linee guida per i dipendenti quando Skype riceve e risponde a richieste sui dati degli utenti da parte di agenzie investigative e di intelligence.

Claudio Agosti, presidente di Hermes, ha dichiarato che “Nonostante la natura gratuita del servizio spesso sia un incentivo più che sufficiente all’uso dobbiamo ricordare che le nostre conversazioni, per definizione confidenziali, nel caso di queste reti non sono vincolate alle leggi europee sulla privacy e nemmeno alle nostre leggi statali, che siamo abituati a usare come riferimento”.

Se la risposta di Microsoft alla lettera aperta non sarà soddisfacente, i firmanti hanno previsto due contromisure.

Dal punto di vista legale verrà richiesta la portabilità dell’identità digitale, un passaggio simile a quello avvenuto nel settore della telefonia mobile, che consente a un utente di cambiare operatore mantenendo la propria rete di contatti; tra questi ultimi saranno inclusi anche quelli appartenenti al servizio Windows Live Messenger, che chiuderà a partire dal 15 marzo passando tutti i contatti a Skype.

L’altra contromisura consisterà nella diffusione di alcuni programmi che proteggono le chiamate e le chat su Skype da eventuali tentativi di accesso o raccolta dati.

Sei interessato a Skype ma ancora non lo conosci bene? Ti ricordiamo che attualmente Microsoft sta regalando un mese di prova dei servizi premium: potrai telefonare in tutto il mondo gratis e provare alcune funzionalità che normalmente sono a pagamento, senza impegno. 

Un’alternativa alle chiamate tramite VoIP è quella di approfittare delle offerte degli operatori telefonici per chiamare a prezzi scontati. Ad esempio, con Nòverca puoi chiamare in tutta Europa a condizioni vantaggiose.

Sul nostro portale troverai le migliori offerte delle principali compagnie telefoniche in Italia. Utilizzando il nostro comparatore gratuito, inoltre, potrai mettere a confronto tutte le tariffe telefonia mobile e trovare quella che meglio si adatta alle tue esigenze.

Confronta Tariffe Cellulari

Commenti Facebook: