Tutela del lavoratore autonomo: la guida completa sul diritto del lavoro

Sono in arrivo nuove misure per la tutela del lavoratore autonomo, con la possibilità di continuare a lavorare per le donne in maternitànuove misure contro la povertà, e l’introduzione di una figura di tutor per diminuire il tasso di abbandono scolastico. Ecco cosa prevede il nuovo Statuto per la tutela del lavoratore autonomo

Lavoro autonomo in arrivo nuove misure di tutela

A Palazzo Chigi si lavora perché vengano approvati dopodomani in Consiglio dei Ministri due disegni di legge riguardanti ancora la Legge Stabilità 2016. C’è un Piano contro la povertà, un ddl delega che cerca di potenziare e riordinare gli strumenti a sostegno dei più bisognosi, ovvero 4,1 milioni secondo gli ultimi dati Istat (italiani in «povertà assoluta», ovvero che non possono acquistare un paniere di beni e servizi essenziali).

Sono stati stanziati a questo scopo 600 milioni per la messa a regime del SIA (Sostegno per l’inclusione attiva), e 220 milioni per l’ASDI che dovrebbe scattare dopo la NASPI (Nuova indennità di disoccupazione) per le persone in serie difficoltà.
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Tutela dei lavoratori autonomi

Il secondo disegno di legge su cui si sta lavorando va a rafforzare una serie di tutele e sostegni per i lavoratori autonomi. In questo caso vengono stanziati  10 milioni per il 2016 e 50 milioni per il 2017; quest’anno il plafond è minore anche perché le eventuali misure approvate non entrerebbero prima dell’approvazione di Camera e Senato).

«Lo Statuto del lavoro autonomo e l’intervento sulla povertà — ha dichiarato il responsabile economico del Pd, Filippo Taddei — estendono tutele e diritti in un disegno di continuità con il Jobs act».

Fra le principali novità previste per le partite IVA individuali e gli iscritti alla gestione separata dell’Inps (collaboratori), vi è la possibilità di dedurre tutte le spese di formazione dall’imponibile fino a 10 mila euro l’anno. Per le spese per certificazioni professionali invece c’è una deduzione di 5 mila euro.

Il disegno di legge introduce anche la facoltà per le lavoratrici autonome di continuare a lavorare prima e dopo la nascita del figlio, ma percepire lo stesso l’assegno di maternità per 5 mesi. Non sarà quindi vincolato l’assegno alla sospensione dell’attività lavorativa, necessaria in tanti casi per far fronte agli impegni presi dalle lavoratrici.

Nel caso di una malattia grave, incluse quelle oncologiche, sarà possibile sospendere il pagamento dei contributi sociali fino a un massimo di due anni (recuperando successivamente con pagamenti rateizzati). Infine, sono previste norme di tutela contrattuale per impedire clausole vessatorie (ad esempio, modifiche unilaterali dei contratti) e ritardi nei pagamenti da parte dei committenti.

Si spera ci sarà anche una sezione sullo smartworking, ovvero il lavoro svolto a distanza, senza postazione fissa. Stando a quanto previsto, il lavoratore fuori sede dovrà ricevere un trattamento economico non minore a quello dei lavoratori dipendenti della stessa compagnia, «a parità di mansioni svolte», e avrà inoltre diritto a un’ assicurazione sugli infortuni.

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