Truffe Rc auto: piaga italiana

L’Ania (Associazione delle Assicurazioni) ha appena chiarito e ribadito un concetto già espresso in passato, ma stavolta l’ha fatto con numeri più recenti: a causa delle truffe (vedi incidenti falsi), le tariffe Rc auto schizzano alle stelle. E a pagare sono tutti, inclusi i cittadini onesti, perché il caro-polizze si spalma su tutti gli automobilisti.

Il guaio dei rimborsi gonfiati

Il rapporto dell’Ania

Stando al secondo rapporto sulla Rc auto in Italia, emerge che fra il 2008 e il 2012 le polizze delle assicurazioni italiane costavano in media 491 euro, 213 in più rispetto a quelle di Gran Bretagna, Francia, Germania e Spagna, con alcune aree (il Sud, e Napoli in particolare) dove i prezzi della Rc auto volano davvero in alto. Una coincidenza? No, perché proprio in quelle zone i sinistri sono più numerosi, e sopratutto le frodi, specie quelle con lesioni fisiche. Il problema è che la frequenza di sinistri in Italia è del 7,9% (7,9 incidenti ogni 100 auto circolanti) contro il 6,6% della media europea.

Confronta assicurazioni auto 

Incidenti mortali

Nel nostro Paese, in caso di sinistro mortale, tutti i familiari hanno diritto a ricevere un compenso. Questo non avviene negli altri Paesi europei, dove il risarcimento in caso di morte è fino al 50% inferiore rispetto all’Italia e non comprende il nucleo famigliare; l’estremo caso è rappresentato dalla Germania dove non è previsto alcun risarcimento per danni non patrimoniali in caso di morte.

Le frodi delle lesioni

Le situazioni di micro e macro illegalità in Italia sono due volte superiori agli altri Paesi dell’Eurozona, con l’unica eccezione del Regno Unito. Le frodi non rilevate in Italia in caso  di incidente si attestano tra il sette e il dieci per cento, mentre i veicoli non assicurati risultano essere il 7-8%. Tra le pratiche fraudolente più diffuse si annovera la frequente  richiesta di risarcimento per il colpo di frusta, in riduzione dopo la legge Monti. Secondo cui serve la prova della lesione per ottenere il risarcimento: non basta lamentare il dolore.

Servono controlli

Secondo l’Ania, tutto questo è causato da molteplici fattori tipici del nostro Paese, tra cui sanzioni e controlli limitati e bassa presenza di misure anti-frode e videocamere di sorveglianza. Inoltre, la legge italiana permette di attendere due anni prima di richiedere il risarcimento per incidente, un lasso di tempo che spesso favorisce le pratiche fraudolente. Forse, la scatola nera, se si diffonderà di più, potrà attenuare il fenomeno, perché registrerà la dinamica dei sinistri.

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