Truffe: cresce il phishing informatico nell’internet banking aziendale

Negli ultimi anni il fenomeno del phishing informatico è cresciuto in maniera esponenziale, sopratutto nel settore dell’internet banking aziendale. Tra il 2010 e il 2011 infatti, il numero di aziende italiane colpite da questa truffa sui conti correnti bancari è passato dallo 0,09% allo 0,51%, una crescita molto più evidente rispetto le vittime private.

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Durante l’anno scorso il fenomeno delle truffe sui conti correnti online ha registrato un forte incremento nel nostro Paese.

Si tratta del phishing di nuova generazione sul web, un fenomeno che consiste nella creazione di siti internet identici o molto simili a quelli ufficiali delle banche o società creditizie, ma che in realtà si trovano su un server controllato da un “phisher”.

I phishers sono delle organizzazioni criminali che utilizzano questo sistema per rubare i dati account e password degli utenti dell‘internet banking, grazie ai quali realizzano movimenti sul conto corrente bancario per conto dei legittimi proprietari.

Questo reato è cresciuto in maniera esponenziale e per questo motivo il direttore della Polizia postale e delle comunicazioni, Antonio Apruzzese, ha lanciato l’allarme in occasione di un convegno sull’antiriciclaggio organizzato da Oasi (gruppo Icbpi).

Apruzzese ha spiegato ai partecipanti del convegno “Il phishing di prima generazione cercava di ingannare il cliente (mail fittizia della banca con richiesta inserimento delle password per aggiornamento dati) quello di nuova generazione inganna direttamente il pc”.

Il fenomeno è rilevante e l’importo notevole” ha sottolineato il direttore.

Difatti, i clienti business delle banche italiane che sono stati vittime di questo reato sono passati dallo 0,09% del 2010 allo 0,51% del 2011.

Quest’ultima è una percentuale molto maggiore rispetto quella dei clienti privati che subiscono il phishing tramite internet, pari allo 0,16% del totale.

Perché questa differenza? Il motivo si trova nella maggior attenzione da parte degli utenti privati nell’uso dell’internet banking, come spiega Apruzzese: “Il cliente retail è attento al suo conto home banking; nelle aziende, invece, al conto online accedono più persone e le possibilità di falle si moltiplicano”.

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