Trimestrale Vodafone tra luci e ombre

Vodafone, nel terzo trimestre 2009,  registra un fatturato di 11,5 miliardi di sterline, in crescita del 10,3% rispetto alle previsioni e rivede le stime a rialzo per l’utile operativo 2010 grazie anche alla riduzione dei costi in corso.

Vodafone evidenzia una crescita importante sul mercato Italiano e Turco: Gran Bretagna e Germania sono in lieve miglioramento, mentre la Spagna si è stabilizzata.

L’Italia si conferma un Paese di cruciale importanza per clienti, margine e fatturato: il trimestre al 31 dicembre 2009 si è chiuso con ricavi pari a 2,23 miliardi di euro (+2%). Le Sim mobili sono 29 milioni e 880 mila (-0,5% rispetto a dicembre 2008), con un aumento dei clienti in abbonamento, privati e business, del 19,1%.

La crescita dei ricavi da servizi, rispetto allo stesso periodo precedente, è derivata dall’aumento delle sottoscrizioni di banda larga mobile, dall’aumento dei clienti in abbonamento e dalla neoacquisita rete fissa.

I ricavi da rete fissa TeleTu hanno confermato una crescita del 22,4%, derivante dall’aumento dei clienti ADSL, che hanno raggiunto quota 1 milione e 200 mila (+55,4% rispetto al 31 dicembre 2008).

Il trend mostra un aumento dei ricavi dati e messaggistica pari all’8% ma che pesano sul 28% dei ricavi da servizi mobili. I servizi a banda larga mobile registrano un aumento del 19.8% grazie alle chiavette internet.

Rimane l’interrogativo sugli investimenti per l’upgrade della rete mobile (ormai satura e non più capace di accogliere nuovi clienti dati) e soprattutto sulle tariffe, care e troppo limitate rispetto ai principali competitors.

In ogni caso, la strategia di focalizzazione sui clienti attuali ha permesso una migliore ottimizzazione dei costi (ad oggi inizia a costare di piu un nuovo cliente che mantenere un cliente vecchio) e la compensazione con i minori ricavi derivanti dagli interventi regolatori sulle tariffe.

Gli investimenti sulla rete fissa sono congelati fino alla condivisione di un progetto di rete di nuova generazione, infrastruttura indispensabile allo sviluppo sociale ed economico del Paese.

A Londra il titolo Vodafone schizza del 4,68% a quota 140,80 pence.

Tuttavia proprio perchè l’Italia è un mercato così importante bisogna portare alla luce una notizia che potrebbe generare un terremoto finanziario in casa Vodafone:

Secondo i nuovi principi finanziari in esame ( stiamo parlando dell’ Exposure Draft 9 – Joint arrangements & Reciprocal interests) Vodafone potrebbe perdere dal proprio bilancio i conti Italiani:

proprietà-gruppo-vodafone

Nonostante Vodafone abbia una partecipazione di maggioranza esistono sostanziali diritti partecipativi in capo alla minoranza che forniscono il diritto di veto agli aspetti finanziari ed operativi. Come risultato di questi diritti il Gruppo Vodafone non ha il controllo finanziario e operativo sulle scelte di Vodafone Omnitel N.V., nonostante la proprietà del 76.9% della società.

Verizon Communications Inc. (“Verizon”) ha indirettamente il 23,1% di Vodafone Italy e nonostante la minoranza può impedire il controllo di fatto e di diritto da parte di Vodafone.

Per cui non sarebbe corretto il rientro nel periodo di consolidamento: vedremo i prossimi sviluppi dei principi contabili internazionali. Questa direzione porta però a un disastro di Bilancio: perdere Vodafone Italy comporterebbe una mancanza di quasi il 20% del margine e del fatturato.

bilancio-07-08

el terzo trimestre 2009,  registra un fatturato di 11,5 miliardi di sterline, in crescita del 10,3% rispetto alle previsioni e rivede le stime a rialzo per l’utile operativo 2010 grazie anche alla riduzione dei costi in corso.

Vodafone evidenzia una crescita importante sul mercato Italiano e Turco: Gran Bretagna e Germania sono in lieve miglioramento, mentre la Spagna si è stabilizzata.

L’Italia si conferma un Paese di cruciale importanza per clienti, margine e fatturato: il trimestre al 31 dicembre 2009 si è chiuso con ricavi pari a 2,23 miliardi di euro (+2%). Le Sim mobili sono 29 milioni e 880 mila (-0,5% rispetto a dicembre 2008), con un aumento dei clienti in abbonamento, privati e business, del 19,1%.

La crescita dei ricavi da servizi, rispetto allo stesso periodo precedente, è derivata dall’aumento delle sottoscrizioni di banda larga mobile, dall’aumento dei clienti in abbonamento e dalla neoacquisita rete fissa.

I ricavi da rete fissa TeleTu hanno confermato una crescita del 22,4%, derivante dall’aumento dei clienti ADSL, che hanno raggiunto quota 1 milione e 200 mila (+55,4% rispetto al 31 dicembre 2008).

Il trend mostra un aumento dei ricavi dati e messaggistica pari all’8% ma che pesano sul 28% dei ricavi da servizi mobili. I servizi a banda larga mobile registrano un aumento del 19.8% grazie alle chiavette internet.

Rimane l’interrogativo sugli investimenti per l’upgrade della rete mobile (ormai satura e non più capace di accogliere nuovi clienti dati) e soprattutto sulle tariffe, care e troppo limitate rispetto ai principali competitors.

In ogni caso, la strategia di focalizzazione sui clienti attuali ha permesso una migliore ottimizzazione dei costi (ad oggi inizia a costare di piu un nuovo cliente che mantenere un cliente vecchio) e la compensazione con i minori ricavi derivanti dagli interventi regolatori sulle tariffe.

Gli investimenti sulla rete fissa sono congelati fino alla condivisione di un progetto di rete di nuova generazione, infrastruttura indispensabile allo sviluppo sociale ed economico del Paese.

A Londra il titolo Vodafone schizza del 4,68% a quota 140,80 pence.

Tuttavia proprio perchè l’Italia è un mercato così importante bisogna portare alla luce una notizia che potrebbe generare un terremoto finanziario in casa Vodafone:

Secondo i nuovi principi finanziari in esame ( stiamo parlando dell’ Exposure Draft 9 – Joint arrangements & Reciprocal interests) Vodafone potrebbe perdere dal proprio bilancio i conti Italiani:

proprietà-gruppo-vodafone

Nonostante Vodafone abbia una partecipazione di maggioranza esistono sostanziali diritti partecipativi in capo alla minoranza che forniscono il diritto di veto agli aspetti finanziari ed operativi. Come risultato di questi diritti il Gruppo Vodafone non ha il controllo finanziario e operativo sulle scelte di Vodafone Omnitel N.V., nonostante la proprietà del 76.9% della società.

Verizon Communications Inc. (“Verizon”) ha indirettamente il 23,1% di Vodafone Italy e nonostante la minoranza può impedire il controllo di fatto e di diritto da parte di Vodafone.

Per cui non sarebbe corretto il rientro nel periodo di consolidamento: vedremo i prossimi sviluppi dei principi contabili internazionali. Questa direzione porta però a un disastro di Bilancio: perdere Vodafone Italy comporterebbe una mancanza di quasi il 20% del margine e del fatturato.

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