Trenitalia, accordo con Arenaways. Tornano alcuni treni notte

Vi ricordate di Arenaways, la compagnia privata che tra il 2010 e il 2011 aveva provato a sfidare il monopolio di Ferrovie dello Stato, ma che poi è fallita? Adesso, Arenaways torna sui binari italiani, previo accordo però con Trenitalia che gli ha permesso di utilizzare i suoi canali di vendita.

Dalla seconda metà di giugno, Arenaways offrirà un servizio di orari notturni, attraverso le linee Torino-Reggio Calabria, Torino-Bari e Torino-Roma-Napoli (allo studio). Queste nuove tratte serviranno a rifornire il servizio di treni notturni che è stato semi-rimosso l’anno scorso.

La compagnia aveva debuttato il 15 novembre 2010 sulla tratta Torino-Milano, e all’epoca le aspettative erano ottime. Il prezzo del biglietto (17 euro) era molto competitivo, si poteva acquistare online, al self service oppure direttamente sul treno, e tutto senza sovrapprezzo.

Ma non è bastato a vincere la concorrenza del colosso ferroviario italiano, e dopo meno di un anno la compagnia si è dichiarata in fallimento.

Adesso Arenaways torna, sì, ma dopo aver siglato un accordo con la concorrenza.

Secondo Vincenzo Donvito, presidente dell’associazione per i consumatori Aduc, “Questo ritorno in questi termini è sintomatico di cosa voglia dire mercato e concorrenza ferroviaria nel nostro Paese. Questa compagnia privata torna dopo il fallimento di una vera e propria concorrenza nei confronti di Trenitalia sulla tratta Milano-Torino, dove le furono inibite le soste intermedie tra i due capoluoghi di regione, facendo così fallire il progetto di trasporto pendolare alternativo. Oggi Arenaways ritorna ma come complementare ai servizi di Trenitalia e solo dopo aver siglato un accordo”.

Della serie, la concorrenza non esiste, se vuoi campare accontentati delle briciole che ti dà il monopolista e copri i servizi su cui attualmente Trenitalia è poco impegnata – continua nella sua nota Donvito – e guai a te a toccare le tratte gioiello su cui il monopolista sta investendo. Un metodo che dovrebbe molto far riflettere su cosa significa, ad oggi, liberalizzazione delle comunicazioni ferroviarie in Italia“.

“Un metodo” -conclude l’Aduc- “che ci fa vedere ancora molto lontana una situazione in cui sia la concorrenza a dettare legge e qualità e i passeggeri non continuino ad essere costretti ad essere trattati, come nello specifico del trasporto pendolare regionale, peggio del bestiame”.

Commenti Facebook: