Tracciabilità degli affitti, conto corrente «obbligato»

Fra le molte novità che in questo primo scorcio di 2014 stanno agitando il panorama bancario italiano, figura l’introduzione, dallo scorso primo gennaio, della tracciabilità anche per il pagamento degli affitti, a prescindere dal loro importo: l’unica eccezione è per le case popolari e per i canoni a uso non abitativo, come quelli per uffici, negozi e laboratori.

Affitto
Per combattere l'evasione, un nuovo «onere» a carico degli inquilini

Questa disposizione, introdotta con la recente Legge di Stabilità, obbliga nei fatti l’inquilino a servirsi di assegni o ad essere titolare di un conto corrente per effettuare il bonifico.

Se un proprietario dovesse accettare il pagamento in contanti sono previste pesanti sanzioni, pari a una percentuale dell’importo trasferito che varia dall’1 al 40%, con un minimo di tremila euro.
La regola vale anche per le eventuali mensilità arretrate del 2013.

Gli strumenti tracciabili definiti dalla lettera della legge sono l’assegno circolare, l’assegno bancario non trasferibile e il bonifico bancario da conto corrente; il pagamento degli affitti può inoltre essere effettuato tramite carta di credito o bancomat se i titolari dell’immobile sono società o agenzie immobiliari.
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Qualche incertezza rimane infine per l’affitto di box auto, che va pagato con strumenti tracciabili se è di pertinenza dell’abitazione mentre possono ancora valere i contanti se la pertinenza è di un immobile non abitativo, come un capannone industriale.

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