Torino sceglie l’Open Source e risparmia 5,7 milioni di euro

A Torino hanno scelto di abbandonare Windows per passare al Software libero, a costo zero, con un risparmio per l’amministrazione comunale torinese tra i 5 e i 6 milioni. E non solo:  i calcoli definitivi parlano di un’ulteriore riduzione di 1 milione 200mila euro all’anno, grazie alla minore spesa energetica che significa l’ammodernamento dei sistemi digitali. Ecco perché Torino punta su Linux e fa risparmiare i suoi cittadini.

torino sceglie l'open source linux software libero
Torino diventa la prima grande città italiana a far risparmiare i cittadini con il software libero

Semplicissimo, ma che offre un risparmio esorbitante al Comune di Torino, è il piano voluto dal direttore generale, Gianmarco Montanari, e messo a punto dal direttore dei Sistemi informativi, Sandro Golzio, che prevede la sostituzione di Windows per l’Open Source in tutti i computer del Comune.

Oltre al risparmio immediato della bellezza di 5,7 milioni di euro sulle licenze informatiche, che non esistono nel Software Libero mentre vanno pagate da chi vuole usare il sistema operativo di Bill Gates, ci sarà anche un risparmio annuale, consentito dalla sostituzione dei vecchi e inefficienti computer, di un milione e 200mila euro l’anno sulla bolletta energia elettrica.

Grazie a questi risparmi, l’investimento necessario per il programma di digitalizzazione e ammodernamento  degli 8.300 computer del Comune verrà azzerato nel giro di 10 anni (13,6 milioni in 5 anni, contro i 19,3 milioni che avrebbe richiesto continuare a usare Windows).
Confronta Tariffe ADSL

Così, Torino diventerà la prima grande città italiana a utilizzare Linux, liberandosi dalla tirannia del “software proprietario”. Va sottolineato che questo sistema operativo open source è già usato da migliaia di altri amministrazioni comunali in altri Paesi (anche in quelli in via di sviluppo), perché consente di tagliare inutili spese per licenze informatiche, comprese non solo quelle per il sistema operativo in sé ma per altri software come quelli del pacchetto Office® e dei tanti antivirus necessari per evitare problemi con Windows (i sistemi operativi di Linux non sono suscettibili all’attacco di virus informatici).

Oltre alla migrazione del sistema operativo, il piano del Comune è quello di sostituire le postazioni informatiche, cominciando con alcuni pochi computer, dopo l’acquisto di 20 nuovi PC arrivati già l’autunno scorso ma che ancora utilizzano il sistema operativo targato Microsoft. L’obbiettivo è di sostituire tutti gli 8.300 computer (su oltre 10mila dipendenti comunali) entro i prossimi 5 anni.

Anziché arricchire le multinazionali, Torino fa risparmiare i suoi cittadini

Scegliendo l’open source Torino fa risparmiare ai suoi cittadini milioni di euro che ogni anno escono dalle loro tasse per aumentare i fatturati delle multinazionali dell’informatica, nonostante esistano da anni alternative gratuite come Linux e i sistemi associati, che non hanno nulla da invidiare a Microsoft.

Adesso, migliaia di contribuenti italiani sperano che anche gli altri enti pubblici, non solo piemontesi ma di tutte le regioni, aprano le porte al software libero e comincino a risparmiare milioni di euro.

Scopri le migliori offerte Internet mobile

Commenti Facebook: