Tobin Tax bocciata dal Consiglio UE: è discriminatoria

Il Consiglio Ue ha bocciato la Tobin tax, la nuova tassa selle transazioni finanziarie, che pretende di penalizzare le speculazioni valutarie a breve termine, gravando tutte le transazioni sui mercati valutari con l’obiettivo di stabilizzarli. La tassa, pensata dal premio Nobel per l’economia James Tobin nel 1972, violerebbe i trattati Ue e sarebbe discriminatoria nei confronti dei Paesi che non parteciperanno. Ecco quanto riferisce il Financial Times citando un documento confidenziale.

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Tobin Tax bocciata: ecco perché

La Tobin Tax è stata bocciata dai servizi legali del Consiglio UE, che si occupano di verificare la legittimità delle tasse dal punto di vista giuridico.

Secondo quanto riferito dal giornale Financial Times, il Consiglio ha bocciato in parte il “principio di residenza” secondo il quale paga la tassa la società la cui sede è in uno degli Stati che aderisce alla Tobin Tax, a prescindere da dove avviene la transazione.

Il Consiglio ha ritenuto che definire il luogo in cui è stabilita una società “eccede” la giurisdizione degli Stati membri per le questioni fiscali sulla base delle norme internazionali.

D’altronde, la Tobin Tax sarebbe incompatibile con i trattati UE perché “lede la competenza fiscale degli stati membri che non partecipano” alla cooperazione rafforzata. Infine, la nuova tassa è “discriminatoria e probabilmente comporta una distorsione della concorrenza a detrimento degli Stati membri non partecipanti“.

Il portavoce del commissario agli Affari fiscali, Algirdas Semeta ha dichiarato di essere “fortemente in disaccordo con l’opinione dei servizi legali del Consiglio; per la Commissione si tratta di una proposta legalmente coerente e pienamente in linea con i Trattati e la legge internazionale“.

In ogni modo, la Commissione Ue ritiene che il parere legale è parziale, e non cambia comunque la posizione di Bruxelles che vuole vedere la Tobin tax approvata il prima possibile. “I servizi legali della Commissione analizzeranno la questione e la riporranno all’attenzione del Consiglio. Siamo certi che la proposta di tassa sulle transazioni finanziarie poggia su solide basi legali,” ha spiegato la Semeta.

 

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