Tim Maxxi Ricarica inganna, 100 mila euro di multa

L’Antitrust ha comminato a Telecom Italia una multa da 100mila euro per alcune pubblicità delle opzioni tariffarie “Maxxi Ricarica 10” e “Maxxi ricarica 30” diffuse sul sito internet dell’azienda.

In particolare al vaglio dell’Autorità Garante per il Mercato sono finite le comunicazioni commerciali all’ indirizzo http://www.tim.it, nelle date del 15 settembre 2009 e 26 gennaio 2010.

antitrust- Catricalà Antonio

I messaggi diffusi via internet, attraverso l’ utilizzo del termine “Ricarichi 10 euro” oppure “Ricarichi 30 euro2, nonchè dell’espressione “Con Maxxi Ricarica moltiplichi per 4 il valore della tua Ricarica!”, potevano ingenerare nell’ utente il convincimento che il prezzo indicato rappresentasse un credito telefonico al quale si sarebbe sommato un ulteriore credito riconosciuto in omaggio, in misura fino a quattro volte il valore della ricarica.

Le comunicazioni commerciali omettevano, invece, spiega ancora l’Antitrust, di chiarire che parte del prezzo di ricarica costituiva in realta’ il costo di attivazione delle promozioni tariffarie in oggetto, mentre il credito telefonico effettivamente acquistato verso tutte le utenze era inferiore.

Inoltre, a partire dal momento dell’attivazione della promozione, a tale credito residuo (cioè al netto del costo di attivazione) si aggiungeva un credito ulteriore soggetto, tuttavia, a limitazioni e vincoli di destinazione.

ha comminato a Telecom Italia una multa da 100mila euro per alcune pubblicità delle opzioni tariffarie “Maxxi Ricarica 10” e “Maxxi ricarica 30” diffuse sul sito internet dell’azienda.

In particolare al vaglio dell’Autorità Garante per il Mercato sono finite le comunicazioni commerciali all’ indirizzo http://www.tim.it, nelle date del 15 settembre 2009 e 26 gennaio 2010.

antitrust- Catricalà Antonio

I messaggi diffusi via internet, attraverso l’ utilizzo del termine “Ricarichi 10 euro” oppure “Ricarichi 30 euro2, nonchè dell’espressione “Con Maxxi Ricarica moltiplichi per 4 il valore della tua Ricarica!”, potevano ingenerare nell’ utente il convincimento che il prezzo indicato rappresentasse un credito telefonico al quale si sarebbe sommato un ulteriore credito riconosciuto in omaggio, in misura fino a quattro volte il valore della ricarica.

Le comunicazioni commerciali omettevano, invece, spiega ancora l’Antitrust, di chiarire che parte del prezzo di ricarica costituiva in realta’ il costo di attivazione delle promozioni tariffarie in oggetto, mentre il credito telefonico effettivamente acquistato verso tutte le utenze era inferiore.

Inoltre, a partire dal momento dell’attivazione della promozione, a tale credito residuo (cioè al netto del costo di attivazione) si aggiungeva un credito ulteriore soggetto, tuttavia, a limitazioni e vincoli di destinazione.

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