Telefonia mobile: passi in avanti per l’eliminazione della tassa di concessione governativa

Durante il recente esame della legge di conversione del Decreto del Fare è stato approvato un importante ordine del giorno che indurrà il governo a eliminare la tassa di concessione governativa che incide sugli abbonamenti dei servizi di telefonia mobile.

Introdotta negli anni ’90, la tassa governativa sulla telefonia mobile è un balzello pagato dagli utenti che risultano essere intestatari di un contratto di telefonia mobile, ed è attualmente stabilita nella misura di 5,16 euro nei confronti dei privati e di 12,91 euro nei confronti delle aziende.

Ad ogni modo, è probabilmente ancora troppo presto per poter cantare vittoria. Il Senato ha infatti approvato un ordine del giorno che – contrariamente ad altre iniziative – non contiene alcun obbligo di abolizione, ma è solamente un “indirizzo” che il ramo parlamentare ha dato al governo. A questo punto la scelta decisionale passa sulle scrivanie dell’esecutivo Letta, che dovrà valutare la convenienza nell’approvare una simile eliminazione (che per altro il Senato ha approvato con una maggioranza non schiacciante, forte di 143 voti a favore, 118 contrari e 10 astenuti).

Insomma, anche se appare essere presumibilmente troppo presto per dare per certa l’eliminazione della tassa di concessione governativa, quel che è sicuro è che i primi, concreti, passi in avanti, sono stati finalmente realizzati. Più difficile che si possa invece arrivare a quanto richiesto da alcune delle principali associazioni dei consumatori, ansiose di poter metter mano su un provvedimento di rimborso della stessa tassa.

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