Telefonia mobile in Italia: più linee degli MVNO e più SIM dati

Gli MNO (Mobile Network Operator) hanno fatto registrare su base annua una flessione di circa 4 milioni di linee di telefonia mobile, mentre gli MVNO (Mobile Virtual Network Operator) hanno incrementato le proprie linee di 0,9 milioni di unità. Rispetto a marzo 2014, il numero delle SIM con accesso a Internet è cresciuto del 16,5%, stando al nuovo Osservatorio sulle Comunicazioni elaborato da AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni)

La fotografia del mercato della telefonia mobile in Italia scattata da AGCOM
Il nuovo Osservatorio sulle Comunicazioni di AGCOM

Oltre che a scattare la fotografia del mercato della banda larga fissa in Italia, il nuovo Osservatorio sulle Comunicazioni pubblicato da AGCOM dipinge anche il quadro inerente alla telefonia mobile nel Belpaese, con riferimento alle variazioni intercorse tra marzo 2014 e marzo 2015.

Le linee totali di telefonia mobile sono diminuite di 3,1 milioni di unità su base annua, informa l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. Nel dettaglio, gli MNO (Mobile Network Operator) hanno fatto registrare una flessione di circa 4 milioni di unità, mentre gli MVNO (Mobile Virtual Network Operator) hanno incrementato le proprie linee di 0,9 milioni.

La quota di TIM è rimasta pressoché invariata (+0,1%), mentre Vodafone ha lasciato sul campo 1,8 punti percentuali. Nessuna variazione per la quota di Wind, stabile al 22,9%, mentre Tre ha portato a casa un +0,5%.

PosteMobile, su base annua, ha registrato una crescita di 0,5 punti percentuali, attestandosi su una quota di mercato pari al 51,1%.

Le SIM affari, vale a dire le SIM attivate dagli utenti business, hanno registrato su base annua un aumento di 0,8 milioni di linee, mentre le SIM residenziali, vale a dire quelle attivate dagli utenti consumer, hanno segnato un arretramento di 3,8 milioni di linee.

Confronta tariffe Telefonia Mobile

Nel segmento residenziale, TIM ha fatto registrare una lieve flessione (-0,1%), mentre più consistente è stata quella di Vodafone (-2%). In territorio positivo Wind (+0,1%), Tre (+0,7%) e PosteMobile (+0,6%).

A marzo 2015 si sono contati 74,2 milioni di SIM prepagate, per un calo di 3 milioni di unità su base annua, mentre le SIM in abbonamento non hanno subito variazioni di rilievo.

Nel segmento delle SIM prepagate, si è ridotta la quota di mercato di TIM e Vodafone, mentre è aumentata quella degli MVNO, grazie soprattutto alle prestazioni ottenute da Lycamobile.

Nel segmento delle SIM in abbonamento, TIM ha registrato una crescita di 1,4 punti percentuali su base annua, confermandosi leader di mercato. Bene anche Tre, mentre hanno perso terreno Vodafone e Wind.

 

AGCOM ha rilevato un aumento del 16,5% su base annua delle SIM dati, vale a dire delle SIM che consentono di fruire di servizi di Internet Mobile. Da marzo 2011, le SIM che hanno effettuato traffico dati sono passate dal 25,3% a oltre il 48% della base clienti complessiva.

In merito ai prezzi dei servizi di telefonia mobile, dal 2010 si è registrata una riduzione «particolarmente apprezzabile», riferisce l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. A partire dalla seconda metà del 2014, si è invece registrata una relativa stabilizzazione dei prezzi.

 

AGCOM, infine, evidenzia il dimezzamento dei prezzi dei terminali (smartphone, soprattutto) e il fatto che la commercializzazione degli stessi in abbinamento alla sottoscrizione di servizi di telefonia mobile abbia rappresentato una delle principali leve strategiche per l’acquisizione di nuovi clienti.

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