Telecom, sciopero contro i licenziamenti e crollo in Borsa

Oggi i dipendenti di Telecom Italia incrociano le braccia: confermato lo sciopero contro i maxi licenziamenti annunciati dall’azienda telefonica.

Domani i sindacati e Telecom Italia si riuniranno di nuovo al tavolo del governo per trovare un accordo sull’uscita dall’azienda di 3.700 dipendenti prevista entro giugno 2011, prima tranche dei 6.822 tagli previsti dal piano industriale 2010-2012. Altri 2.500 circa infatti dovrebbero uscire nel 2012. Sono cifre da capogiro per un gruppo che ha già concordato nel 2008 con i sindacati 5.000 uscite, con la mobilità volontaria, entro la fine del 2010.

telecom_licenziamenti

Ma il fatto più grave è che i 3.700 in esubero secondo la procedura prevista dalla legge 223 del 1991 sono licenziamenti collettivi che coinvolgeranno molti giovani. Per la prima volta nella storia del gruppo i dipendenti dell’ex monopolista TLC si apprestano a scendere sotto quota 50.000.

Il viceministro alle Comunicazioni, Paolo Romani, insieme al ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi vogliono procedere con la massima cautela per garantire un settore strategico quale quelle delle telecomunicazioni, elemento di fondamentale importanza per lo sviluppo del Paese.

Pochi giorni fa Sacconi era stato critico nei confronti di TI, rilevando la mancanza di investimenti su alcuni tratti della primaria linea ferroviaria Milano-Roma, già oggetto di un accordo fra Telecom Italia e le Ferrovie dello Stato per la realizzazione di un’infrastruttura radiomobile di nuova generazione.

Venerdì nero in Borsa: Telecom ha perso quasi 5 punti percentuali portandosi al di sotto del supporto a 0.9515 euro. Il target ribassista è ormai prossimo a 0.8920 euro per azione: l’ultima perdita in chiusura settimanale indicherà la possibilità di raggiungere 0.80 € in poco tempo.

ndenti di Telecom Italia incrociano le braccia: confermato lo sciopero contro i maxi licenziamenti annunciati dall’azienda telefonica.

Domani i sindacati e Telecom Italia si riuniranno di nuovo al tavolo del governo per trovare un accordo sull’uscita dall’azienda di 3.700 dipendenti prevista entro giugno 2011, prima tranche dei 6.822 tagli previsti dal piano industriale 2010-2012. Altri 2.500 circa infatti dovrebbero uscire nel 2012. Sono cifre da capogiro per un gruppo che ha già concordato nel 2008 con i sindacati 5.000 uscite, con la mobilità volontaria, entro la fine del 2010.

telecom_licenziamenti

Ma il fatto più grave è che i 3.700 in esubero secondo la procedura prevista dalla legge 223 del 1991 sono licenziamenti collettivi che coinvolgeranno molti giovani. Per la prima volta nella storia del gruppo i dipendenti dell’ex monopolista TLC si apprestano a scendere sotto quota 50.000.

Il viceministro alle Comunicazioni, Paolo Romani, insieme al ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi vogliono procedere con la massima cautela per garantire un settore strategico quale quelle delle telecomunicazioni, elemento di fondamentale importanza per lo sviluppo del Paese.

Pochi giorni fa Sacconi era stato critico nei confronti di TI, rilevando la mancanza di investimenti su alcuni tratti della primaria linea ferroviaria Milano-Roma, già oggetto di un accordo fra Telecom Italia e le Ferrovie dello Stato per la realizzazione di un’infrastruttura radiomobile di nuova generazione.

Venerdì nero in Borsa: Telecom ha perso quasi 5 punti percentuali portandosi al di sotto del supporto a 0.9515 euro. Il target ribassista è ormai prossimo a 0.8920 euro per azione: l’ultima perdita in chiusura settimanale indicherà la possibilità di raggiungere 0.80 € in poco tempo.

Commenti Facebook: