Telecom, possibile abuso di posizione dominante

L’AGCM – Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato – ha avviato una nuova istruttoria nei confronti di Telecom Italia per verificare alcuni possibili abusi di posizione dominante che hanno ostacolato i concorrenti nella fornitura di servizi TLC ai clienti finali.

La decisione è emersa dopo le ispezioni effettuate dalla Guardia di Finanza a seguito delle denunce presentate da Fastweb e Wind.

Telecom, secondo le prime informazioni, avrebbe ostacolato i concorrenti attraverso alcuni comportamenti scorretti:

1. ostacolando e ritardando le attivazioni di servizi all’ingrosso richiesti dagli operatori concorrenti attraverso motivazioni ingiustificate o pretestuose. Per di più avrebbe ostacolato l’accesso alla rete fisica e alla banda larga.

2. proponendo prezzi molto scontati solo nelle aree dove i concorrenti possono avere accesso alla rete attraverso in unbundling (affitto dell’ultimo miglio), rispetto alle aree meno esposte alla concorrenza. Addirittura i prezzi proposti da Telecom Italia sarebbero inferiori ai costi sostenuti all’ingrosso dai concorrenti. Un comportamento similare al dumping che permetterebbe di accaparrarsi la clientela a costo di scontare i prezzi e di incamerare i margini nelle zone di monopolio.

Telecom Italia in una nota stampa smentisce subito un possibile abuso di posizione dominante e replica che può dimostrare di aver agito nel pieno rispetto delle regole con comportamenti improntati ad una corretta competizione.

La società inoltre si dichiara pronta alla piena collaborazione con Agcm per dimostrare, attraverso la idonea documentazione, la totale infondatezza delle accuse mosse contro l’ex monopolista TLC.

strong>Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato – ha avviato una nuova istruttoria nei confronti di Telecom Italia per verificare alcuni possibili abusi di posizione dominante che hanno ostacolato i concorrenti nella fornitura di servizi TLC ai clienti finali.

La decisione è emersa dopo le ispezioni effettuate dalla Guardia di Finanza a seguito delle denunce presentate da Fastweb e Wind.

Telecom, secondo le prime informazioni, avrebbe ostacolato i concorrenti attraverso alcuni comportamenti scorretti:

1. ostacolando e ritardando le attivazioni di servizi all’ingrosso richiesti dagli operatori concorrenti attraverso motivazioni ingiustificate o pretestuose. Per di più avrebbe ostacolato l’accesso alla rete fisica e alla banda larga.

2. proponendo prezzi molto scontati solo nelle aree dove i concorrenti possono avere accesso alla rete attraverso in unbundling (affitto dell’ultimo miglio), rispetto alle aree meno esposte alla concorrenza. Addirittura i prezzi proposti da Telecom Italia sarebbero inferiori ai costi sostenuti all’ingrosso dai concorrenti. Un comportamento similare al dumping che permetterebbe di accaparrarsi la clientela a costo di scontare i prezzi e di incamerare i margini nelle zone di monopolio.

Telecom Italia in una nota stampa smentisce subito un possibile abuso di posizione dominante e replica che può dimostrare di aver agito nel pieno rispetto delle regole con comportamenti improntati ad una corretta competizione.

La società inoltre si dichiara pronta alla piena collaborazione con Agcm per dimostrare, attraverso la idonea documentazione, la totale infondatezza delle accuse mosse contro l’ex monopolista TLC.

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