Tassi usurai: la denuncia dei consumatori

Il Presidente di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro, ha rilasciato un’intervista nella quale ha richiesto una legge che modifichi la soglia dei tassi usurai, sopratutto nel rapporto con le aziende. Secondo Finocchiaro le “vittime sono centinaia di migliaia di utenti bancari costretti a chiedere prestiti, mutui e linee di credito su commesse”. Per questo motivo, per Confedercontribuenti è prioritaria la riforma legislativa.

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Finocchiaro ha dichiarato che “Serve una legge che fermi la discrezionalità delle banche nell’applicazione di oneri e interessi che sempre di più determinano l’applicazione di tassi usurai nei rapporti con i clienti e in special modo con le imprese”.

E’ quindi una priorità la modifica legislativa “sulla determinazione da parte della Banca d’Italia della cosiddetta soglia d’usura, e cioè sul tetto massimo di applicazione degli interessi da parte degli istituti di credito sul prestito concesso.

E’ assolutamente irragionevole – denuncia il presidente – che di fronte al fatto che oggi per le banche il costo del denaro è allo 0,5%, la soglia di usura determinata da Via Nazionale sia ancora quella di un tasso dell’8,6%, soglia altissima se teniamo conto che nel 2007 quando le banche compravano il denaro al 4% la soglia di usura era determinata all’8,3% su base annua. Ancora più scandalose le soglie applicate su prestiti personali e carte revolving dove il tasso usura resta ancora al 25%”.

Finocchiaro ha poi ricordato che “nel 2011 si è fatta una legge in favore dei banchieri modificando il criterio di calcolo della soglia trimestrale: prima si prendeva la media dei tassi praticati per un determinato tipo di finanziamento e lo si aumentava del 50%; ora la base di partenza è sempre il tasso medio praticato che però va aumentato del 25% e al quale va poi sommato un altro 4%”. “Insomma una norma che penalizza gli utenti bancari e fa lievitare il costo dei prestiti”.

L’associazione chiede quindi una riforma legislativa che sia in grado di evitare un rincaro senza motivo del costo del denaro, abbassando il tasso soglia entro e non oltre un aumento del 50% rispetto all’andamento medio di acquisto del denaro da parte degli istituti di credito negli ultimi 6 mesi.

Questo rappresenterebbe per le aziende un risparmio di circa il 70% rispetto all’attuale costo per interessi. La riduzione del costo del denaro, infine, è una priorità per affrontare la crisi e rendere competitive le aziende che sono attualmente penalizzate dal caro denaro, tanto a livello nazionale che internazionale.

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