Tassi negativi Unicredit: quanto costerà tenere i soldi sul conto corrente

Unicredit si prepara a mettere in atto una scelta molto importante che, inevitabilmente, è destinata a far discutere. Dal prossimo anno, infatti, Unicredit potrebbe diventare la prima banca italiana a trasferire sui clienti i tassi d’interesse negativi con l’obiettivo di incentivare gli investimenti e contrastare la tendenza all’immobilismo dei capitali, in particolare per cifre superiori ai 100 mila Euro. Ecco, quindi, quanto potrebbe costare tenere dei soldi sul conto corrente per i clienti Unicredit nel corso dei prossimi mesi. 

Unicredit si prepara a trasferire i tassi negativi ai suoi clienti, ecco tutto quello che c'è da sapere

Dopo indiscrezioni di vario tipo emerse nel corso delle ultime settimane, Unicredit si prepara ad introdurre (per la prima volta in Italia) i tassi d’interesse negativi per i suoi clienti. L’obiettivo dell’istituto, che dovrebbe mettere in atto questa nuova scelta a partire dal 2020, è di contrastare l’immobilismo dei capitali sui conti correnti, una caratteristica molto diffusa in Italia, sostenendo gli investimenti. Il provvedimento riguarderà i depositi caratterizzati da importi molto elevati.

Il progetto di Unicredit nasce dal taglio dei tassi sui depositi (da -0.5% a -04%) annunciato dalla Bce il mese corso. La conferma ufficiale arriva direttamente dal CEO di Unicredit, Jean Pierre Mustier, che già qualche giorno fa aveva anticipato la possibile introduzione di tassi negativi trasferiti ai clienti, sia retail che imprese. Nel corso di un’intervista alla tv francese Bfm Business, Mustier ha rilasciato ulteriori dichiarazioni andando a specificare quelle che saranno le scelte future dell’istituto.
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Come sottolineato da Mustier: “I tassi negativi verranno trasferiti ai clienti con depositi ben al di sopra di 100 mila euro a partire dal 2020“. L’obiettivo dell’istituto è introdurre questa particolare misura, nei Paesi in cui è presente, già nel corso dei prossimi mesi ed, in particolare, a partire dal prossimo anno.

In questo modo, Unicredit prevede di recuperare l’impatto dei tassi di interesse negativi. Tale impatto, infatti, verrà, di fatto, girato sui clienti dell’istituto con depositi molto elevati (evidenziamo che Mustier ha parlato di cifre “ben al di sopra” dei 100 mila Euro senza però entrare nei dettagli).

E’ stato confermato, inoltre, che i depositi inferiori ai 100 mila Euro dei clienti Unicredit non saranno coinvolti da questa particolare misura. L’istituto, infatti, punta ai “grandi patrimoni” a cui verranno offerte soluzioni alternative al semplice deposito per la gestione della liquidità nel corso dei prossimi anni.

Secondo Mustier: “Bisogna proteggere tutti i clienti delle banche più vulnerabili, che sono coperti dal fondo di garanzia dei depositi e poi caso per caso si può considerare di passare i tassi negativi alle grandi imprese o a certi grandi clienti offrendo un certo numero di alternative”

Il CEO di Unicredit ha sottolineato che i clienti che dovranno fare i conti con i tassi d’interesse negativi potranno contare su soluzioni alternative ai depositi con la possibilità, ad esempio, di sfruttare investimenti in fondi di mercato monetario senza commissioni. Unicredit offrirà, quindi, ai suoi clienti obiettivi di rendimento “vicini allo zero” in sostituzione dei tassi di deposito negativi con l’obiettivo di combattere l’immobilismo.

Tassi negativi Unicredit: ancora da definire i dettagli

I dettagli della nuova operazione di Unicredit sui tassi negativi non sono ancora noti. L’istituto, infatti, ha confermato, tramite le parole del CEO, la volontà di avviare tale provvedimento ma non ha ancora chiarito molti dettagli “pratici” che andranno ad influenzare i suoi clienti.

Nel corso delle prossime settimane, quindi, sarà molto importante capire quali saranno le politiche che Unicredit adotterà per quanto riguarda la questione dei tassi negativi applicati ai suoi clienti. Il CEO dell’istituto ha chiarito che l’obiettivo sono i depositi “ben superiori ai 100 mila Euro” senza però entrare ulteriormente nei dettagli.

La nuova strategia di Unicredit, quindi, presenta ancora molti punti da chiarire e solo nel corso dei prossimi mesi sarà possibile scoprire quali saranno le reali mosse dell’istituto in merito ai depositi dei clienti. Per scoprire quanto costerà tenere i soldi sul conto corrente, in particolare per cifre molto elevate e superiori ai 100 mila Euro, sarà necessario attendere ancora qualche settimana.

Al momento, a meno di sorprese, Unicredit dovrebbe essere la sola banca da applicare i tassi negativi sui depositi dei suoi clienti (anche se solo per una precisa fetta di clienti). Altre banche potrebbero seguire l’esempio dell’istituto introducendo soluzioni simili a quelle che Unicredit si appresta ad avviare per la sua clientela nel corso dei prossimi mesi.

Questa scelta andrà, inoltre, analizzata sotto diversi aspetti in quanto potrebbe portare conseguenze rilevanti in termini di potenziali uscite di liquidità ma potrebbe anche rappresentare un vero e proprio esempio da seguire per molte altre banche che potrebbero scegliere di applicare tassi negativi ai depositi, basandosi sul modello che Unicredit sta sviluppando in queste settimane.

Tassi negativi Unicredit: pareri negativi da Mediobanca e Fabi

Mediobanca si è espressa in modo negativo sulla scelta di Unicredit evidenziando come l’applicazione di tassi negativi potrebbe non essere un fattore importante per quanto riguarda lo stimolo agli investimenti e potrebbe non garantire effetti significativi sulla redditività delle banche. In un recente commento, infatti, Mediobanca ha specificato: “non si vede come il trasferimento di tassi negativi sulla base di clienti possa stimolare gli investimenti, dato che a spingerli sono ragioni industriali piuttosto che una logica finanziaria

Per quanto riguarda gli effetti benefici sulla redditività delle banche, inoltre, Mediobanca ha sottolineato come “l’applicazione di tassi negativi potrebbe scatenare una concorrenza più intensa sui prezzi, specialmente sui prestiti alle imprese e in particolare in un paese come l’Italia in cui la crescita dei prestiti è ferma da anni”. Questa scenario, quindi, potrebbe andare a ridurre, ulteriormente, la redditività degli istituti creando, quindi, effetti negativi generalizzati per le banche che opteranno per questa soluzione.

Secondo Lando Maria Sileoni, segretario generale di Fabi (Federazione Autonoma Bancari Italiani), la decisione di Unicredit potrebbe comportare la difficoltà dell’intero settore, avendo quindi effetti molto negativi sia nel breve che nel lungo periodo. Per Sileoni “A trarne vantaggio in Italia ci sarebbero le Poste Italiane, che potrebbero raccogliere possibili fughe dalle banche di clienti”

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