Tasse Partita IVA: chi può pagare solo il 5%

La Legge di Stabilità 2016 ha introdotto importanti novità per quanto concerne il mondo delle Partite IVA. In  particolare l’Agenzia delle Entrate ha stabilito una nuova fiscalità per alcune sfere professionali che possono aderire ad un regime fiscale vantaggioso. Vediamo assieme cosa è previsto.

tasse partita iva
I professionisti in Partita Iva possono sfruttare un regime fiscale vantaggioso

Tasse Partita IVA: il nuovo regime forfetario

Ogni titolare di Partita IVA deve fare i conti con lo spinoso tema della fiscalità. Su questo fronte le novità del 2016 sono molto interessanti. Riassumendo quando previsto dalla Legge di Stabilità approvata ad inizio anno, è stato eliminato il vecchio regime dei minimi introducendo il nuovo regime forfetario.

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Tra i requisiti per chi volesse aderire a questo nuovo regime e svolgesse un’attività professionale vi sono:

  • un fatturato annuo massimo di 30mila euro (precedentemente il tetto era fissato a 15mila euro). Incremento superiore, quantificato in 10mila euro in più, è previsto per tutte le altre attività;
  • aver affrontato spese per un totale che non ecceda i 5.000 euro lordi per lavoro accessorio, dipendente e per collaboratori;
  • non aver superato al lordo degli ammortamenti 20.000 euro volti all’acquisto di beni strumentali al momento della chiusura dell’esercizio;
  • avere redditi conseguiti prevalentemente da attività d’impresa, dell’arte o della professione.

Tra i vantaggi maggiori per chi aderisce al nuovo regime c’è l’esenzione dall’obbligo della dichiarazione IVA. Ma non solo. E’ previsto infatti anche nessun obbligo di applicazione dell’imposta, registrazione e liquidazione. Un alleggerimento che porta sicuri vantaggi per chi ne può approfittare.

Tasse Partita IVA: aliquota al 5%

L’adesione al nuovo regime forfetario per le Partite IVA si traduce per chi esercita ex novo un’attività in un forte sconto sull’IVA. Per un periodo di 5 anni, l’aliquota prevista passa dal 15 al 5%. In ogni caso l’imposta contributiva rimane al 27,72% per chi è iscritto alla Gestione Separata e del 24% per chi risulta iscritto ad altre forme previdenziali. L’aiuto sembra essere particolarmente apprezzato dalle start-up che possono, oltre che risparmiare sulle incombenze fiscali, anche poter godere di maggior liquidità di cassa potendo ridurre la necessità di prestiti.

Per godere dell’aliquota ridotta al 5% è necessario rispettare questi requisiti oltre l’esercizio di una nuova attività:

  • il contribuente non deve aver esercitato nei tre anni precedenti alcuna attività artistica, professionale o d’impresa (poco importa che sia individuale, associata o familiare);
  • la nuova attività non deve essere la prosecuzione di un’attività svolta precedentemente come lavoro dipendente o autonomo;
  • qualora si tratti di una prosecuzione di un’attività svolta però in precedenza da altro soggetto, i ricavi precedenti non devono essere superiori al periodo individuato per l’accesso al nuovo regime. E’ questo il caso da considerare ad esempio nel caso di acquisizione di azienda.

Tasse Partita IVA ridotte e senza vincoli temporali

La Legge di Stabilità ha introdotto la possibilità di aderire al nuovo regime forfetario senza alcuna necessità di permanenza temporale in precedenti regimi. Ciò significa che è possibile passare da un regime ordinario ad uno più vantaggioso fin dalla prima dichiarazione IVA utile. Precedentemente era previsto che si dovesse permanere per almeno tre anni nel vecchio regime prima di poter migrare.

Per le Partite IVA anche vantaggi di deducibilità e indennità

Tra le altre novità interessanti, oltre a tasse Partita IVA ridotte,  vi sono anche la deducibilità al 100% delle spese inerenti alla formazione ovvero la partecipazione a corsi di aggiornamento professionale, convegni e congressi entro il massimo annuo di 10mila euro.

Chi è iscritto alla gestione separata dell’Inps ha inoltre diritto all’indennità di maternità e i congedi parentali fino ad un massimo di 6 mesi e fino al compimento del terzo anno d’età del figlio. Per questi casi ma anche per malattia e infortunio sono previsti al massimo 150 giorni di sospensione senza il riconoscimento retributivo. Se la malattia o l’infortunio dovessero protrarsi per un periodo superiore ai 60 giorni, è prevista la sospensione dei contributi previdenziali e premi di assicurazione con un periodo massimo di 2 anni.

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Altri incentivi fiscali sono previsti per tutte quelle spese sostenute per fornire garanzie contro il rischio di insolvenza e danni. Si ricorda che queste polizze assicurative sono obbligatorie per legge. Stessi incentivi sono previsti anche per le polizze assicurative contro il rischio di mancato pagamento delle prestazioni di lavoro autonomo che sono invece facoltative.

Il ministero del lavoro fin dall’inizio dell’anno, di fronte alle novità ha auspicato che “si crei un vero e proprio mercato del lavoro autonomo, sempre più distinto e indipendente da quello del lavoro dipendente e che tragga stimoli e risorse dai risparmi fiscali per contribuire all’alimentazione e allo sviluppo dell’economia domestica”.

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