Tasse conti correnti: in 3 anni contribuenti hanno pagato 9 miliardi in più

Negli ultimi 3 anni i contribuenti italiani hanno pagato quasi 9 miliardi di euro in tasse e imposte sui conti correnti e depositi. Si tratterebbe di una vera e propria patrimoniale occulta, causata da tre interventi sulle attività finanziarie degli italiani: l’aumento delle aliquote sui redditi finanziari, l’introduzione della Tobin Tax e l‘imposta di bollo proporzionale sui depositi.

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Aumento delle aliquote, tobin tax e bolli: si possono però evitare alcuni balzelli sui conti

Le cifre arrivano da una ricerca del centro studi ImpresaLavoro, pubblicata sul settimanale Panorama. Secondo l’indagine, tre interventi verificati durante i governi Monti, Letta e Renzi hanno portato a titolari di conti correnti e deposito a una “spesa” di ben 9 miliardi di euro in soli tre anni.

La più recente è l’aumento delle aliquote sui redditi finanziari, passata in tre anni dal 12,5% al 26%.  Non ci sono modifiche sull’aliquota sui titoli di stato sovranazionali e governativi (12,5%), ma è aumentata in modo esponenziale quella sui titoli azionari, obbligazionari societari e bancari (12,5% nel 2011, 20% nel 2014 e 26% attualmente). Sono cresciute anche le imposte su fondi comuni e polizze vita (dal 12,5% alla media ponderata tra il 12,5 e il 20%) e sui fondi pensione e piani pensionistici individuali (dall’11% alla media tra 12,5 e 20%).

La manovra porterebbe all’Erario 11,2 miliardi di euro nel 2015, quasi il doppio rispetto ai 6,5 stimati per il 2011.

Forma parte della “patrimoniale nascosta” secondo lo studio l’introduzione della tassa su una parte delle transazioni finanziarie, nota come Tobin Tax, un’imposta creata dal governo Monti e applicata su tutte le operazioni finanziarie (valute, azioni, obbligazioni, derivati e altri strumenti). L’obiettivo della Tobin Tax è quello di frenare la speculazione e ridistribuire il ricavato a sostegno di svariati progetti di sviluppo. Tuttavia, il gettito si è sempre rivelato ben al di sotto delle stime, e ha causato una migrazione degli investitori verso altre piazze finanziarie dove tale balzello non viene applicato.

Infine, c’è l’imposta di bollo sui conti correnti e depositi che pesa attualmente per lo 0,2% su depositi bancari, fondi e alcune polizze e per 34,20 euro sui conti correnti con una giacenza media di 5.000 euro. Questa tassa dovrebbe portare allo Stato nel 2015 4,4 miliardi, che significano 4 miliardi in più rispetto al 2011.

Complessivamente, si legge nello studio, le tasse sui risparmi degli italiani attualmente ammontano a 15,9 miliardi, rispetto ai 6,9 del 2011: si tratta di una “mazzata” di circa 9 miliardi, in uno scenario in cui, a causa della crisi economica, la ricchezza complessiva degli italiani è crollata di 814 miliardi.

Risparmia con i conti correnti e deposito senza bollo

Su alcuni fronti si può intervenire. Ad esempio, è possibile evitare l’imposta di bollo di 34,20 euro sui conti correnti con giacenza di oltre 5.000 euro traslocando il proprio conto verso alcune banche che si fanno carico dell’imposta di bollo sempre, a prescindere dalla giacenza.

Questo è il caso del Conto Corrente Arancio di ING Direct, il Conto CheBanca!, il Conto Widiba, il ContoInCreval o il Conto YouBanking, per menzionarne solo alcuni.

Scopri i conti senza imposta di bollo

Anche con alcuni conti deposito non si deve pagare il bollo proporzionale dello 0,2%, ad esempio con il Conto YouBanking, il Time Deposit di Santander, il Conto Deposito Deutsche Bank Easy o infine le linee vincolate sul conto Widiba.

Confronto Conti Deposito

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