Tassa sui contanti smentita…o no? In arrivo una nuova imposta di bollo

Ieri, un’indiscrezione pubblicata da Il Sole24 Ore affermava che il Governo sarebbe allo studio di una tassa sui contanti versati in banca superiori ai 200 euro. Dopo non poche polemiche, smentite e nuovi analisi da parte del giornale, si parla in realtà di una nuova imposta di bollo sui versamenti in contanti. Cerchiamo di fare il punto della situazione e capire cosa c’è di reale e cosa no su questa nuova tassa sui contanti.

tassa sui contanti
Non è una tassa sui contanti, bensì una nuova imposta di bollo proporzionale sui pagamenti

La polemica in realtà si sarebbe scatenata per colpa dell’espressione “tassa sui contanti“, su cui il Ministero delle Finanza ha fatto sapere che si tratterebbe al massimo di una nuova imposta di bollo proporzionale sui versamenti in contanti. La norma formerebbe parte di un pacchetto di misure tendenti a stimolare l’uso della carta di credito e debito in Italia, facilitando le tassazioni ed eludendo le possibilità di evasione.

E’ da anni infatti che i successivi governi italiani lavorano per rendere quanto più possibile tracciabili i pagamenti, anche quelli di piccola entità; al riguardo, ricordiamo, ad esempio, l’introduzione dell’obbligo del conto corrente per l’accredito delle pensioni sopra i 1.000 euro da parte del Governo Monti.

In particolare, si legge sul Sole24Ore, la nuova misura si tratterebbe di un’imposta di bollo proporzionale sui versamenti giornalieri in banca o alle poste superiori ai 200 euro.

Il giornale, nella prima analisi pubblicata in mattinata, parlava anche del riconoscimento di uno sconto a chi effettua acquisti con carta di credito, di debito o prepagate, così come del credito d’imposta riconosciuto all’esercente in relazione alle vendite effettuate con moneta elettronica, misure che però il Governo avrebbe smentito successivamente.
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Resterebbe confermata, invece, la novità riguardante lo scontrino digitale. L’idea del Ministero è che tutti i commercianti e gli artigiani, a partire dal 2017, siano obbligati a presentare al fisco i corrispettivi giornalieri memorizzando e digitalizzando tutte le entrate; di conseguenza, non sarebbe più necessaria la conservazione degli scontrini cartacei.

L’obbligo spetterebbe anche a tutti i professionisti e gli esercenti commerciali proprietari di distributori automatici, con la rendicontazione a fine giornata e trasmissione di tutti i dati relativi ai guadagni all’Agenzia delle Entrate. Anche per i movimenti di denaro tra privati ci sarebbero apposite misure per far sì che queste transazioni avvengano contestualmente alla relativa fatturazione elettronica.

Al riguardo ricordiamo che dal 1° luglio 2014 è in vigore l’obbligo di accettare pagamenti via POS da parte di tutti i professionisti, per transazioni superiori ai 30 euro, norma sui cui però ancora non sono scattate le sanzioni per gli inadempienti.

E’ attesa per il prossimo venerdì, al termine del Consiglio dei ministri, la presentazione da parte del Governo di un piano contro l’evasione fiscale che però dovrebbe semplificare anche la vita a commercianti, artigiani e professionisti.
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