Tassa di concessione telefonia mobile, ritorno in Cassazione

La Corte di Cassazione tornerà ad occuparsi sulla discussa tassa di concessione sugli abbonamenti dei dispositivi di telefonia mobile, in seguito al ricorso che alcuni Comuni del Veneto e dell’Emilia Romagna hanno avuto modo di avanzare al fine di contestarne la legittimità.

La Cassazione tornerà ad esprimersi sul balzello di concessione
La Cassazione tornerà ad esprimersi sul balzello di concessione

La tassa di concessione sembra infatti esser finita nel mirino di diverse municipalità (oltre che nell’obiettivo storico di diverse associazioni che lavorano per tutelare i diritti dei consumatori), che adesso hanno adito le vie legali per poter domandare il rimborso del balzello sugli abbonamenti di telefonia.

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La Cassazione tornerà quindi ad esprimersi in materia, e non è detto che possano esservi dei cambiamenti rispetto agli orientamenti precedenti (la Suprema Corte aveva infatti stabilito che l’assenza del contratto di licenza non potesse determinare la decadenza della necessità di pagare la tassa di concessione, stabilendo che la stessa non è legata al tipo di contratto, quanto alla tipologia di prestazione). Precedentemente, l’Agenzia delle Entrate si era espressa in favore della tassa, confermando la necessità di pagare il tributo per l’impiego di apparecchiature terminali per il “servizio radiomobile pubblico terrestre di comunicazione”.

Ora, in seguito al ricorso depositato, la Corte dovrà esprimersi nuovamente, con una sentenza che si attende entro poche settimane: vi terremo informati su tali sviluppi…

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