TASI: tutto ciò che devi sapere per la scadenza del 16 ottobre

Giovedì 16 ottobre scade il termine per il versamento dell’acconto TASI per milioni di contribuenti (ma non per tutti). La TASI ricordiamo si applica anche alle prime case e relative pertinenze, esenti invece dall'IMU. Può riguardare anche gli altri immobili, la pagano perfino gli inquilini ma esistono anche delle detrazioni. Non c'è purtroppo un bollettino precompilato: la TASI deve essere calcolata dal contribuente. Ecco tutto ciò che devi sapere per la scadenza TASI 16 ottobre.

TASI: tutto ciò che devi sapere per la scadenza del 16 ottobre

Quando si paga la TASI?

Non c’è un’unica risposta a questa domanda: la TASI è una tassa a scadenza variabile, forse la prima nel suo genere, per la quale la scadenza dipende da quando il Comune ha deliberato le aliquote.

Non devono pagare il 16 ottobre coloro che hanno già versato l’acconto entro il 16 giugno, ovvero i contribuenti che risiedono in uno dei 2.187 comuni che avevano pubblicato le aliquote TASI entro il 31 maggio (tra cui Bologna, Genova, Napoli e Torino).

Invece, pagano l’acconto TASI entro il 16 ottobre i residenti nei circa 2.500 comuni in ritardo con le delibere, che sono state pubblicate tra il 1° giugno ed il 18 settembre (tra cui Roma, Milano, Firenze e Bari).

Tutti pagheremo il saldo TASI entro il 16 dicembre, lo stesso giorno che scade l’IMU. Ma attenzione, perché ci ancora oltre 600 comuni che non hanno pubblicato le delibere e che dovranno pagare tutta la TASI in unica soluzione entro il 16 dicembre con l’aliquota standard dell’1 per mille.

Per capire in quale gruppo ci si trova bisogna verificare se la delibera del proprio comune è stata pubblicata, seguendo questo link. Occorre controllare il campo «data pubblicazione» per capire la scadenza effettiva. Più sicuro ancora è consultare il sito del proprio comune.

Chi paga la TASI?

La TASI va versata da tutti i proprietari (persone fisiche e società) di immobili in Italia, così come dai titolari di un diritto reale di godimento (usufruttuario o chi ha un diritto d’abitazione come il coniuge superstite sull’abitazione familiare), di uso, di enfiteusi e di superficie.

In caso di immobile in affitto o in comodato per oltre 6 mesi nell’anno, una quota della TASI, variabile dal 10% al 30% in base alla decisione del comune, è a carico dell’occupante e il resto dal proprietario, a meno che il Comune abbia disposto diversamente. Vedi Quanto pagano gli inquilini per la TASI? per saperne di più.

Nello specifico, la TASI è dovuta su tutti i fabbricati, compresa l’abitazione principale e relative pertinenze, esente invece per l’IMU. Quindi TASI si paga su: abitazioni, negozi, uffici, laboratori, capannoni, box e sulle aree edificabili.

Non sono compresi i terreni agricoli, inclusi gli orticelli.

Quali sono le aliquote TASI?

Le aliquote dipendono da ogni Comune e arrivano per l’abitazione principale al 2,5 per mille (0,25%) o al 3,3 per mille (0,33%). In genere per gli altri immobili le aliquote sono più basse, poiché è previsto che la somma tra TASI e IMU non può oltrepassare l’1,14%.

Risiedi a Milano? Trovi informazioni più dettagliata nella nostra guida sulla TASI 2014 a Milano.

Ma bisogna per forza informarsi bene presso il proprio Comune, non si può generalizzare. Anche perché in alcune città, come ad esempio Firenze o Bari, la TASI è stata applicata solo sull’abitazione principale ed azzerata per tutti gli altri immobili già soggetti ad IMU. Così, ogni immobile o paga TASI o paga IMU.

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