TASI, prima rata rinviata a settembre. In alcuni Comuni più alta dell'IMU

Nei Comuni che ancora non hanno deliberato l'aliquota della TASI, la tassa sui servizi indivisibili, e che non lo faranno entro venerdì, la scadenza della prima rata è stata rinviata a settembre. Solo il 10% dei Comuni ha già deciso l'aliquota, e di questi ancora il 40% non ha pubblicato la delibera sul sito del Ministero dell'Economia. Finora sono solo 32 le città capoluogo di provincia. Tra queste, in 12 città (37,5%), la TASI sarà più alta dell'IMU.

TASI, prima rata rinviata a settembre. In alcuni Comuni più alta dell'IMU

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha confermato il rinvio della prima rata della TASI nei Comuni in cui ancora non è stata deliberata l’aliquota, pubblicando in una nota: “Dopo aver incontrato l’Anci, per venire incontro da un lato alle esigenze determinate dal rinnovo dei consigli comunali, e dall’altro all’esigenza di garantire ai contribuenti certezza sugli adempimenti fiscali, il Governo ha deciso che nei Comuni che entro il 23 maggio non avranno deliberato le aliquote la scadenza per il pagamento della prima rata della TASI è prorogata da giugno a settembre. Per tutti gli altri Comuni la scadenza per il pagamento della prima rata della TASI resta il 16 giugno”.

L’Associazione nazionale dei Comuni (Anci) ha accolto con soddisfazione la misura, affermando che: “Secondo il parere dell’Anci era questa la soluzione più ragionevole e immediatamente applicabile. Non possiamo che accogliere con soddisfazione la decisione del Governo di condividerla”.

Questa soluzione, continua l’Anci “assicura al contempo di non dover subire inutili rinvii e deficit di liquidità a quei Comuni che avevano già deliberato le aliquote, e di non penalizzare pesantemente le altre amministrazioni, che anche in considerazione dell’imminente tornata elettorale avranno tempo fino a luglio per le delibere”.

“Tutto questo”, spiega il presidente dell’Anci Piero Fassino, “unito all’anticipo di liquidità dello Stato per quei Comuni che incasseranno la TASI solo a settembre, garantisce sia la possibilità di programmazione degli enti locali che il diritto dei contribuenti di conoscere in modo chiaro gli adempimenti a cui provvedere”.

Il caos TASI però non finisce mica qui: secondo le stime del Servizio politiche territoriali della Uil, saranno molto diverse le applicazioni della TASI in tutto lo Stivale, con ben 75 mila combinazioni differenti di applicazione dell’aliquota.

TASI: quanto si paga nei Comuni che hanno già deliberato l’aliquota?

Finora, ha informato la Uil, soltanto il 10% dei Comuni (832 su 8.092) hanno deliberato l’aliquota per la TASI; di questi solo il 61% hanno pubblicato la loro delibera sul sito del Ministero dell’Economia.

Le città capoluogo di provincia che hanno già deciso le aliquote sono 32, e tra questi, in 12 città (37,5%), la TASI sarà più salata dell’IMU. La Uil denuncia: “Ciò che emerge da questo campione è un ginepraio di aliquote e detrazioni diverse. Alla fine si avranno sicuramente 8.092 applicazioni diverse della TASI, ma si rischia di avere oltre 75 mila combinazioni differenti di applicazione dell’imposta. Infatti, oltre che aliquote differenziate tra prime case e altri immobili, c’è la variante delle detrazioni”.

Le città capoluogo in cui l’aliquota è già stata decisa e quest’anno la TASI sarà più salata dell’IMU sono:

  • Bergamo (+21 euro);
  • Ferrara (+60 euro);
  • Genova (+67 euro);
  • La Spezia (+47 euro);
  • Mantova (+89 euro);
  • Milano (+64 euro);
  • Palermo (+2 euro);
  • Pistoia (+75 euro);
  • Sassari (più 40 euro);
  • Savona (+28 euro);
  • Siracusa (+16 euro).

Solo Aosta e Pordenone non hanno aumentato le aliquote. Altre 11 Città (Ancona, Bologna, Cagliari, Cremona, Ferrara, Genova, La Spezia, Piacenza, Reggio Emilia, Torino, Vicenza), hanno adottato l’addizionale dello 0,8 per mille arrivando al 3,3 per mille sulle aliquote della prima casa, mentre Milano e Roma hanno deciso di ricorrere all’addizionale suppletiva della TASI sulle seconde case, arrivando in questo caso all’11,4 per mille.

Tra quelle che hanno deliberato l’aliquota TASI, le decisioni sono piuttosto dispari. Ad esempio, Torino ha scelto il 3,3 per mille con detrazione fissa di 110 euro per immobili con rendita catastale fino a 700 euro, più 30 euro per ogni figlio minore di 26 anni; Milano, invece, ha scelto il 2,5 per mille, con detrazioni legate alla rendita catastale (fino a 770 euro) e in base al reddito IRPEF (fino a 21 mila euro) e Roma ha scelto il 2,5 per mille con detrazioni decrescenti con l’aumentare della rendita catastale.

Quanto peserà la TASI sul bilancio familiare?

Secondo i dati dell’Uil, nelle città che hanno già deciso l’aliquota, la TASI peserà in media 240 euro a famiglia contro i 267 euro pagati nel 2012 con l’IMU. Di seguito, alcuni esempi della media che pagheranno le famiglie per la TASI e di quanto avevano pagato per l’IMU, in euro:

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