TASI e IMU: tasse raddoppiate su negozi, uffici e capannoni

Tra il 2011 e il 2014, dopo l’introduzione prima dell’IMU e poi della TASI, le tasse sugli immobili strumentali – come negozi, uffici e capannoni – sono raddoppiate, denuncia la CGIA di Mestre. Bortolussi: “L’applicazione dell’Imu su alcune tipologie di macchinari è stata una vera e propria follia”.

TASI e IMU 2015
Imprenditori pagano il doppio di tasse rispetto al 2011. Domani il black day TASI e IMU

Tra il 2011 e il 2014, causa introduzione dell’IMU e TASI le tasse sono raddoppiate su negozi, uffici e capannoni.  Secondo l’Ufficio Studi della CGIA di Mestre, l’ultimo anno in cui si è pagato l’ICI – prima di IMU e TASI – il gettito complessivo sulle attività produttive era di quasi 5 miliardi: nel 2014 sono entrate alle casse dei Comuni invece più di 10 miliardi di euro.

La CGIA specifica in una nota quali sono stati gli aumenti registrati per colpa dell’IMU e la TASI:

  • + 142 % per uffici e studi privati;
  • + 137 % per negozi e botteghe;
  • + 107 % per laboratori di arti e mestieri;
  • + 101 % per gli istituti di credito;
  • + 94 % per gli immobili a uso produttivo.

I calcoli della CGIA hanno preso come riferimento iniziale il 2011, ultimo anno in cui si è pagato l’ICI, senza considerare il risparmio fiscale concesso dalla legge. Così come avvenuto l’anno scorso, anche nel 2015 la TASI per le imprese è completamente deducibile dal reddito di impresa, mentre l’IMU lo è solo per il 20%.

Tendenzialmente – spiega il segretario della CGIA Giuseppe Bortolussi – i Sindaci hanno mantenuto relativamente basso il livello di tassazione sulle prime case, innalzando, invece, quello sugli immobili ad uso produttivo e sulle abitazioni diverse dalla principale. Insomma, hanno fatto cassa sulle spalle degli imprenditori, sfruttando le situazioni più surreali che la legge ha dato origine, come, ad esempio, l’applicazione dell’IMU su alcune tipologie di macchinari. Una vera e propria follia”.
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Professionisti e artigiani, i più colpiti

 

Secondo i calcoli CGIA i capannoni (categoria D) sono i responsabili del gettito più notevole, passando dai 3,17 miliardi del 2011 ai 6,15 miliardi nel 2014, con un aumento quindi del 94%. Sui negozi e botteghe artigiane il gettito è più basso ma l’aumento più evidente: si è passati da un prelievo di 809 milioni a 1,9 miliardi di euro (+ 137%).

Più salata ancora l’impennata per gli uffici e studi professionali (+142%), con l’ICI che rappresentava 545 milioni che sono diventati 1,32 miliardi di euro con IMU e TASI. I laboratori, infine, nel 2011 versavano 228 milioni che sono diventati 473 milioni nel 2014 (+ 107%).

Domani il black day di TASI e IMU

Domani 16 giugno 2015 ben 15 milioni di contribuenti in 5.279 Comuni sono chiamati a pagare le tasse sulla casa: l’acconto di IMU e TASI 2015. Anche quest’anno, non tutti i Comuni hanno già deliberato le aliquote, e i contribuenti faranno meglio a non aspettare i bollettini per versare l’imposta.

La situazione è analoga a quella registrata lo scorso anno, quando numerosi comuni non avevano deliberato le aliquote relative alla tassa sui servizi indivisibili – denunciava qualche giorno fa il presidente del Codacons Carlo Rienzi  – A pochi giorni dalla scadenza, migliaia di cittadini si ritrovano nella più totale incertezza, a causa della carenza di informazioni e di una burocrazia fiscale sempre più complessa. Ad alimentare la situazione di caos, i ritardi di molte amministrazioni comunali nel deliberare le aliquote e le detrazioni per il 2015: in tal caso i contribuenti dovranno versare il 50% della TASI pagata per il 2014, in attesa che i Comuni pubblichino le nuove aliquote entro il 28 ottobre, ma non tutti ne sono a conoscenza”.

In effetti, fino ai primi giorni di giugno, rivelava la CGIA di Mestre, soltanto un migliaio di Comuni, pari al 14% del totale, aveva deliberato le aliquote e detrazioni per la TASI 2015.

Per maggiori informazioni sul pagamento di domani, consigliamo la lettura del nostro articolo TASI 2015: importo, scadenza e bollettini.
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