TASI 2020, quando si paga?

Prima le modifiche introdotte dalla manovra finanziaria, poi il lockdown e la crisi economica con gli annunci sui tagli e gli slittamenti delle imposte hanno provocato una grande confusione tra i contribuenti. In questa guida vedremo di chiarire chi deve pagare la TASI 2020, in cosa consiste questa tassa e quando dovranno essere versati l’acconto e la seconda rata

Chi deve pagare la TASI e quando

Non si può parlare della TASI 2020 senza prima fare un salto indietro e analizzare quali sono stati i cambiamenti rispetto alle imposte sulla casa introdotti dalla Manovra di Bilancio del Dicembre 2019.

Poi è, però, anche necessario concentrarci su quanto accaduto con la crisi legata all’emergenza sanitaria in questi mesi e per quella economica che è stata la conseguenza delle misure per il contenimento del contagio.

La TASI e la manovra finanziaria 2019, cos’è cambiato

Iniziamo con il ricordare che la TASI è stata abolita con il pacchetto della finanziaria approvata a fine 2019 e l’imposta è confluita nella vecchia IMU. In sintesi quindi rispetto al calcolo della somma che si andrà a pagare non è cambiato poi molto.

L’operazione fatta è stata solo per semplificare i pagamenti dei tributi locali. Decade la sigla che indica l’imposta ma la tassa resta ed entra a far parte dei tributi versati con l’IMU. La TASI era la tassa che i contribuenti possessori di immobili (esclusa la prima casa), terreni, fabbricati e altre aree fabbricabili versavano al proprio Comune e l’ente doveva utilizzare questi fondi per i servizi cosiddetti indivisibili.

Cosa sono i servizi indivisibili

Rientrano in questa categoria di servizi: l’illuminazione delle strade, il verde pubblico, il contributo per la protezione civile, e così via; si tratta di quei servizi forniti alla comunità a prescindere da un’esplicita richiesta.

Si contrappongono ai servizi individuali come l’asilo nido comunale o il trasporto pubblico, che vengono pagati da chi ne usufruisce dato che è possibile monitorarne l’utilizzo. La TASI doveva essere pagata da chi utilizza gli immobili, sia esso il proprietario o l’inquilino.

Nella prima rata TASI, come spiegato sul sito del Dipartimento delle finanze del Governo, erano calcolate le aliquote e le detrazioni sull’anno precedente. Nella seconda tranche, invece, si versava il saldo per il resto dell’anno corrente e con eventuali conguagli.

Questa imposta, secondo quanto stabilito dalla manovra di bilancio, è confluita nell’IMU. I termini per effettuare i pagamenti sono quindi quelli fissati anche per la tassa sugli immobili: 16 Giugno per l’acconto ed entro il 16 Dicembre dovrà essere saldata la seconda rata.

La nuova IMU TASI: date di scadenza e sanzioni

La manovra ha fuso l’IMU e la TASI in un’unica imposta. Le date di scadenza dei pagamenti sono rimaste le stesse: 16 Giugno e 16 Dicembre. Chi non dovesse rispettare questi termini, date le nuove disposizioni, dovranno pagare delle sanzioni. Se si effettua il pagamento entro i primi 14 giorni si dovrà versare il corrispettivo dell’0.1% al giorno.

La penale e quindi l’interesse da pagare sale all’1.5% per i versamenti tra il 15esimo e il 30 esimo giorno. Per un ritardo del pagamento che arrivi fino a 3 mesi la sanzione sarà dell’1.67%. Se si pagherà l’IMU entro il 90 esimo giorno la penale salirà al 3.75%, ma se non si dovesse rispettare neanche questa scadenza la sanzione schizzerà al 30% dell’importo non versato.

A quanto ammonta l’acconto del 16 Giugno

Le modalità di pagamento dell’imposta sono due:

  • bollettino
  • sistema Pago PA
  • F24

Come vedremo se si decide di fare il versamento con l’F24 sarà necessario indicare dei codici specifici per indicare il tipo di immobile o fabbricato per cui si paga l’imposta. Il sistema Pago PA invece vi permetterà di fare il pagamento presso gli esercenti aderenti o tramite le banche convenzionate con il servizio.

Con le nuove disposizioni su tasse e immobili è stato deciso di accorpare le due tasse in una, la rata dell’acconto del 16 Giugno dovrebbe corrispondere più o meno al 50% di quanto pagato nel 2019 per IMU e TASI.

Chi non deve pagare l’imposta

Nella Legge di Bilancio è stato stabilito di esentare dal pagamento le prime case, tranne quelle classificate come A1, A8 e A9 (indicano gli immobili di lusso), le aree fabbricabili in vendita e i fabbricati di categoria D. Sono in esclusi dal pagamento anche gli alloggi militari e delle Forze dell’ordine, gli stabili delle cooperative edilizie o destinate a studentati universitari e le case famiglia.

L’IMU non si paga sugli edifici in costruzione, in questo caso si inizierà a versare l’imposta solo quando il fabbricato sarà ultimato. La tassa è inoltre calcolata sull’anno precedente, quindi se la costruzione è terminata nel Dicembre del 2019, nel 2020 non sarà versata l’IMU.

Chi deve versare la tassa sugli immobili

L’immobile per essere soggetto alla tassazione dovrà essere regolarmente iscritto al catasto. Si paga l’IMU, e quindi la TASI, invece sulle seconde case di qualsiasi categoria esse siano, chi ha terreni o gli stabili o gli immobili in affitto .

Il massimo del contributo che può essere richiesto dagli enti comunali è dell’1.14% dato che accorpa i due tributi. La quota minima per le abitazioni, che non siano prime case, si aggira intorno all’0.86%, ma può varia in base alle disposizioni degli enti. I comuni possono fissare delle aliquote inferiori, ma non superiori a questa percentuali posta per legge.

Ci sono poi delle percentuali precise anche per le altre tipologie di fabbricati e immobili. Per le abitazioni classificate come di lusso l’aliquota può arrivare alla 0.6% (massimo dell’imponibile), mentre per i terreni agricoli l’ente può arrivare ad imporre una tassa dell’1.06%.

Sono previste proroghe per l’acconto IMU/TASI?

La domanda che in molti si stanno ponendo viste le difficoltà affrontate da tanti cittadini e famiglie in questi mesi è se la Tassa sulla casa sarà confermata o sospesa? Si dovrà rispettare la data dell’acconto o ci saranno delle proroghe.

Nel Decreto Rilancio si attendeva qualche indicazione in tal senso, ed effettivamente sono state comunicate diverse sospensioni, riduzioni o rinvii delle principali imposte. L’IMU è stata sospesa per coloro che possiedono degli immobili adibiti a scopo turistico, ricettivo o ricreativo. Questa decisione è coerente con le intenzioni, più volte manifestate dal Governo, di voler sostenere uno dei comparti strategici per l’economia nazionale.

Ogni Comune deciderà se prorogare i termini della tassa

Per quanto riguarda gli altri contribuenti non sono state date disposizioni precise. Nella risoluzione pubblicata dal Dipartimento Finanze del Ministero l’8 Giugno sono però arrivati dei chiarimenti su TASI e IMU.

In questo documento si legge chiaramente che: “è l’ente locale stesso che, nel proprio regolamento,
può disciplinare le modalità di riscossione, ivi comprese quelle relative al differimento dei termini di versamento”. Devono quindi essere le Giunte comunali a deliberare un rinvio delle scadenze.

Ad oggi risulta che gli enti delle grandi città non abbiano ancora stabilito delle proroghe per questo tributo, ma per esserne certi dovrete controllare sul sito del vostro comune o telefonare all’ufficio preposto. Ma anche la Fondazione Istituto per la Finanza e l’Economia Locale dell’Associazione nazionale dei comuni ha redatto una bozza di delibera per autorizzare gli enti comunali ad un eventuale differimento del pagamento della prima rata dell’IMU (TASI) 2020.

I codici per pagare il tributo 2020

Per compilare correttamente si dovrà indicare con precisione il codice d’imposta. Ad esempio se dovete pagare l’IMU per un terreno dovrete inserire il codice 3914 e poi il comune in cui si trova. Per un fabbricato rurale il codice sarà 3913 e così via. Se non siete sicuri controllate sul vecchio modulo compilato oppure consultate l’elenco dei codici tributo.

Il modulo dell’F24, che si trova anche nell’home banking, vi chiederà di inserire il codice del comune in cui si trovano gli immobili. Se non conoscete quello del vostro comune potrete trovarlo sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Ci saranno poi da segnalare Acc se state pagando l’acconto dell’imposta IMU e TASI oppure Ravv per un pagamento tardivo ma volontario della tassa.

Se invece dovete versare il Saldo finale dovrete barrare la casella corrispondente. L’imposta sugli immobili e la TASI 2020 possono essere pagate in 2 rate oppure in una sola soluzione, se decidete di procedere con un solo versamento dovrete barrare sia la casella Acc che quella Saldo.

Tutto ciò che si deve sapere sulla TASI 2020

Ricapitolando dunque non è stata prevista una proroga per il versamento dell’acconto del 2020, ma ogni comune ha la libertà di posticipare la data del versamento vista l’emergenza coronavirus. Non tutti gli enti si sono mossi in questo senso.

Per avere la certezza che il vostro comune rientri tra quelli che hanno optato per una proroga dei termini non vi resta che controllare le indicazioni fornite dall’ente in cui risiedete o in cui si trova l’immobile per cui dovete versare il tributo. Per ogni approfondimento più specifico sulla TASI e sulle modifiche apportate dalla Legge di Bilancio, le nuove regole sulle imposte locali sono contenute nel comma 755 della Manovra.

Non sono previste disposizioni nazionali che interessino tutti i cittadini nei Decreti Rilancio, Cura Italia e Io resto a casa. Come invece è accaduto per la sospensione dell’acconto e del saldo dell’IRAP per le aziende del settore turistico.

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